domenica 30 settembre 2012

Al verde - Pensieri e parole raccolte, sentite, meditate in SETTEMBRE 2012

l'estate è finita : è FREDDO!



Il tedio non è la malattia della noia di non aver nulla da fare, ma una malattia più grave: sentire che non vale la pena di fare nulla.  ( C. Sartore)





Di ciò di cui non si può parlare, si deve tacere. 
Wovon man nicht sprechen kann, darüber muß man schweigen.
L. Wittgenstein




LE REGOLE DELLA FELECITA' : 
fa qualcosa, ama qualcuno, spera in qualcosa! 
                                                    Immanuel Kant



due mesi senza stipendio



venerdì 28 settembre 2012

28.09.1992

Era un lunedì, era il mio primo giorno di lavoro del primo giorno della mia nuova vita.
Partii da casa alle 06.30 con la 126 rossa di mia mamma, per essere certa di arrivare alle 08.00 puntuale a Bolzano. Ero al settimo cielo. Avevo passato un'estate strepitosa, con un sacco di cose nuove. Avevo persino tradito il ragazzo che stava con me da più di 5 anni. Mi ero messa sul mercato, inconsapevolmente, lavorativamente e emotivamente. Il 4 settembre, un venerdì ( ho un'ottima memoria per quanto riguarda le date: il mio professore di storia dell'arte mi diede dei voti altissimi proprio per questa dote in quinta superiore), feci un colloquio di lavoro a cui ero invitata da un collega. Il lavoro era a Bolzano. Io ci andai, ma senza pensare troppo. La prima persona che vidi fu un ragazzo di 25 anni dai capelli scuri, gli occhi verde sottobosco, che parlava con un leggerissimo accento tedesco e balbettava un pò. Mi si presentò mentre aspettavo di fare il colloquio, parlammo del più e del meno per parecchi minuti. Scoprii dopo il colloquio che era il socio della ditta che mi offrì un contratto eccellente. Tornai a casa con un contratto firmato, un'ottima paga con rimborso spese per il viaggio e per l'eventuale affitto di un'appartamento in zona Bolzano. Il lunedì consegnai a mano la lettera di licenziamento. Feci gli ultimi giorni di lavoro con molta leggerezza e continuai a ripetere a chiunque che avevo detto di si solo e solamente per gli scanneristi di Bolzano. Pensavo di scherzare nell'affermare quella cosa: avevo un ragazzo, la nostra storia si tirava avanti con la noia di intenti diversi e la mia voglia inconscia di riconoscere i miei talenti. Ma non sapevo ancora quanto mi sbagliavo. Passarono i quindici giorni di preavviso, e la domenica sera, quella prima del primo giorno di lavoro, mi venne naturale parlare chiaro con il mio ragazzo e dirgli che era tutta l'estate che ci facevamo un pò ognuno la propria vita e che ora io sarei andata e tornata ogni giorno da Bolzano. Volevo un pò di tempo per vedere cosa poteva succedere. A dire il vero durante la primavera successe una cosa che ci fece discutere in maniera forte, spropositata, ma che sancì il mio allontanamento. Una ragazza si fece male atterrando malamente con il parapendio. La sera, dopo averla vista immobilizzata a letto per tutta l'estate, tornando a casa scoppiò la discussione che andò subito sugli intenti che avevamo per il futuro. Lui voleva volare, arrampicare, viaggiare. Io volevo cominciare a pensare a qualcosa di più maturo, una casa, matrimonio, figli. Solo cominciare a pensare, ma lui negava persino di parlare di cominciare a pensare.  Ma lui scattò in una scenata pazzesca. L'auto era la mia ( o meglio di mia madre, la 126 rossa) e mi fermai immediatamente urlandogli di scendere. Lui scese, io piansi. Ma tornai a casa. Pensai che non si facesse più vedere. Il giorno dopo tornò a bussare alla mia porta. Ma in me si era rotto qualcosa. Da quel momento cominciammo a frequentare compagnie diverse, e mi piacque molto essere cercata perchè ero IO, ERIKA, e non la ragazza di... Lui andava in montagna , io al lago con voletto serale in parapendio.Lui andava ad arrampicare, e io andavo a fare una camminata in montagna con gli amici. Lui andava a volare, mentre io ero di nuovo al lago con grigliata serale insieme a tutti gli amici. L'estate volò. Mi proposero tante cose e infine un lavoro che mi piaceva, pagato benissimo, e come capo c'era quel ragazzo bello e molto impegnato, dato che sulla carta d'identità c'era indicato "imprenditore" alla voce professione. Non sapevo ancora che questi pensieri avrebbero portato un cambiamento veramente sostanziale nella mia vita.
Il 28 settembre alle 7.50 entrai in ufficio. Salutai i presenti e il socio "anziano" ( aveva circa 16-17 anni in più del giovane), mi diressi verso la mia postazione. Entrai con passo sicuro e una voce mi chiese:" e il ragazzo cosa dice di questo nuovo lavoro?" . Mi girai verso la voce. Il ragazzo era seminascosto dal macchinario ( uno scanner a tamburo di notevoli dimensioni) e la luce della finestra dietro di lui mi rendeva difficile vedere il suo viso. Senza pensare risposi:"L'ho lasciato ieri sera...". Da quel momento gli bastò poco per farmi innamorare definitivamente e inesorabilmente. Mi diede un bacio a tradimento, il suo bacio morbido che annullò ogni tipo di dubbio, dopo una settimana. Uscimmo insieme il 9 ottobre. Iniziammo a convivere senza troppa ufficialità il 10 novembre, nel MIO appartamento. Da quel momento non ci lasciammo più. Ammetto che ci abbiamo provato, per naturali crisi della coppia, ma io sentivo che "LUI è quello PER SEMPRE". E dopo le dovute elaborazioni e trovando mille nuovi equilibri, sono passati 20 anni da quel 28 settembre 1992.
Oggi ho pensato che forse vorrei aver fatto scelte diverse in passato. Ma credo che questa sia la scelta migliore che ho fatto. Intendo dire venire a lavorare a Bolzano, naturalmente!

WiTH or WiTHout YOU

La prima gita in prima superiore la associo a questa canzone. Non ricordo altro che a causa del maltempo la gita sulla neve, nell'ambito di una sorta di olimpiadi tra le scuole -credo-, con tanto di gare di sci e pattinaggio, è finita in una discoteca di un alberghetto di Folgaria (TN).
E ricordo di essere finita -giuro: non so come e nemmeno il perchè- sulle spalle del più figo della classe, con il quale avevo scambiato forse cinque parole dall'inizio dell'anno scolastico, a ballare (lui) e cantare (lui) questa magnifica canzone. Era la prima volta che mi capitava una cosa del genere. Era la prima volta che vedevo una discoteca. Di quella giornata ricordo questa fotografia: io sulle spalle di Lui e la canzone sparata a mille nelle orecchie.
Ho continuato a fare la secchiona timida per il resto delle superiori, tranne che per qualche sporadica esperienza che racconterò man mano che mi verrà in mente.
Ero tutta scuola e studio ( mai abbastanza per mia madre) e il massimo che mi concedevo era il famoso "Giro al Sass" di Trento. Dove giravo con le mie amiche del cuore e  vedevo tanta bella gente. E nulla di più.
Non è di molto tempo fa che un tipo piuttosto interessante mi ha detto che si ricorda di me in quei  pomeriggi a girare lentamente in città e che si era preso una cotta per me, nonostante non ci conoscessimo... che pirla io, che pirla lui... Ho la sensazione che stare troppo alle regole e avere paura di tutto quello che risultava "proibito", mi ha fatto perdere tante tante cose belle e interessanti e non necessariamente "cattive"...
Intanto ogni volta che capita di sentirla alla radio, ascolto la canzone a tutto volume e quell'immagine di quella ragazzina sulle spalle del biondo figo mi torna subito in mente....

(U2) With or Without You


See the stone set in your eyes
See the thorn twist in your side
I wait for you

Sleight of hand and twist of fate
On a bed of nails she makes me wait
And I wait without you

With or without you
With or without you

Through the storm we reach the shore
You give it all but I want more
And I'm waiting for you

With or without you
With or without you
I can't live
With or without you

And you give yourself away
And you give yourself away
And you give
And you give
And you give yourself away

My hands are tied
My body bruised, she's got me with
Nothing to win and
Nothing left to lose

And you give yourself away
And you give yourself away
And you give
And you give
And you give yourself away

With or without you
With or without you
I can't live
With or without you

With or without you
With or without you
I can't live
With or without you
With or without you


giovedì 27 settembre 2012

quella volta che mi hai detto " SAI, FORSE, MI SONO SBAGLIATO"

eccola
questa è LA CANZONE

I Hear You Call (Bliss)


Though you don't call me anymore,
I find myself waiting.
Be no more letters from you,
So what's wrong anticipating?
I wanna tell you so,
The way I been changing my life,
But if you come back to me,
Let water change to wine.

Hit it, baby, oh oh oh. (2x)
It's what they call a miracle,
I hear you call my name.
I hear you call, I hear you call,
I hear you call my name.

Though I can't see you no more,
I feel your eyes watching.
Guess I'll try taking you.
It'll be a one way conversation.
I wanna rescue my soul;
Beg you please, find me.
If you come back to me,
Let water change to wine.

Repeat chorus

I been looking around for a sign.
I'm so blind. You were there all the time.
"Always be there", you once said to me.
All I had to do was believe.

Repeat chorus




i miei ricordi: Il nostro amore era all'inizio. Era molto potente, e tu si sei spaventato, ti sei preso la pausa. Io disperata tornai a casa dato che la settimana lavorativa era terminata, e in testa mi ronzava questa canzone. Qualsiasi cosa facessi avevo in mente questa canzone e avevo la sensazione che voltandomi, ti avrei trovato. Il week end finì, e tornai al lavoro: lavoravo accanto a te, purtroppo, o per fortuna. Entrai in ufficio tremante, cercando di simulare una sicurezza e una sfrontatezza che non mi avevo. Tu lavoravi. Non hai alzato la testa per un pò di tempo da ciò che facevi. Io cercavo di fare la brillante, come se niente fosse. Poi ti sei girato e con la voce rotta dall'emozione mi hai detto: " SAI, FORSE, MI SONO SBAGLIATO". E tutto è tornato a brillare sul serio. Avevi passato il week end a pensare a me, e io sentivo che mi stavi cercando.
Ho sempre pensato che la nostra vita assieme fosse una specie di storia magica, perchè aveva i tratti di certi film romantici. Per certi versi è proprio così.
E sento ancora che chiami il mio nome, anche quando sei sfuggente e ti nascondi per non affrontare i problemi sperando si possano risolvere da soli. 
E mi spazientisco, perchè non hai più vent'anni.
E mi sale l'amaro in bocca, ma accompagnato da quel piacevole sorriso di chi ti conosce da sempre così profondamente che, se anche fuggi per un pò, sa che tornerai sempre e mi dirai " SAI, FORSE, MI SONO SBAGLIATO"

martedì 25 settembre 2012

Luce argentea di prima mattina

Non riuscivo a decidermi , così le ho messe entrambe.
Le ho scattate stamattina accostando l'auto in modo poco elegante, diciamo così, scendendo verso il paese, con il cellulare.
Ma la luce era spettacolare, argentea, fredda e brillante.
Le nubi soffici, grigio perla, a macchia di leopardo, adagiate tra vigneti e meleti, in piccole valli al di là della altipiano dell'Oltradige, oltre la Valle dell'Adige, verso i monti che anticipano il Rosengarten.

























Siamo riusciti  fare quello che dovevamo, siamo anche scesi a qualche compromesso, ma la casa prosegue.
Ho fretta ora. Voglio i miei spazi, voglio dormire nella mia stanza, voglio cucinare nella mia bellissima cucina, voglio fare la doccia nel mio bagno, con i miei ritmi, con le mie abitudini. Voglio riempire l'armadio, voglio fare l'amore nel mio letto. Sto fremendo per avere ciò che ho sognato e progettato e continuo a immaginare, persino a sentirne i profumi, a suggestionarmi nei particolari e che ora stiamo costruendo. Il nostro piano è in attesa "solo" delle finestre, dei pavimenti e degli intonaci. Poi manca solo l'arredamento, per il quale però, voglio pensare con calma. Metteremo solo l'essenziale : i letti per dormire, la cucina per mangiare e i bagni. I dettagli verranno da sé. Vedo la fine, almeno quella che ci permetterà di entrare in casa nostra -spero- per Natale. Poi tutto il resto - il giardino, la terrazza, il garage- potrà venire con più calma, nascendo a primavera come i bulbi di tulipani e narcisi. E con la benedizione del sole potrò godermi le meravigliose viste di cui possiamo godere. Perchè vivo in un paradiso, e ora che arriverà l'autunno con i suoi magici colori sarà spettacolare.

mercoledì 19 settembre 2012

Vista speciale

Oggi è piovuto
Non tantissimo
Ma per tutto il giorno il tempo è stato decisamente pessimo
Alle 18.30, sono uscita ( per la quarta volta nella giornata, ma questa è un'altra storia da raccontare in altri momenti) per andare alla riunione del circolo Tennis di Margherita, per sapere i nuovi orari degli allenamenti.
Come spesso mi accade con i paesaggi intorno a casa mia sono rimasta a bocca aperta a questo mi è parso alla vista. Ho scattato una foto immediatamente, mentre ho avviato nei primi metri l'auto lungo la stradina di casa. E non ho potuto non postare questa foto, scattata con il cellulare e quindi di cattiva qualità.
Ma il raggio di sole che illuminava la montagna che circonda Bolzano e il cielo plumbeo a contrasto, incoronavano la placida cittadina che pare dormire tra verdi guanciali.
L'effetto è un quadro che non posso tenere solo per me


19.09.2012 Vista su Bolzano con lo sfondo dell'alpe di Siusi. ore 18.30


sabato 15 settembre 2012

La prima neve, estasiata in ammirazione

Oggi sono andata oltre confine insieme a mio marito.
Non male come giornata
Siamo partiti da casa prestino, intorno alle 7 del mattino,  con il cielo azzurrissimo, l'aria frizzante, la temperatura intorno agli otto gradi.
Siamo arrivati al Brennero avendo solo intravisto le cime spolverate di bianco, ma attraverso una nebbia fitta.
Una grossa nuvola si è riposata al passo e il paesaggio era precluso agli occhi.
Siamo arrivati e la temperatura era di 6 gradi. 
"Aiuto..." ho pensato "l'autunno è proprio arrivato..."
Abbiamo fatto tutto ciò che dovevamo, con una buona soddisfazione da parte di entrambi e il nostro progetto casa è in pieno svolgimento e con sempre più chiara definizione dei particolari.
Finite le commissioni, abbiamo ripreso la strada di casa e l'aria trasparente ci ha permesso di vedere il paesaggio. Persino la temperatura ha permesso di non ricordare che poche ore prima tremavo per il freddo.
Prati verdi, boschi folti, cime bianche, cielo terso di un azzurro incredibile. Ho scattato un paio di foto con il cellulare mentre mio marito guidava. La qualità delle foto non è certo buona, ma questa immagine rende l'idea della meraviglia che i nostri occhi hanno visto.
Soprattutto la prima neve, così splendidamente candida che contrastava con l'azzurro leggero e trasparente, ma al contempo così imponente, sopra quel mare immenso di boschi e prati verdi.
Che bella la nostra Terra...
Che bello il Creato
In questi frangenti , mi è impossibile non pensare a quale Dio possa aver creato tutto ciò, perchè tutta la scienza possibile non può bastare a spiegarmi tutta la meraviglia dell'universo
E resto in estasiata ammirazione ....



giovedì 13 settembre 2012

TRE PENSIERI

Da ieri le temperature sono scese molto, ho mani e piedi freddi, il naso gelato. Sono vestita come in inverno, o quasi. Colpa del ciclone Medea, mi dicono. Sulle montagne sopra i duemila metri una leggera spolverata di bianco, e tanta tanta pioggia, sono i segnali che l'autunno sta arrivando. L'estate è finita. E io, chiusa in questa stanza, cado in una ghiacciata disperazione.

Primo pensiero:
Mi è appena venuta in mente la mia stanza e i pomeriggi passati a far compiti.
Ricordo che mi infreddolivo in modo pazzesco a star seduta alla scrivania. Per un sacco di motivi che preferisco non elencare, non potevo avere una copertina con cui coprirsi (mia madre sosteneva che faceva disordine, per esempio). Quindi ricordo le mani gelide e i piedi che parevano due pezzi di ghiaccio. Mentre studiavo mettevo le mani sulla lampada molto simile a questa qui a fianco, per scaldarmi le dita e allungavo i piedi verso il termosifone che si trovava accanto alla scrivania, quando il riscaldamento era acceso.Un'immagine un pò patetica, me ne rendo conto...ma così erano i miei pomeriggi in quel tempo.

Secondo pensiero:
Non so come mai ma quest'estate i meteorologi si sono divertiti a dar nomi di miti antichi ai vari anticicloni e cicloni. Così è stato tutto un susseguirsi di Caronte, Scipione, Minosse, Belzebù, con il loro caldo torrido, per arrivare a Beatrice che ha portato un pò di fresco e ora c'è Medea, la gelida...e poi non so cosa arriverà anche se guardo al cielo con un pò di preoccupazione...

Terzo pensiero:
Per un breve periodo, nell'inverno 2000/2001 il nome a cui pensavo per la mia quarta figliola, mentre le i cresceva tranquillamente nel mio ventre, era proprio Medea. Poi scoprii cosa avrebbe fatto quella tipetta inviperita secondo le varie opere antiche e decisi che dovevo assolutamente trovare un'alternativa. Ci pensò Martina, la mia seconda figliola, che era innamorata di tutta la flora e fauna immaginabile presente nell'universo. No, non andò molto lontano, si fermò su un fiore di campo. Margherita. Mi piacque tantissimo. Probabilmente lanciammo una moda, dato che in questi ultimi anni è un nome particolarmente gettonato per le piccole nate.


Intanto le previsioni parlano di bel tempo e rialzo delle temperature per i prossimi giorni, ma inevitabilmente l'autunno sta arrivando. E non porterà solo cose brutte come le giornate corte e il freddo: sto pensando al Kastanienherz e altre cosucce non proprio malvagie. 

mercoledì 12 settembre 2012

CREDO.... e abbasso la testa

Ieri sera ho scoperto una cosa che mi ha scosso molto.
Anche se non centro per nulla con la storia in se, ma conoscere tramite FB la madre di una ragazza della mia età, morta assassinata da un pazzo come Marco Bergamo, mi ha turbato moltissimo.
E ho immaginato il dolore provato. La disperazione. La solitudine. Il tutto perchè verrà girato un film sulla storia di questo assassino.
La notizia è solamente poche ore successive a quella terribile di un'altra donna morta per colpa di un pazzo e delle sue coltellate, che ora piange disperato in carcere. Ma chi consolerà i bambini della donna?...
Il riaprirsi di uan ferita immensa per una mamma...

Poi ho cominciato a pensare
I pensieri ronzano in testa, volano qui e lì. Non sembrano avere un filo conduttore, ma girano, riportano l'anima a un livello profondo. Quello che poi ti porta a rifare cose piccole, e amate, come leggere...
E sono incappata per caso, leggendo un blog di un'altra mamma, in questo video



E ho cominciato a ricordare che la vita è fatta di piccole cose e che ci è dato di vivere ciò che possiamo sopportare ( purtroppo e per fortuna)
Di certo non risolve le cose
Chi non c'è più, non torna, se non nei ricordi amabili di chi l'ha amata.
Ma a me solleva un pochino l'anima
CI E' DATO DI VIVERE SOLO CIO' CHE POSSIAMO SOPPORTARE

Abbasso la testa e continuo con le mie piccole azioni quotidiane e elenco a mente i motivi per cui CREDO valga la pena di affrontare ogni giorno la vita che ci è data di vivere
Abbasso la testa, ringrazio per la mia vita, e benedico (a denti stretti, lo ammetto) le mille piccole difficoltà che mi aiutano a capire quanto sono fortunata a potermi incazzare ogni giorno con i miei figli, con mio marito, con mia madre, mia suocera, la mia vicina ignorante, con il servizio pubblico che ha cancellato le corse degli autobus che riportano a casa i miei figli dalla loro scuola...
Abbasso la testa e accarezzo la mia gatta che mi risponde con un leggero miagolio di comprensione.
Meno male che la mia vita meschina a volte mi regala momenti sublimi di cui ringrazio, per cui posso ogni tanto alzare la testa e guardare il cielo immensamente azzurro, che oggi è di un grigio carico di pioggia che mi ricorda che l'autunno sta bussando alle porte.



martedì 11 settembre 2012

ANTONIO TURI "QUATTRO PASSI NEL BUIO OLTRE L'AMORE" una cosa nuova

Un modo nuovo di fare una cosa buona!

Prendetevi qualche minuto e leggete qui le prime pagine del libro di Antonio Turi ANTONIO TURI quattro-passi-nel-buio-oltre-l'amore

Mentre qui c'è la mia amica/sorella  paola malcotti   che fa la stessa mia operazione di pubblicizzare il libro


Sostenete questo progetto nuovo!

TU MI PORTI SU - Giorgia




Tu mi porti su e poi mi lasci cadere
tu mi porti su e poi mi lasci cadere...

Quando t'ho incontrato è scattato il gioco della seduzione
tutti e due a stendere la merce più invitante sul bancone
sguardi sfuggevoli,
pose svenevoli,
fughe in avanti e misti inconvenevoli,
siamo animali sensibili all'odore
e siamo umani in cerca dell'amore...

tu l'hai capito che cos'è che io cercavo
qualcuno che ogni attimo mi dicesse brava
tu mi hai attratto ed io mi sono innamorata
e come un 747 sono decollata
sorretta dal tuo sguardo come vento sulle ali
e verso il sole qualche cosa mi diceva sali...
oh sali!
oh sali!

tu mi porti su e poi mi lasci cadere
tu mi porti su e poi mi lasci cadere
ah che bellezza!
ah che dolore!
ah che bellezza!
ah che dolore!
ah che bellezza!
ah che dolore!
così che va la vita, così che va l'amore...

Un giorno mentre tutti ci dicevano che coppia innamorata
ho visto nei tuoi gesti il sospetto di non esser ricambiato
e poi se a un certo punto ci lasciamo
tu sei qualcosa, ma io che cosa sono?
pensiero che si insinua nelle crepe anche dell'anima più pura
l'amore più bellissimo ad un tratto cede il posto alla paura
ali di cera che si sciolgono al sole,
pensieri,
parole,
ali di cera che si sciolgono al sole,
è sempre imprevedibile la rotta dell'amore e cado,
oh cado!

tu mi porti su e poi mi lasci cadere
tu mi porti su e poi mi lasci cadere
ah che bellezza!
ah che dolore!
ah che bellezza!
ah che dolore!
ah che bellezza!
ah che dolore!
è sempre imprevedibile la rotta dell'amore...

ah che bellezza!
ah che dolore!
ah che bellezza!
ah che dolore!
ah che bellezza!
ah che dolore!
così che va la vita, così che va l'amore...

tu mi porti su e poi mi lasci cadere
tu mi porti su e poi mi lasci cadere...

tu mi porti su
tu mi porti su
sto imparando a volare (sto imparando a volare)
sto imparando a volare (oh oh oh)
sto imparando a volare (sto imparando a volare)
tu mi porti su (sto imparando a volare)
sto imparando a volare (sto imparando a volare)
volare (volare)
volare (volare... oh oh)
volare (volare) oh oh

tu mi porti su
tu mi porti su
poi mi lasci cadere

tu mi porti su
tu mi porti su
poi mi lasci cadere

volare, oh oh
volare, oh oh
tu mi porti su.


mercoledì 5 settembre 2012

Primo Giorno Di SCUOLA

Prima Media : la piccola, con il nuovo look, con la consapevolezza di essere la più grande della classe-essendo nata in gennaio-, con la maturità di essere una quarta figlia, con la spensieratezza dei suoi 11 anni e mezzo abbondanti, si è incamminata orgogliosa e felice verso l'edificio davanti al quale è passata ogni giorno dei suoi cinque anni delle elementari. Una mamma ha fatto la foto di rito, la professoressa è uscita con voce autoritaria li ha radunati e ha intimato loro di entrare in fila per due e in rigoroso silenzio in classe.
All'uscita i ragazzini, belli e felici con un paio di libri in mano e la classica lista di cose da comprare nell'altra, scritta confusamente e molto confusamente descritta alla mamme apprensive e quasi scocciate quando non capivano le consegne degli insegnanti. 
Mentre io penso che è l'ultima prima media che vedrò passare nella mia vita di madre....

Prima Superiore: la terza figliola mi ha chiesto-quasi implorato-di accompagnarla. Io, che la conosco, so che lei dei quattro è la più timida e timorosa, salvo poi diventare dirompente con le sue battute sottili, intelligenti, inequivocabili che lasciano l'interlocutore senza fiato e senza parole,  l'ho accompagnata come da sua richiesta. Siamo arrivate più che puntuali, ho chiesto se volesse entrare per contro proprio, richiesta subito rifiutata. Io mi sentivo in imbarazzo, perchè pensavo alla crudeltà dei ragazzi quando avessero visto la ragazzina accompagnata dalla madre. Invece lei, mi ha spiegato che mi voleva vicino, PUNTO! Che quello che pensano gli altri non gliene fregava proprio niente!

quanti altri primi giorni di scuola mi aspettano e ognuno è speciale 


martedì 4 settembre 2012

camminando sotto la pioggia

Oggi mi sono addormentata
o meglio
non avendo dormito la notte a causa dei pensieri che mi assillavano, mi sono addormentata tardissimo, verso le sei del mattino, e quindi all'ora in cui dovevo esser sveglia e già in auto, invece ero al calduccio sotto il piumone. Il risultato è che sono arrivata tardi al mio appuntamento.
Senso di colpa a raffica e, però, essendo riuscita a fare in parte ciò che mi ero prefissata, mi sono rilassata un pò. Mi sono trovata in fila all'ACI per pagare il bollo dell'auto e il cielo plumbeo prometteva poco di buono.
Le temperature sono scese molto con l'arrivo del brutto tempo. Dal caldo torrido vicino e oltre i 40° ai 10-12 °. Insomma Agosto è finito e evidentemente si è portato via l'estate. Mentre veniva il mio turno, in sotto fondo il rumore di Corso Libertà a Bolzano cambiava. Rumore di pioggia sull'asfalto.
Sono uscita, non mi pareva così forte. Ho tentato di coprire la testa con la pashmina che mi ha regalato la mia amica d'infanzia , Giuliana. Per qualche passo mi pareva potesse servire a qualcosa, ma mentre mi dirigevo verso l'auto parcheggiata non molto lontano, la pioggia è aumentata.
Non poteva servire più di tanto la protezione della pashmina, che mi ero messa intorno alla testa all'orientale, facendomi sentire misteriosa e affascinante per chi avesse incrociato il mio sguardo bagnato di pioggia. Priam di arrivare all'auto, la pioggia è aumentata ancora, se possibile. Fredda e battente.
Alla fine ho tolto la pashmina, e ho camminato normalmente. Ormai non cambiava molto.
Sono entrata in auto quasi tremante per il fresco che mi lasciava la pioggia attraverso la leggera camicia che indossavo. Dai capelli cadevano gorsse gocce che bagnavano il sedile. Con la pashmina ho tamponato alla meglio i capelli, mentre i vetri dell'auto si appannavano velocemente.
Ho acceso il motore e mi sono diretta verso casa
Leggera
Umida
Infreddolita
e ho avuto un pensiero leggero umido e rinfrescante: " lascia che la pioggia bagni la tua testa, la tua camicia leggera. Non puoi farci niente."
Così dovrei fare
Non combattere, lasciarmi prendere dalla corrente e farmi trasportare
Non è un concetto nuovo, è un vecchissimo ragionamento che porgo amabilmente al prossimo, ma che non metto in pratica , asina che non sono altro...
Lo dico a tutti, in varie occasioni e poi non lo metto in pratica mai








Lascia che la pioggia ti bagni, Erika 
Non lottare, non tentare di evitarlo
Lascia che sia
tutto andrà a posto
Abbi fede
Credici
E poi ringrazia



potresti  stupirti...


se solo accadesse, anche poco, ma in maniera continuativa, che mi desse fiducia sul serio che tutto andrà a posto, forse, allora potrei essere in grado di crederci e lasciarmi bagnare dalla pioggia senza paura....