domenica 4 marzo 2012

Asia, piccolo fiore

Il 4 marzo 2005 era un venerdì, tornavo a casa dal lavoro, e un giornalista dell'Alto Adige mi chiamò.



Mi disse con voce mesta che una creatura di tre anni era morta investita da un' auto all'uscita della scuola materna.
Non sapeva dirmi il nome. 
Io pensai a mia figlia : era compito del nonno andarla a ritirare, perchè io lavoravo.
Cominciai a tremare.
Chiusi in breve la telefonata, di cui non ricordo altro. E chiamai chi avrebbe potuto dirmi di più.
La scuola materna era "l'altra"...ed egoisticamente sospirai. 
E subito mi disse il nome della bimba : ASIA.
Ho una sua foto mentre gioca con mia figlia. Avrebbero la stessa età. 
Non so cosa esattamente sia successo: le mamme si ritrovano all'uscita, è venerdì, si sentono i primi segnali dell'arrivo della primavera. Si chiacchiera, si programma il pomeriggio e persino il sabato. Stavano parlando le mamme, la piccola Asia sfugge all'attenzione della mamma, mentre un'altra mamma con  i suoi bimbi stava partendo con l'auto e.... Forse il sole  di metà pomeriggio, che l'acceca per un maledetto secondo....non lo so, sono io che ho immaginato la scena in questo modo, come fosse la scena di un maledetto stupido film... e la mamma continuò la manovra investendo la piccola. 
Il ricordo di quella giornata sfuma... Vinse il festival Francesco Renga con ANGELO quell'anno, il giorno successivo. Sembra fatta apposta.
Ritrovo la memoria che ancora mi sconvolge, al suo funerale il lunedì successivo: la bara bianca, piccola. Le maestre che leggono il loro ultimo saluto, le dicono semplicemente CIAO... I genitori composti nel loro dolore immenso, la sorellina Giada, vestita come una bambolina, a festa che saluta la sua sorellina per l'ultima volta. 
L'altra mamma, quella che l'ha investita che piegata dal dolore e da un pianto a dirotto mette la mano sulla bara , prima che questa venga fatta scendere nella fredda terra. I tantissimi palloncini bianchi che salgono al cielo.
E poi il suo viso bellissimo, con il sorriso birichino i suoi riccioli biondi... 
e io che guardo i miei figli...li benedico...e rivedo gli occhi della sua mamma. Azzurri, come mai ho potuto vedere, pieni di lacrime, svuotati da tutto...
Un piccolo, perfetto, meraviglioso fiore reciso troppo presto... Due mamme disperate , ognuna con il proprio dolore.
La vita continua. 
Sono passati 7 anni... la vita continua, ma i ricordi , ogni tanto riaffiorano e fanno comunque male, anche se io ero solo una spettatrice attonita e senza speranza di poter far tornare indietro quel maledetto orologio...
La vita continua....

Oggi chi l'ha amata  la ricorda sul giornale, semplicemente con 
 "Dolce, eterna ASIA" 

5 commenti:

  1. certe tragedie sono veramente incomprensibili!

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  2. Che brividi...non posso nemmeno immaginare un dolore così grande!!
    Bello il tuo ricordo.
    Un abbraccio.

    ps
    perchè il giornalista ha tentato di farti morire di infarto? crudelissimo...

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    1. il giornalista voleva sapere se il luogo era considerato " in sicurezza" .
      però mi ha fatto morire lo stesso....

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  3. Mi sono resa conto in questo momento di essere venuta a letto (ti scrivo col netbook da sotto le coperte) truccata...perchè l'eye-liner che cola mi sta facendo bruciare un sacco gli occchi... e il colpo di grazia che mi ha fatto cedere alle lacrime è stata la descrizione dell'altra mamma...
    Per quanto riguarda i suoi genitori, invece, non avendo figli, non credo di poter nemmeno lontanamente comprendere la portata devastante di un dolore del genere.... ed uno dei motivi per cui sono tanto indecisa nel concepirne uno è proprio questo... so che se poi dovessi vederlo, per esempio, uscire di casa e non tornare più...non potrei mai riprendermi!!!
    Ho visto il dolore negli occhi dei miei ex-suoceri... li ho sorretti al funerale di loro figlio... non mi sono ancora ripresa da quel dolore... non potrei mai riprendermi dalla perdita di un figlio mio...

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    1. sono cose tremende, lo so. O meglio posso solo immaginare per empatia quello che si prova. Nel corso della mia vita , sono andata a funerali di altri figli portati via troppo presto, pianto per loro e per le loro mamme. Ho pianto di gioia quando sapevo che qualche ragazzino ce l'aveva fatta a combattere battaglie che nemmeno un gigante poteva vincere. Ti posso dire, che da madre, i figli non sono nostri, ci sono dati in custodia e prima o poi vanno lasciati andare. Meglio sarebbe se uscissero di casa per intraprendere viaggi che li portano nei posti della loro vita, ma le cose non vanno come si vorrebbe.
      Pur con tanta meschina umiltà e rispetto totale, ogni volta che capita una cosa brutta mi ripeto che " CI E' DATO DI VIVERE SOLO CIO' CHE POSSIAMO SOPPORTARE"
      Non lasciare che la paura del dolore di possa togliere la gioia di provarlo....( non è un controsenso...)
      Vivere, è anche questo
      ( non posso che chiederti scusa scrivendoti questo messaggio, perchè mi rendo conto beninissmo che io non conosco nulla, ma so che pur con mille difficoltà, mille problemi mille dolori, non potrei mai rinunciare a nessun minuto passato con i miei figli, e loro ora hanno un'età molto difficile, dove le disgrazie le leggi il lunedì mattina sul giornale, le brutte ocmpagnie sono tantissime, le strade che intraprendono potrebbero portarli chissà dove. Ma ogni cosa alla fine è un mattoncino, che ti ha fatto diventare ciò che sei, nel bene e nel male)

      Ora le due famiglie hanno quella cicatrice tremenda, ma la vita continua, e può essere meravigliosa
      ti invito a leggere un post che scrissi la scorsa estate: mentre lo scrivevo carica di rabbia e rancore e dolore, mi resi conto che la MIA cicatrice è il muro portante del mio essere... e questo mi ha fatto respirare e spolverare via quei brutti pensieri che sono diventati le rocce che "abbelliscono" il mio giardino
      http://erika-unatrentinaineppan.blogspot.com/2011/07/io-sono-fiona-ecco-chi-sono-e-tu-marito.html

      ti abbraccio con tanto tanto affetto sincero

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