martedì 27 maggio 2014

24.05.2014 BELLISSIMA GIORNATA!!!! OVVIO!!!

Oggi è lunedì e piove e non è così #ovvio!
#OVVIO è la parola che lega la giornata di sabato 24 maggio al prima e al dopo!
Sabato è stata una data speciale nella nostra famiglia.
Lara, la mia cognatina, conosciuta quando aveva 11 anni, bella come il sole, oggi come allora si è sposata con Enrico. Stessa età, bello come il sole pure lui!
Non sto esagerando :
ENRICO e LARA 24.05.2014
Visto? Non racconto bugie!
Lei era fasciata in un abito da sogno, decisamente da sposa.
Lo dico perchè quando ci comunicò che si sarebbe sposata, non me lo aspettavo, proprio no.
Lei così indipendente, così matura, a volte dura con me, tanto da pensare che non andavamo più d'accordo, in certi momenti.
Invece poi incontra un ragazzo. Viso pulito, sguardo fresco e intelligente, un pelino "furbesco". Moro, alto Q.B. Parla tanto, ma è simpatico, di compagnia.Insomma un tipetto a posto.
Ridendo e scherzando, i mesi passano, e arriviamo al giorno fatidico.
Come da copione, lo sposo non deve vedere la sposa e quindi lui sparisce dalla sera prima.
La mattina alle 6, alcuni amici con la testimone della sposa, ci svegliano tutti con i botti e si inizia a fare colazione con la futura sposa. Tavola imbandita con ogni ben di dio, "mangiate mangiate! che poi si mangia solo nel tardo pomeriggio", qualcuno fa notare.
Poi alle 9, io mi dirigo verso quel Gran Maestro del mio parrucchiere, per un restauro completo. La sposa si reca dalla sua per acconciare i capelli, romanticamente, come s'addice a una sposa innamorata.
Mentre sono sotto i ferri del coiffeur, arriva una ragazza mora, così mi trovo a fianco la sorella dello sposo, che non avevo ancora avuto il piacere di conoscere. Bolzano è piccola, sul serio!
SOGNANTI!!!!
Arrivo a casa, mi vesto, mi trucco.
Intanto al castello, Schoss Englar, nella chiesetta di San Sebastiano, risalente al 1450 circa, Padre Emanuele arriva sprovvisto di ogni cosa che un prete che deve celebrare un matrimonio e non è del posto, e soprattutto se la cappella è privata, dovrebbe portare con se. Lo sposo agitato già di per se, chiede aiuto a tutti. Finalmente le vesti liturgiche, i calici, le Ostie arrivano. Intanto la sposa, nel suo bellissimo abito bianco è "costretta" a fermarsi a bere uno, forse due, anche tre aperitivi, per aspettare che tutto sia pronto.
Qui comincia la sensazione che le cose saranno speciali, fuori dall'ordinario.
Lui è bellissimo nel suo vestito a taglio classico, ma con quel sorriso sbarazzino lo rende speciale.
Lei fasciata in un abito bianco, scollato Q.B., con un trucco leggero e azzeccato, la pettinatura che lascia liberi il viso e gli occhi bellissimi.
Arriva, in ritardo, ma non a causa sua.
L'accoglie Enrico che l'accompagna verso la chiesetta, dove Padre Emanuele le dice che ora, per un pochino, saranno nelle "sue mani".
Risponde divertita.
Entrano, si accomodano, mentre i famigliari prendono posto e dietro loro gli amici e parenti.
Ci sono tante coppie giovani. Alcune di loro hanno bimbetti piccoli. Ci sono due ragazze che attendono la loro creatura, nelle prossime settimane, bellissime pure loro. La maternità regala una luce speciale, sempre!
La cerimonia inizia e l'emozione è forte. Padre Emanuele ripete più volte che questo è un matrimonio fuori dal comune. Lo zio Helmuth mi chiede perchè. Io gli dico che Lara e Enrico hanno perso rispettivamente il papà e la mamma recentemente, e questo rende la cosa "diversa". Ci sono due candele speciali accese apposta per ricordare a tutti che due anime belle sono tra noi, sempre, anche se non li vediamo, non li possiamo abbracciare.
Anita, la cugina, oltre che testimone di Lara, canta benissimo l' Hallelujah di Jeff Buckley accompagnata da Mauri con la chitarra, che diventa afono subito dopo,  e altri due ragazzi molto bravi! Martina scoppia a piangere quando gli sposi si dicono SI'. Alla fine Anita intona ♥ Sei dentro me + You'll be in my heart - Phil Collins - Tarzan commuovendo tutti. Io salgo e leggo le poche parole per ricordare chi non c'è più, anche se Padre Emanuele aveva già parlato di loro, poco prima. Mi taglia corto con una esclamazione che a Max non è piaciuta " Signora, questa raccomandazione non è necessaria, perchè ci sono io ora". "Come? Come si permette di dire che il mio papà non veglia su di noi?" Mi dice Max, indignato. La cerimonia è stata veloce, e leggera. Nessun ritmo pesante in questa giornata speciale.
Gli sposi eseguono le solite parti burocratiche, mentre gli invitati li aspettavano fuori. All'uscita al posto del riso, gli invitati soffiano tante piccole bollicine da mini tubetti. Uno Spettacolo!!!!!
Ci congratuliamo con loro, baci abbracci, qualche lacrima di commozione ( la mia) e poi ci dirigiamo verso il prato dove si brinda e si fanno le foto di rito.
Una location stupenda, con un sole meraviglioso, le bollicine che scendono allegramente sono una bontà. Anna, Carol e Margherita recitano una poesia agli sposi, mentre vengono distribuiti assaggini e squisitezze speciali, tra un bicchiere e l'altro. Un gruppo tradizionale ci accompagna vestito con i Lederhosen, e poco dopo arriva il gruppo dei Schuhplattler.
Ballano e cantano, dandosi certe sberle sulle gambe nude che poi puoi leggere le impronte digitali a occhio nudo! Il gioco si ripete con lo sposo, che è un Schuhplatter provetto!

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E poi viene coinvolto Max e anche lui si difende bene!


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Accanto c'è la birra alla spina e il via vai è infinito e la birra è fresca e buonissima!!!

LA DANZA DEGLI SPOSI
La festa è continuata tra gli sposi che ballavano e i brindisi che venivano proposti.
Poi è arrivato il momento della cena, in una sala del castello. Siamo entrati e con i colori abbiamo lasciato le impronte su un quadro, alla fine ha preso forma e è diventato un allegro soffione magnifico. Un segnale importate: ognuno di noi ha lasciato nella vita degli sposi un'impronta indelebile, ma leggera, come i pistilli che volano portati dalla folata di vento che li stacca dal fiore. Il fiore del Tarassaco, o DENTE DI LEONE, è simbolo della profezia e della fedeltà, la speranza e la fiducia, ma anche simbolo di libertà e felicità. La prima attribuzione la si deve al fatto che, secondo la tradizione, se si esprime un desiderio e con un sol soffio si fanno volare tutti i semi del pollone, il desiderio si avvererà. La seconda potrebbe derivare dalla caparbietà di questa pianta, che cresce ovunque, anche dove non è desiderata, e che sopravvive e si riproduce facilmente e velocemente. Rappresenta l’amore, la fedeltà, la felicità ed il tempo e solitamente i pistilli, portati via da una folata di vento, indicano i desideri più o meno espressi. Come tutti i fiori rappresenta da un lato l’attaccamento alla terra e ai propri vincoli e valori ma dall'altro lato la necessità di volare via, vivendo la propria vita.
Siamo saliti e accanto alla porta del salone dove avrebbero servito la cena, c'era la tabella con i nomi e in numero dei tavoli a cui ognuno era assegnato, secondo un preciso ragionamento. Noi, insieme a Claudia e Stefan, eravamo al tavolo con le zie di Gottro e i cugini Ivano e Simona e, in più, il fotografo. Philipp, anche lui molto diverso dai "soliti" canoni a cui siamo abituati, ha scattato foto particolari e originali che non vedo l'ora di vedere. Intanto le pietanze venivano servite e non c'è nulla da dire: tutto squisito. Nulla di esagerato e servito elegantemente ma con sobrietà. Tra una portata e l'altra, Anita e Daniela mettono in scena una parodia spiritosa di una grigliata organizzata da Enrico e Lara. Deliziosa e spiritosissima scenetta, abbiamo riso tutti tantissimo, in particolare per le piccole verità che emergono dei caratteri dei due sposi. In questo particolare momento ho imparato che Enrico dice spessissimo "OVVIO!". Poi un altro gioco fatto con e per gli sposi consiste nel farli sedere rispettivamente con le spalle dell'una contro l'altro, per non poter vedere e far togliere loro le scarpe. Poi entrambi tenevano in mano una delle proprie scarpe e una dell'altro. Gli amici, in questo caso dello sposo, dovevano formulare una serie di domande e gli sposi dovevano alzare la scarpa corrispondente, se riguardava Enrico oppure Lara. In teoria, si saggia l'affinità della coppia: se entrambi rispondono sinceramente e obbiettivamente oppure se hanno risposte discordanti. In più chi poi avesse sbagliato la risposta avrebbe dovuto bere. Naturalmente il giudice era un amico dello sposo, e a quest , povero, gli davano da bere a prescindere. Il risultato è stato comunque speciale: in perfetta sintonia e obbiettività non hanno sbagliato una risposta!
Finita la cena, ci siamo spostati nella sala per il digestivo, in attesa del dolce. Il dolce e la torta nuziale, erano una delle sorprese che il servizio catering ha fatto agli sposi.
Lungo i filari di mele hanno sistemato i tavoli, illuminati da mille candele con candelabri romantici. Disposti c'erano i dolcetti e gli spiedini di frutta, e in centro la grande torta a forma di cuore. Tutto era veramente bello, scenografico, romantico ma non stucchevole, veloce e allegro, ma non stressante. Il castello è magnifico, e i vari angoli suggestivi e unici. Inoltre é particolare perchè hanno pure un angolo della fattoria: cavalli, asino, galline, oche e tanti altri animali. Finito il momento del dolce ci siamo trasferiti nella taverna e abbiamo ballato. Persino gli anziani amici sordi dei miei suoceri sono stati coinvolti in vari balli, stupendo tutti e rallegrando ulteriormente l'atmosfera. La notte era ancora lunga, ma alcuni ospiti cominciavano a sentirsi stanchi e così iniziarono ad andarsene. La Bomboniera è semplice e originale come tutto quel giorno. Come loro due sono sempre.
LA BOMBONIERA : un BLAUBURGUNDER-PINOT NERO

Ballare fino a notte fonda, vedere lo sfascio di un paio di persone che hanno esagerato col bere, e divertirsi con i miei figli, fino alle porte dell'alba. Tornare a casa esausta e felice e dormire fino a tarda mattinata e alzarsi essere partecipe di questo
L'alba del giorno dopo

UN PO' di #SELFIE CON LA SPOSA














LE TRE GRAZIE











































Che dire, una giornata speciale, continuata il giorno dopo con una pranzo a base di pasta al ragù e tante chiacchiere e risate. E poi fino a tarda sera, sempre a parlare e raccontare e ridere. Sognare a occhi aperti, tutti. 





L'augurio sincero per Enrico e Lara di una luuuuuuungaaaaa vita insieme, illuminata dal vostro amore e protetta dagli angeli saliti in cielo troppo presto. 


sabato 24 maggio 2014

24.05.1969 Marcella

Oggi compiresti 45 anni, come me. Un bruto ti ha fermato a 15 anni e negli occhi di tanti hai quel volto di eterna adolescente. Io che ti conosco attraverso tua madre, so che quanto sei forte. Anzi di più. Che con la tua forza dai energia a tanti. Compresa me, che rubo un pochino della tua luce che cerco di riflettere alle mie figlie. Ciao Marcella. Grazie per avermi permesso di avvicinare una super donna come tua mamma. Perché lo so, ne sono sempre più convinta, che dietro a questo ci sei tu!
Ti voglio ricordare con questa canzone. Sono certa che ti piacerebbe. Perché sento che ogni tanto ci chiami e ci ricordi cosa siamo venuti a fare in questo mondo
01 - I Hear You Call - Bliss: http://youtu.be/uS6ZZ5XfFDo

venerdì 23 maggio 2014

23.05.1992 - 23.05.2014

"CHI TACE MUORE OGNI VOLTA, CHI PARLA E CAMMINA A TESTA ALTA MUORE UNA VOLTA SOLA"
G. FALCONE


La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine.                                                                                             Giovanni Falcone



Era Sabato
Troppo giovane e distante da tutte queste cose serie.
Quello era un periodo di nuove scoperte per me.  Io avevo la mia vita, stavo rifiorendo. Tutto mi andava stretto: il mio ragazzo, il mio lavoro, le mie amicizie... Ero in cerca di altro. Come un bulbo di tulipano io spingevo per uscire dal buio e volevo vedere la luce del sole.
Era un caldo sabato pomeriggio, io avevo spinto verso la luce che cercavo con la spensieratezza della gioventù che mi vestiva bella e mi portava verso l'estate della svolta della mia vita.
Ricordo che la notizia la sentii alla radio. Poi vidi le immagini in tv.  E mi cominciai a tremare nel guardarle. Non so perchè: tutte le cose accadute prima non mi avevano catturato mai, ascoltavo pigramente e pigramente le archiviavo come "cose successe ad altri, in un altro mondo, lontanissime da me". Ammetto che non capivo fino in fondo. I loro nomi, forse non li avevo mai sentiti prima, facevano parte di tutte quelle notizie ascoltate per caso, pigramente e velocemente cancellate dalla mente e dal cuore. Cominciai a piangere silenziosamente. Sottolineo che non comprendevo pienamente la grandezza dei fatti, delle persone, cosa c'era dietro. Ma in cuor mio CAPIVO quanto fosse grave, quanto tutto sarebbe stato diverso. Piansi spaventata. Intuivo che il mio senso di onnipotenza infantile era sciocco e inutile. Capivo quanto tutto fosse vano, quanto tutto potesse cambiare repentinamente, che i "cattivi" potevano distruggere il futuro del mio paese e il mio avvenire. La luce che cercavo potevo non trovarla mai. Ora, riflettendoci,  credo che la mia coscienza civile si svegliò quel sabato pomeriggio a 1200 km da casa mia. La vita mi presentò le opportunità che cercavo e nel giro di due anni diventai madre. Forse proprio perchè sono madre e sono responsabile dei miei figli e penso al loro futuro, continuo a dare un valore profondo alle azioni, cercando di dare le sementi per un coraggio civile degno e responsabilizzare i ragazzi con una coscienza più attenta della mia . E' finito il tempo dove far finta di vivere lontano dalle cose, che i fattacci capitano agli altri. Ognuno di noi e quello che ognuno di noi fa è solo una goccia nell'oceano, ma se non facessimo la nostra parte l'oceano avrebbe una goccia in meno, diceva Madre Teresa. Io non posso fare molto, ma seppur poco, io non esiterò a farlo!
L'altra sera sono incappata casualmente nel film che raccontava la storia di RITA ATRIA. Una ragazza di 17 anni, che ha aperto gli occhi. Ha tentato di fare quanto in suo potere. Si è sacrificata per dare luce al suo tentativo di avere un mondo senza mafie.
Ora dico  e ripeterò all'infinito :
NON LI AVETE UCCISI: LE LORO IDEE CAMMINANO SULLE NOSTRE GAMBE.

Paolo Borsellino: discorso in memoria di Falcone

domenica 18 maggio 2014

Tra ieri e oggi ( ovvero ricordandoTI e lavorando in giardino)

Ogni pianta ha il suo posto. 
Per alcune è ancora provvisorio, ma per altre sarà definitivo.
I bulbi sono tra i massi, insieme alle piante aromatiche, ai cespugli, agli alberi presi in giardiniera comunale. Infine tra alcune piante ho cosparso i semi di calendula.
Gran lavoro, scavare, posizionare, riempire dopo aver deciso chi dove e perchè deve finire in quel punto e non in un altro.
Poi i vasi: piante che non pensavo sopravvivessero all'inverno, che sorprendentemente rinascono rigogliose, ma che hanno bisogno di terra nuova, un vaso più grande, una cura più particolare.
Il giardino e le idee prendono forma.
Poi la sera una merenda improvvisata, il vino Rosè che scalda i cuori, le risate, i racconti, le battute, le risate e le risate.
Mi sono presa l'incarico di scrivere poche righe per ricordarTI, nel giorno del matrimonio di Lara, la tua piccola figliola, bellissima, donna meravigliosa, sotto tutti i punti di vista. Siamo andati a letto dopo avere passato una meravigliosa serata e dopo una serie vergognosa di Vino Rosè. 
Il risveglio è stato dolce, e dopo la colazione, siamo usciti a finire il lavoro iniziato ieri.
Sono soddisfatta, stanca, un pochino dolorante per gli sforzi fatti. 
Con la testa però, penso e ripenso, come ricordarTI. Cosa scrivere per farti onore, senza strappare lacrime sciocche, o cadere nell'ovvio.
Penso che tu queste piante, questo grande giardino, queste idee ce le hai inculcate.
Il piacere del bello, il bello del piacere.
Il bello dello stare insieme, condividere il poco e il tanto che abbiamo. Quante volte lo abbiamo fatto. Senza pensare che questo un giorno potesse finire.
Però la tradizione la portiamo avanti. E io in questi momenti, oggi come ieri, mi sento a casa. E TI ringrazio.... 

giovedì 15 maggio 2014

ORDINE E PULIZIA

Oggi ho fatto ordine e pulizia.
Ho girato i mobili nel mio studio.
Una fatica immensa.
Ho fatto portare in garage i faldoni vecchi, che mi ricordano brutte cose.
Li eliminerei, ma devo tenerli, ancora un pò.
Non ho scritto.
Ho avuto la necessità di cambiare, di riordinare, quasi di disinfettare, tutto.
Razionalizzare meglio ogni cosa.
Mettere in ordine, buttare via.
Faldoni, raccoglitori.
E i miei libri.
Alcuni li ho presi ma non sono mai riuscita a innamorarmene.
L'alchimia non è nata.
Chissà, forse un giorno li leggerò e mi stupirò di loro e di me stesse.
Ora non è ancora finito, ci sono carte e cartacce sulla scrivania.
Per stasera, o per il momento, non farò più nulla.
Sono troppo stanca, dolorante. Gli occhi si chiudono da soli.
Si tratta di quella stanchezza da stress.
Ho atteso, ho sperato, ho pregato.
Ma piove sempre sul bagnato.
Per ora ho fatto ordine e pulizia qui, intorno a me.
Poi la pulizia e l'ordine si faranno strada anche fuori.
Ma attendo la pulizia e l'ordine anche dentro di me, che è la cosa più importante.
Devo solo avere fede e crederci.
Già, solo crederci e avere fede.
Intanto mi vien da piangere....



mercoledì 14 maggio 2014

Scrivere tanto, ovvero #cominciodame

Ho buttato giù tutto quello che mi passava per la mente.
Un fiume in piena.
Partita in sordina.
E poi aggiungi quello e questo.
Correggi, tagli, attacchi, allunghi, abbrevi, elimini, inserisci.
E le pagine diventano 1, poi 2, poi 3...sono tante ora
Sono solo a metà
Poi penso ma chi potrà essere interessato?
Intanto però ho fatto ordine tra molti ricordi. Non tutti, ma molti
Intanto rimane qualcosa di me

venerdì 9 maggio 2014

#cominciodame : DA ME!

perché nei momenti di crisi si guardano le carte che si hanno in mano e si gioca con quelle. Cosa so fare? E cosa posso ricavare da quello che so fare?[cit. RENATA]


da qui partirò

da quel libro letto anni fa, come si intitola? Ah sì:" Una Moglie al nord"

Comincio da me
vediamo cosa vien fuori
vediamo se sono in grado di fare qualcosa

per ora questo può bastare

Buonanotte e fate bei sogni



lunedì 5 maggio 2014

TUTTA COLPA DELLA NEVE ( e anche un po' di New York)

TUTTA COLPA DELLA NEVE! (e anche un po' di New York)
di Virgina Bramati . Ed. Mondadori
Non ho potuto resistere a un titolo così.
L'ho letto in mezza giornata, sdraiata al sole finché non si è annuvolato e poi mentre pioveva, sotto il piumone, con in sottofondo il rumore della pioggia.
Romantico, intrigante, simpatico, leggero, e con un classico lieto fine da favola.
Per chi non l'avesse capito a me la neve piace tanto: soprattutto camminare mentre scende dal cielo, soffice e leggera, il silenzio che si crea, la luce opalescente, ogni cosa sembra rallentare, sopirsi, attendere. E poi il bianco brillante, accecante,quando il sole fa brillare il manto nevoso come se fosse formato da miliardi di piccoli diamanti.
La protagonista in cerca di una verità difficile da dimostrare, ma che avrebbe portato a un sollievo totale. Idealista, disposta anche a fare ciò che non dovrebbe fare. Giovane, perfetta nella sua imperfezione, dalla battuta pronta e sagace. Capace di sostenere il peso di situazioni con la caparbietà di chi cerca la verità. Capace di fare il proprio lavoro, anche se è solo una praticante. Lei che ama la neve anche in città, che appena può, allunga il suo percorso per poter camminare, respirare, meditare, programmare le proprie cose sotto la neve che scende, anche nel primo giorno di lavoro.
E poi c'è il capo, il classico principe azzurro, perfetto, direi inesistente, se non negli occhi e nel cuore della bella innamorata.
Poi c'è la campagna, la casa di fine 1800, il paesello intimo e famigliare, i boschi famigliari, gli amici veri, vecchi, e nuovi. Cosa che mi fa avvicinare alla protagonista: amo i miei monti, non potrei vivere altrove e poche cose mi affascinano come i boschi, il verde, le montagne, l'odore della terra umida, i ritmi lenti ma decisi della gente di montagna.
Quanto mi sono specchiata in questa ragazza, capace di prendere la sua 500 rossa come un aereo pur di  chiarire, affrontare, far luce su fatti e verità offuscati, di riportare le cose nel giusto modo e con il giusto peso e rimettere ognuno al proprio posto, a costo di risultare maldestra, ridicola, sciocca come quando andandosene urla al suo amato " tutta colpa della neve! e anche un po' di New York!" lasciandolo basito e senza parole perchè questa affermazione tanto forte quanto fuori luogo è la verità della loro storia.
La scrittrice, brava, perchè scrivere un romanzo così "leggero", con temi attuali quanto veritieri, ma al contempo rendere la lettura fluida, tanto da avere la bramosia di arrivare alla fine, tanto da non voler mangiare o andare in bagno, o vedere gente, anche se è il giorno del tuo 45° compleanno.
L'ho letto con piacere, l'ho letto estraniandomi dai miei problemi quotidiani, l'ho letto e mi ha regalato un sorriso e alimentato un pochino la fiammella della speranza di un mondo migliore.

Lasciatemi l'illusione del sogno, per cortesia... suvvia!!!!