sabato 27 giugno 2015

METAFORE

Mi è stato donato un giardino. Me ne sono presa cura fin da subito dato che me ne innamorai all'istante. Era incolto. Pieno di erbacce e piante infestanti. Ma aveva del carattere, aveva un'aurea che prometteva bene.
L'ho ripulito. Ho piantato fiori e seminato l'erba. Ho innaffiato e concimato con cura e gioivo ad ogni miglioramento.
Poi è arrivato l'uragano ROB1. Devastazione. Il giardino era distrutto. La forza dell'uragano aveva scavato una trincea, da cui è emerso un masso di quarzo trasparente, con venature bianche che al sole brillano come un diamante. Con dolore e fatica ho sistemato. Ho salvato il salvabile. Ho aggiunto altri fiori. Seminato l'erba e piantato un Ulivo accanto al masso di Quarzo.
Intanto ho concimato e innaffiato con cura. Ogni tanto arriva qualche temporale, ma il peggio che fa è ammosciare i fiori che si riprendono al primo sole.
L'inverno in questo giardino è quasi magico. La neve lo copre, il silenzio è pieno, il bianco è dominante. Tutto è in attesa, dormiente. E poi arrivano i bucaneve e la primavera sboccia e l'estate riempie le piante di fiori e frutti, diventa riparo dalla calura. Il giardino era bello, ma non era perfetto. mancava sempre di qualcosa, Cercavo di capire cosa fosse, aggiungendo nel corso degli anni piante e fiori, curando ogni dettaglio. Lo amavo, lo curavo, riprendevo le piante ribelli potandole. Passano gli anni. Come accade spesso, ci si abitua ai difetti che talvolta diventano dei pregi, delle peculiarità e il giardino aveva il suo carattere, la propria dignità e le rose fiorivano. Passa l'ultimo inverno, iniziano i lavori di ripristino del giardino.Con fatica, ma c'era qualcosa di positivo nell'aria. Indefinito. Un sorriso, un impegno comune, una speranza. Il giardino stava per rinascere dopo la dormita di un un lungo inverno.
E infine, quando l'erba e i fiori stavano per fare capolino dopo i ghiacci invernali è capitato quello che nessuno vorrebbe mai capitasse al proprio giardino. E' arrivato un altro uragano. Molto più potente e devastante del primo. L'hanno chiamato ELV1, sembra che sia ispirato a una leggenda che parla di una persona talmente meschina e disumana che quando il suo agire ha colpito tutti i suoi cari, uccidendoli, non gli sia rimasto altro che scappare in un eremo lontano a espiare le proprie colpe, finendo col morire di stenti.
L'uragano ELV1 ha distrutto tutto. Ucciso tutti i fiori, scavato solchi profondi come un uomo nel prato, portandosi via tutto, terra, persino il magnifico masso di quarzo, le piante spezzate e tritate dalla sua forza devastante. Non resta nulla.
Nemmeno i ricordi riescono a cancellare le immagini di devastazione.
Ho bisogno di tempo. Ho bisogno di molto tempo e energie per ripristinare il mio giradino e renderlo tale, che rappresenti la vita e per il quale possa ancora provare l'amore che provai fin dal primo momento.
Non so se ci riuscirò e nemmeno quanto tempo mi serva.
Le ferite devono cicatrizzare. Devo trovare i fiori giusti, le piante migliori. E aspettare che l'erba ricresca e copra i graffi lasciati dall'uragano ELV1.
Ci impiegherò molto tempo. Penso che questa estate sia perduta per ora, Nessun raccolto, nessun fiore da ammirare. Solo l'amaro delle ferite. Diverranno cicatrici, poi l'erba e la vegetazione le copriranno. Pochi o nessuno le noteranno. Ma la luce dei miei occhi si è spenta vedendo quella devastazione.
Sembra che io non possa esserlo. Anche se ognuno ha il diritto di essere felice. Ma sembra che io debba non esserlo.

martedì 23 giugno 2015

Ferite

Nel bel mezzo di un momento intimo, famigliare, ecco arrivare un fulmine a ciel sereno.
E di nuovo torna tutto grigio, pesante. Il vento soffia, dirsordina tutto, i capelli, gli oggetti, le idee, i basamenti su cui costruisci i tuoi perchè.
Ci sono persone che entrano nelle famiglia altrui, per fare male, per invidia, per gelosia, per megalomania. E continuano e tornano e ritornano.Le bugie sono quelle più dolorose, che scavano nelle ferite, le infettano, le imputridiscono. 
Le bugie. Le mezze verità insinuano i dubbi.
E il respiro si accorcia, sul petto un macigno. La nausea. Tutto sempre lontano, girare a rallentatore.
Guardi l'erba del prato che cresce e non gioisci. Il ghiaccio ti chiude la bocca. Ti annoda la gola.
E guardi intorno. Cerchi i punti cardinali che sorregogno il tuo mondo.
Non ci sono.
Ci sono persone che sono nate per fare male.
Ci sono persone nate per venire ferite da queste persone.
Il perdono?
Non so se c'è.
Il dolore, la sfiducia sono troppo immensi per capire se si è in grado di andare avanti.
Ti svegli ogni giorno. Annaffi i fiori e il prato. L'erba cresce. Ma la bestia è semrpe lì, come un cancro silenzioso. Se ne esce ogni tanto, tanto per rovinare i momenti migliori. 
Tanto per continaure a fare male, tanto per continuare a ricordarti che lei è  lì. 


giovedì 18 giugno 2015

Cadi. Ti rialzi. Ricominci.Ma non basta mai.

Non so da che parte iniziare
Vedo le cose, le vedo chiare. Come la casa. Il lavoro. Vedo tutto. Sono certa che tutto sarà perfetto.
...e poi...
mille difficoltà, mille batoste. Cadi. Ti rialzi. Ricominci.
Mille volte.
Ma la casa è ancora un mezzo cantiere
Il mio libro è nell'angolo, aspettando la vena ironica che di solito mi contraddistingue.
Il lavoro... finalmente pare che si faccia sul serio e SBAMMM!!!!
Avvocati e commercialisti sconsigliano qui, suggeriscono l'esatto contrario di quello che stai facendo. Perchè è così che VOGLIO VIVERE e LAVORARE. Incitano a chiedere aiuto qui e lì. Così non sei mai adulto, sei sempre in stato di bisogno. C'è chi lo offre l'aiuto. C'è chi ti offre persino la soluzione quasi perfetta. Ma no... c'è sempre un ostacolo, una porta che ti sbatte sul muro, una montagna da scalare.
Cadi. Ti rialzi. Ricominci.
Ma non basta mai.
Non sapete quanti mi dicono che sono forte,che sono unica, che ho mille e una risorsa, che sono disponibile, intelligente e che risolverò tutti i problemi.
Ma non basta mai.Cadi. Ti rialzi. Ricominci.
Ricomicio acciaccata, delusa, ferita, impaurita, spaesata.
Spesso metto in dubbio tutto. La visione iniziale. Il mio intuito. Il mio essere.
Mi sento sola. Devo sempre chiedere aiuto a qualcuno e devo sdebitarmi e so che sarà impossibile. O quasi.
Non so cosa altro dire.
Non so più da che parte girarmi.
Voglio solo vivere sulle mie gambe.
Come una vera adulta.
C'è chi mi dice: ma cosa significano, secondo te, tutti questi "imprevisti"?
Insinuando il dubbio che tutto quello che "vedo" è scorretto. Impraticabile. Insostenibile.
E mi assalgono immagini terribili: vivrò mendicando.
Che non pagherò i debiti, che ricadranno sui miei figli, sui miei cari. Scene apocatillittiche. Che però non sento "mie" come le mie visioni. Ma mi tolgono il terreno sotto i piedi. Mi impediscono di respirare. Mi impediscono di "vedere chiaramente".
Resta una spossatezza immensa. Dormirei tutto il giorno.
Fuga dalla realtà, semplicemente.
Lunedì scorso un temporale ha fatto riversare nel mio giardino, in cui stava crescendo l'erba e i fiori stavano ambientandosi bene, tutta la ghiaia delal stradina che porta la maso sopra casa nostra. Ha distrutto settimane, mesi di lavoro.
Questo è un esempio.
Certo, si sistema. si pulisce. Si riordina. Ma i segni restano.
E i miei occhi guardano quelle ciatrici con tristezza.
Il mio cuore si gonfia di pesante dolore.
Questa stradina, frana da tre anni a questa paret a ogni temporale un pochino più forte. I proprietari la sistemano. Ma il disastro continua.
Dovrebbero fare lavori "diversi". Ora hanno promesso che li faranno, ma intanto per tre estati, fango e ghiaia sono caduti nel cavedio, rendendo il passaggio davanti alle stanze dei ragazzi una specie di fangoso buco sporco.
I prossimi giorni saranno piovosi, forse non troppo.
Questo è l'esempio di quello che dicevo all'inizio. NON SO PIU' COSA FARE.
Devo lasciare che sia? Che la pioggia distrugga tutto?
Che le mille problematiche supposte mi blocchino la mia voglia id fare impresa con mio marito e ripagare, così, i debiti?

Sono giù di corda.
e non serve a nulla scrivere, o parlare.
questa è una di quelle sere dove è meglio prendere qulache goccia di EN e sperare di dormire a fondo, fino a domani.





lunedì 8 giugno 2015

Piove. Anzi di più. "L'ALTRA SETE"

Stanotte tuoni e fulmini. Saette e grandine. E un fiume di fango, ciottoli, sassi e pietre è sceso dal Maso e si è riversato nel cavedio, distruggendo il mio giardino tra le pietre.
Davanti, l'erbetta stava crescendo a fatica. Il caldo torrido ha bruciato tanti semi. Alcuni sono riusciti a sopravvivere. Li bagnavo con amore tre o quattro volte al giorno. E stanotte il temporale si è portato via tutto.
Ieri ho finito il libro che mi ha regalato un'amica per il mio compleanno. Una sorpresa.
Ero con il mio tennista, a San Candido. Il libro era con me. Ho iniziato a leggere. Lentamente. Il sole della Pusteria mi scalda.
Io leggo lentamente.
Ogni passaggio esce o entra nel mio DNA.
Pensieri parole azioni. Paralleli . Specchiati.
L'amaro in bocca nello scoprire il marcio. L'ironia nera. 
Cig ronf. Cig ronf. 
La seggiovia scandisce il tempo. 
Cig ronf. Cig ronf. Sale in alto. 
Puf pong panf. Le racchette colpiscono le palline gialle. Le fanno volare. Rasoterra. In alto. Contro il cielo.
Puf panf pong. Panf pong. Pong paf. Cig ronf. Puf panf pong. Come piccoli grandi soli. Puf panf pong. Pong paf. 
Le parole seguono i pensieri. Il battito del cuore segue i pensieri. Il respiro segue il cuore che segue i pensieri. Il cervello gira rigira le frasi. I passaggi. I dolori che portano a questa Condizione. Ma io leggo piano. Lentamente. Non tutti i giorni. Il mio sangue non assomiglia alla seggiovia. Deve assimilare piano. Alla cima. Alla soluzione. Alla via maestra ci arrivo piano. Col respiro lento. Con il cuore leggero. Altrimenti tutto implode. Ma io leggo e come la seggiovia sale e i tennisti giocano e uno di loro vince. Spero vinca il mio tennista. Mentre io non lo guardo e leggo. E il sole mi scalda.
Vado avanti.
Leggo più veloce di quanto pensassi. Sono ai carciofi. I carciofi mi ricordano una cena, un saluto, tante risate, tante. Ma poi, pochi giorni dopo la morte. L'ultimo saluto. Sono ai carciofi. Sono a quando Alice dorme insieme a sua madre.
Mi prende la voglia di scrivere: ogni pensiero potrebbe essere il mio. Ogni immagine che salta fuori dalla lettura. Ogni supposizione. Ma qual è il mio dolore? Quando arriva l'ammissione di questa Condizione? La sua intendo. La mia, forse la conosco.
Sono protetta da un tetto di sottili bambù. Mentre dietro il monte sale una nuvola di panna montata e rulla un tuono burlone. 
Cig ronf. Cig ronf. Panf pong puf. Cig cig cig. Panf pong. Puf pong . 
Palline gialle e seggiovia. Aria rigenerante . Sole cangiante. Cielo trasparente.
ual è il dolore scatenante? Forse lo so. E allora abbasso lo sguardo. Ripenso al 2 maggio di 10 anni fa. Al vuoto sotto i piedi. E a tutto il resto. Ma sono qui. Siamo qui.
Se non lo fossi, cosa cambierebbe? Cosa sarebbe andato diversamente in questi 10 anni? Non lo saprò mai. 
E forse non è nemmeno questo il mio dolore. Forse è qualcosa di atavico. Di uterino. Di lontano. Di come mi sono sempre sentita fin da piccola. Mai abbastanza. Mai approvata. Che voglia di scrivere. Tirare fuori.
Scolpire il marmo bianco fino a far uscire l'opera d'arte. Togliere l'inutile. Eliminare il superfluo. Ma io faccio fatica a buttare un Tempo usato. Come si fa ad eliminare sentimenti, immagini, rifiuti, superficialità, banalità. Un Tempo usato, pieno di muco. Contro una vita alla ricerca di essere all'altezza.
Quanto tempo ci vuole? Quanti Tempo ci vogliono?

E di notte arriva il temporale che devasta il mio giardino. Che anticipa l’uragano che colpirà il mio giardino tra qualche giorno….


giovedì 4 giugno 2015

TANTE COSE

Tante cose stanno accadendo nella mia vita. Nella nostra vita.
Ho cambiato piattaforma, e il mio blog è stato bolccato o cancellato per errore due volte. Ma poco importa. Il mio dominio è mio e tornerà a essere attivo a breve. Proprio per questo sono stata ferma e non ho scritto. Ci sono stati momenti che ne avevo una voglia matta!
Vi elenco le novità.

  • Lavoro: grandi novità, ma non ne parlo finchè non saranno ufficiali. Anche se le basi ci sono e si sono mossi grandi passi in questo senso.
  • Casa: la casa sta prendendo la forma che io le volevo dare. Il giardino che per me era una spina nel fianco sta assumendo la forma che per quest'anno è definitiva. 
  • Rapporti in famiglia: sereni. Costruttivi. Uniti.
  • Politica: sono stata eletta CONSIGLIERA nel mio comune. Prima volta che un partito di matrice italiana elegge due consiglieri. Prima volta che avremo il VICESINDACO italiano ( no, non io, altrimenti avrei scirtto VicesindacA) :-)
  • Libro: è fermo, in attesa di questo momento positivo, che saturi ogni mia cellula, mi entri nel DNA e lo modifichi per poter continuare a scrivere il mio capolavoro (scusate, ma se nemmeno io credo possa essere un capolavoro... che senso avrebbe scirvere un libro?)
Ecco. Una infarinatura di ciò che sta accadendo. Forse il mio continuo seminare sta portando i frutti sperati. Forse l'oroscopo ha ragione e questo sarà un anno di rinascita e positività. Forse è giunto il momento di riscuotere il dazio a tante delusioni e difficoltà.

Appena mi sarà possibile, appena mi sentirò posterò foto e pensieri. Appena sarà il momento.
Mi lascio guidare dal mio istinto. Che devo dire ha semrpe creduto in certe cose, anche quando tutto pareva urlare che fosse sbagliato. Quindi forza e coraggio.
Ora...vado a leggere un pochino, sulla mia sdraio, nel mio giardino.
A presto, non vi dimentico, non scordatemi.