venerdì 31 ottobre 2014

LE COSE STANNO CAMBIANDO

La vita. Ci pensa lei, quando non siamo in grado di farlo noi.
Stavo leggendo della vicenda di Brittany Maynard, malata grave, che ha dichiarato al mondo di voler scegliere di morire nel modo e nel momento in cui lei lo desidera. Lo aveva programmato per la notte di Halloween. Ha cambiato idea, perchè per ora sta bene, e ha voglia di ridere con chi ama. La scelta personale e perciò unica, è da rispettare e ammirare. Il suo intento, tra quelli personali, è quello di creare una sensibilità verso queste situazioni. Brava. 
La vita. Dicevo. Ci pensa lei, quando non siamo in grado di farlo noi.
Da lunedì le cose lavorative cambieranno, almeno per mio marito. La sensazione di smarrimento e paura, lasciano lo spazio alla speranza di respirare qualcosa di nuovo.
Erano Anni che a vicenda, con accuse, con suppliche, con rabbia, con rassegnazione, con disperazione ci dicevamo di cambiare. Non lo abbiamo fatto noi, non ne siamo stati in grado. Ci ha pensato la Vita. Mi piace pensare così.
Da lunedì aria nuova, pur restando nello stesso posto di lavoro. Ma cambiano le regole, i diritti, i doveri. Speriamo sia il momento in cui ritroveremo la voglia di sorridere INSIEME, non per dovere, ma perchè avremo voglia di vivere, e di sorridere e di continuare a respirare. 
I colori magnifici dell'autunno, il sole radente, il cielo terso e limpido. La festa di Halloween. L'allegria dei bimbetti che si travestono e bussano alle porte.
Ecco. Le cose cambiano.
Tranne le mia potente voglia di dormire. Anche ora. Letargo. Ecco cosa mi ci vorrebbe. Risvegliarmi a primavera, quando la natura si sveglia.
Oppure dovrei migrare dall'altra parte del mondo, dove ora è primavera, le giornate si allungano e la temperatura sale.
La vita. Ci pensa lei. Intanto siamo a fine ottobre. Due mesi e l'anno è finito. E poi si inizia nuovamente.
La vita. La vita continua, e presto sarà nuovamente primavera.

mercoledì 29 ottobre 2014

le ombre lunghe dell'autunno

Giornate dal cielo limpido, come raramente quest'anno si è visto. Aria fresca. Anzi la mattina è proprio freschissima. Tutto ciò regala viste magnifiche.

 La webcam del Monte Macaion, ore 5.30 del 29.10. Bolzano pare dormire sotto la coperta di oro puro.


Le ombre già a quest'ora sono lunghe 












mancano solo i colori gialli e rossi delle foglie, che però sono comunque già intuibili.




Ultime fioriture, colori vivi, 
pettinati dalla brezza fresca.



Tramonta troppo presto il sole, qui. Una cosa che che non mi è mai piaciuta. Alle 14.30, se non prima, il sole si nasconde dietro il Passo Mendola. Regala viste magnifiche dall'altra parte della valle dell'Adige, ma qui le ombre si allungano presto.
Resta il piacere del tepore della casa, del profumo di torte, di castagne, che la sera riempie la cucina. Ma il senso di letargo è forte. Vien voglia di chiudere tutto, per svegliarsi solo al disgelo. Poi si pensa. Penso che la Vigilia di Natale è dietro l'angolo.
Penso che dovrò iniziare a fare i biscotti. Anche se non ho voglia di regalarli a nessuno quest'anno. I tradimenti sono stati troppi. Le delusioni sono state tante.
Torno a respirare, si torna sempre a respirare. Ma quante sono le stelle in cielo, quanto è vero che non si vive, si sopravvive. Non c'è più il gusto di rialzarsi. Non c'è più l'ingenua voglia di ricominciare. Rimane solo l'istinto di sopravvivenza.
Le ombre lunghe tolgono la luce intorno alle cose. Così come la vita ti presenta i conti e toglie la luce intorno a te. L'autunno è arrivato. Lo studio ha la luce fredda che ti impone di accendere le luci. Il cielo azzurro fuori dalla finestra sta perdendo la sua carica, sta diventando trasparente. Lo skyline delle montagne diventa più diafano. La sera sta per giungere. Di nuovo. E nuovamente ancor prima di ieri. Ma anche questo finirà.
E torneranno a fiorire le rose


martedì 28 ottobre 2014

Il sole, una telefonata e il cielo limpido di fine ottobre

Oggi il cielo era splendido.
Fresco, ma limpidissimo.
Il cambio dell'ora regala albe magnifiche.
Bastano il sole, il cielo limpido, due chiacchiere con un'amica al telefono ( sì, parlo di te :-*) e la giornata sa di buono. 
Arriva un sms con una citazione adatta a chi si ama, e l'invio dona una risposta ottima.


http://www.foto-webcam.eu/webcam/gantkofel/#/2014/10/28/0900


Ma anche i tramonti sono speciali.

Che queste immagini siano l'auspicio di qualcosa di buono.

lunedì 27 ottobre 2014

TI ODIO CON TUTTO IL CUORE-Valeria Luzi

Il titolo mi ha colpito.
La copertina rossa con il cuore ferito, pure.
Il periodo in cui l'ho letto è stato pesante.
Non riuscivo a concentrarmi.
Comunque, un pochino mi ci ritrovavo nella protagonista. Intorno a lei solo gran casini, e tutto ciò che intraprendeva si tramutava in qualcosa di inaspettato. Susi, quarta figlia di una famiglia di origine italiana a New York. Mike, bello e perfetto, grande chef, il suo Ex migliore amico,è innamorato da sempre di lei. Lei che non ci pensava affatto a lui in quel modo. Che però risveglia ogni sua cellula, intimamente, creativamente. Un libro leggero. Una storia d'amore che si snoda dalla nascita ai trent'anni dei protagonisti, tra scuola, cucina, parentado vario, televisione.
Veramente bello, se il proprio umore fosse decente. Mi dispiace averlo letto in questo periodo. Nemmeno la descrizione della profonda intesa dei due, che tanto assomiglia alla mia storia, almeno quella dell'inizio della mia storia con mio marito, è riuscita a farmi dimenticare il momento critico.
Il lieto fine è meraviglioso. L'intervento finale di Michael che racconta di quando si è reso conto del proprio innamoramento è delicato e divertente.
Valeria Luzi ha fatto proprio centro con "TI ODIO CON TUTTO IL CUORE".

sabato 25 ottobre 2014

Di necessità, di paure, e di altro, tanto altro...

Finalmente ho aperto il rubinetto.
Quello delle lacrime.
Forse riesco a buttare fuori la rabbia.
Infatti, sento delle necessità che fino ad ora sono riuscita a tenere lontane, nascoste dall'acredine che sento profondamente nei confronti della vita. La mia vita. Le lacrime, come la pioggia, puliscono le cose. A volte sono silenziose e leggere, quasi invisibili, proprio come la pioggia. Ti accorgi che è piovuto solo quando esci di casa, o il tuo sguardo si poggia sulle finestre e qualche goccia di pioggia le ha colpite, e allora guardi fuori, vedi il terreno bagnato. Ma intanto dalle nubi esce già un leggero raggio di sole. La pioggia è caduta, ma non hai avuto il tempo di accorgertene. Queste solo le lacrime timide. Intime. A volte sono semplicemente di gioia. Di commozione.
Poi ci sono i temporali, le tanto famigerate "bombe d'acqua" che vanno così di moda in questi ultimi tempi. Quelle piogge sono dirompenti, arrivano a essere distruttive, portano via tutto. Le lacrime possono essere così, distruttive e dirompenti, esplosive. Niente e nessuno sarà più come prima, dopo queste piogge, dopo queste lacrime.
C'è stato un tempo in cui piangere era fin troppo facile. Tanto che nemmeno a me stessa faceva effetto, se non provocarmi quel senso di impotenza. Nemmeno piangere riusciva a far luce, a sistemare, a aprire una strada per uscire dalla situazione in cui mi ero trovata e chi aveva provato a tal punto da farmi piangere.
Forse l'età, forse altro, ma ultimamente non ho pianto nemmeno al funerale di Clara, solo gli occhi lucidi, che pizzicavano un pochino.
Non ho pianto da tanto, tanto che sentivo il groppo in gola, questo sì, ma nulla di più.
La Terra senza pioggia, si trasforma in deserto, dove c'è la vita, sì, ma è una vita dura. Gli animali del deserto, generalmente sono bruttini, affascinano solo perchè "vivono lì". Le piante pure. Fioriscono una volta l'anno, o solo quando arriva la pioggia benedetta.
Io sono diventata acida, cattiva, senza lacrime.
Da due giorni, invece ho pianto. Anche poco fa.
Ripenso alle parole di un diavolaccio angelico, il pomeriggio con un'amica, la telefonata con un'altra, un post su fb di un'altra ancora sulla mia bacheca, dai messaggi di un figlio non mio, a cui voglio bene come se lo fosse.
Il groppo in gola si è sciolto, e qualche lacrima è scesa. Col naso tiro su, mi strofino gli occhi, mi asciugo le guance.
Come la pioggia timida, niente lacrime dirompenti, ma comunque fa bene.
Primo, perchè sento che non sono sola.
Secondo, perchè finalmente sblocco quella maledetta acredine che mi creava il groppo in gola.
Il respiro è leggermente meno affannoso.
Il cuore pare leggermente meno pesante e batte più silenziosamente nel petto.
E ho sentito la necessità di essere abbracciata.
No, non chiederò a nessuno di farlo. Non tutta la rabbia è passata. Non ho pianto così tanto da togliere i sedimenti. Il mio giardino non è libero, non è stato curato dal giardiniere. Il mio giardino è una selva oscura, piena di detriti e piante infestanti. Le lacrime dovrebbero essere uno tsunami, per liberare il mio giardino.
Necessità di altro, dicevo nel titolo. Sì. Altro.
L'ho detto spesso: viaggio in riserva, come una vecchia 127. Ho bisogno di un pieno. Un pieno di cose buone. Ho bisogno che dopo la pioggia torni il sereno.
Ne va della vita stessa. Troppi chilometri viaggiando con i fumi del carburante, prima o poi mi fermo, per sempre.
Il mio giardino verrà soffocato dalle piante cattive. I miei fiori, i miei angoli bellissimi, le mie rocce verranno tutti soffocati dal buio e dalla gramigna, se il giardiniere non ricomincerà a prendersi cura delle piante.
Lo so che mi lamento da molto.
Lo so.
Ma è da molto, troppo , "troppissimo" che le cose non vanno bene.
La salute mi sta abbandonando.
Il lavoro è sempre più complicato, inconcludente e disorientante.
La casa è diventata un incubo senza fine.
La famiglia non è più un nido, ma solo un guscio vuoto.
Cosa devo concludere da tutto ciò? Che IO, ME, ME MEDESIMA, sono la causa di tutto questo fallimentare vivere, che continuo a portare avanti.
Devo dare ragione a chi mi ha messo al mondo e da sempre mi ha insinuato il dubbio tremendo di essere la causa di (ogni)male, detentrice della Colpa? Oppure posso sperare di essere ALTRO da tutto ciò, quindi essere DEGNA di VIVERE una vita serena?
Per questo lascio andare le lacrime, anche se l'istinto è quello di chiudere il rubinetto. Perchè non si deve piangere. Fin da bimbi ti insegnano a non piangere.
Invece piangere è uno sfogo, una via di fuga, una liberazione.
Non so se riuscirò a piangere singhiozzando, cosa che mi servirebbe molto. Non so se sono in grado di farlo o se ho dimenticato, cancellato, estirpato l'istinto del pianto liberatorio. Mi sforzerò di lasciare andare le lacrime, quelle dolci e tenere che sono uscite dagli occhi, passando dal cuore e dai polmoni, trasportando le tossine che infestano il mio fegato.
C'è una canzone di Eugenio Finardi , che descrive le cose. Esce la mia lacrima come quella goccia di sudore e dopo..., dopo non c'è altro che amore.


(Finardi-Cosma-Porciello-Sanfilippo)
 
Dopo l'Amore non c'è niente che ti vada di fare
Dopo l'Amore non sai più con chi parlare
Dopo l'Amore giri perso tra gli sguardi della gente
Dopo l'Amore non t'importa più di niente

Dopo l'Amore 
Dopo l'Amore 

E guardi tutta notte la televisione
E ti trovi a piangere come un pirla per una stupida canzone
Dopo l'Amore non c'è niente che ti faccia più volare
Dopo l'Amore si ha paura di sognare

Perché l'Amore é forte
Più forte della fame
Non si può comprar con l'oro
Non si vende come il pane

Perché l'Amore é forte
Ma fragile come vetro
S'incrina per un sospetto
E poi s'infrange su di un segreto

Perché l'Amore é forte
s'è puro come un bambino
C'è chi giura che vince anche la morte
Che piega anche il destino

Dopo l'Amore ti ritrovi senza più un amico al mondo
Dopo l'Amore sembra di toccare il fondo
Dopo l'Amore vai cercando per le strade e tra la gente
Qualcuno a cui poter parlare ma a nessuno frega niente

Perché il mondo non si ferma, il mondo guarda avanti
E sono tutti così presi, sono tutti così distanti
Il mondo é pieno di amanti che si danno tenerezza
Il mondo non ha più voglia di tristezza

E ti trovi alle quattro del mattino
Sotto una finestra a immaginare chi le sta vicino
E passi per vedere se la sua macchina é sotto casa
E vorresti poter sapere ma non sai nemmeno tu che cosa

E come dal corpo una goccia di sudore
Un giorno ti svegli e ti rendi conto che ti é uscita dal cuore
Come passa la febbre e si guarisce dal dolore
Dopo l'Amore non c'è altro che l'Amore
Dopo l'Amore non c'è altro che l'Amore
Dopo l'Amore non c'è altro che l'Amore



mercoledì 22 ottobre 2014

Prima NEVE Autunno inverno 2014-2015

Ieri sera, rientrando da Bronzolo, avevo visto i primi lampi, verso la val Venosta.
Andando a letto, ho sentito le prime forti raffiche di vento far cantare i tue abeti argentati. Poco dopo rumore di cose cadute e sbattute per terra. Poi la pioggia forte, fortissima. L'avevano detto che durante la notte tra martedì e mercoledì sarebbe arrivato l'autunno vero. Fino a ieri maniche corte e sole caldo, oggi alle 7.30 del mattino c'erano 7° gradi. Ho atteso che le nubi fossero clementi e si alzassero dalle cime e ho fotografato la prima neve
Erika Zomer
SCILIAR

Erika Zomer
Rosengarten

Erika Zomer
Vista su Bolzano, con lo Sciliar a far da sentinella

Erika Zomer
La conca di Bolzano, con il Corno del Renon coperto di nubi
I paesaggi dopo la pioggia e il vento sono talmente trasparenti che par di toccarli.




Gli strati spazzati dal vento e i primi raggi di sole che scaldano l'aria freschissima

sabato 11 ottobre 2014

BECAUSE I AM A GIRL- Giornata internazionale della Bambina 11 OTTOBRE

Nel 2012, l'11 ottobre due direttrici del PLAN entrano in una casa umilissima di un villaggio del NEPAL. Vi trovano una donna con due bimbi. Il maschietto ben curato, pulito, paffutello. La bambina pelle e ossa, sporca, in un angolo. Al loro "Why?" la donna risponde BECAUSE SHE IS A GIRL.
Da quel giorno l'11 ottobre è la giornata internazionale della BAMBINA.
BECAUSE I AM A GIRL
Io voglio ricordare questo giorno con un magnifica foto di MALALA, che ieri è stata insignita del PREMIO NOBEL PER LA PACE, per il suo impegno, per la sua storia, per il futur di tutte le bambine.


I suoi occhi, mi colpiscono, arrivano al cuore. Debora Serracchiani ricorda che "I diritti civili non sono un problema burocratico, ma un'esigenza della nostra società".
L'Unicef, nelle figura della sua Vice presidente GEETA RAO GUPTA, informando sui dati annuali sulle violenze subite dall'Infanzia, conclide dicendo che  "Il problema è globale, ma le soluzioni devono essere trovate a livello nazionale, nelle comunità, tra le famiglie. Noi abbiamo la responsabilità di proteggere, istruire e rafforzare le adolescenti. Siamo tutti responsabili nel dire no alla violenza contro le ragazze e le bambine” .

Il piano di azione è il seguente, ma si inizia dal basso: dalla famgilia , dal villaggio, dal paese.


·         garantire l'accesso a scuola a tutte le bambine
·         offrire loro competenze utili per la vita quotidiana (life skills)
·         sostenere gli sforzi dei genitori, in taluni casi anche con sussidi economici, al fine di arginare i rischi per le bambine
·         lavorare per il cambiamento negli atteggiamenti e nelle norme delle comunità

·         rafforzare i sistemi giudiziari, sociali e penali.


SE NON ORA QUANDO ES IST ZEIT

giovedì 9 ottobre 2014

Rammarico e speranze

Stanotte ho dormito poco, ora c'è il sole, sono le 12.15.
Penso che tra poco andrò a riposare un po'.
Da tre giorni seguo il blog http://senonoraquandobolzano.blogspot.it/ 
Lo seguo, nel senso che cerco di dare una mano. Da giorni le notizie sulla violenza sulle donne si susseguono senza sosta. Parlo di notizie locali, purtroppo . Recenti ( Estate 2008 al lido di Bolzano e estate 2013 nel Trentino) e di tre decenni fa 
Questi sono i miei contributi sull'argomento Violenza di Genere e status della DONNA. 
Sono in lotta contro il mondo maschilista. Sono "troppo vecchia" per credere che riuscirò a fare quello che avrei voluto. Ma anche "troppo giovane" per non crederci più.
Solo, mi chiedo, quando arriverà la svolta lavorativa, quella in cui i miei "talenti" verranno pagati, non solo con la soddisfazione dei bei commenti e riconoscimenti, ma con qualcosa di più concreto. Anche perchè, alla lunga tutto diventa scontato. Come con la Consulta, l'associazione dove presto da 12 anni il mio tempo oltre ai miei talenti. Tante cose belle messe in piedi, tante! E la comunità del paesello che risponde a singhiozzi. Badate non si tratta di aver sbagliato temi o proposte. Tutt'altro! Si stratta di vedere la stessa cosa, lo stesso spettacolo, lo stesso evento, da un'altra parte! La frase "Piuttosto che venire qui, mescolarmi tra i compaesani, vado a vederlo in città" non è cosa inventata! Ve lo garantisco. 
In questi giorni ci sarà una riunione del direttivo , in tal senso. Su otto ( dico OTTO ) del direttivo lavoriamo in due( e mezzo, visto che la più vulcanica di tutti noi a causa di gravi motivi famigliari è meno presente negli ultimi tempi), più una cara persona uscita dal direttivo ma che si è resa disponibile a aiutarci, facendo un lavoro EGREGIO a di poco!
La gente, quasi tutta, per lo meno non sa quanta fatica, quanto tempo, quanta inventiva serve per creare un evento. Il tempo che serve per la maledetta burocrazia. L'auto da prendere per andare in centro, per portare le carte, per poi riportarle dopo un primo controllo, con le dovute modifiche richieste. Con il tempo per scrivere le mail, per fare locandine, per portare le documentazioni e le richieste negli uffici. Lo si fa sempre perchè piace, ma il lavoro deve essere ricompensato. SEMPRE. La ricompensa per un volontario è vedere la gente soddisfatta, partecipe.
Vero è che ogni cosa ha un inizio e una fine, ma qui nel paesello ci sono stati dei bei germogli e poi nulla di più. Questo mi dispiace. 
Vedere questo dalla gente che conosco. Ci sono quelli che ci hanno " usato" per scopi personali, qualcuno ha raggiunto quello che voleva, altri no. Ci sono quelli che ci hanno provato, ma per pigrizia, alla fine hanno desistito.
E mi chiedo, se fossi io la pigra? Se io fossi quella brava a criticare senza nulla fare? La risposta già la so: orgogliosa di essere come sono. Ma un po' di rabbia, un pochino di amarezza, una voglia di rivalsa, come semi di erbacce, si insinuano in me, dimostrando la pochezza dell'essere umano come genere, a cui appartengo.
Dicevo IL LAVORO DEVE ESSERE PAGATO. E penso a chi sta aspettando. Come sto aspettando io, del resto.
Poi penso alla Giustizia, e alla GIUSTIZIA (divina, per intenderci): arriva sempre, magari quando non te lo aspetti. Ma arriva, sempre.
Boh...amarezza, rimpianto, rammarico...ma anche speranza di aver fatto bene, di aver contribuito BENE alla mia comunità, di aver seminato. E ancora la fortuna di aver conosciuto un sacco di persone belle, motivate, profonde. In taluni casi gioiose, in altri precise e puntuali rasentando il fastidio, nella maggior parte dei casi con esperienze di vita e di cultura immense. Tanti piccoli grandi momenti. 
Se tutto deve finire, è perchè deve succedere così.
Ma sono in credito, con tutti! E non solo io! #sapevatelo!
IL LOGO DELL'ASS. CULT. CONSULTA COMUNALE
boh...mi dico...ci saranno altre cose...ma cosa? Come riscuotere il mio credito? Oggi va così, sarà perchè ho dormito pochissimo. Saranno i miei problemi di lavoro, saranno le cose con al casa che non finiscono mai...sarà quel che sarà ma oggi sono incazzosa, delusa, amareggiata...
Passerà! Dicono che sia passata anche a Napoleone. Passerà anche a me.
E per i miei crediti: andrò in paradiso, se esiste....
Altrimenti ci pensa la vita! Un colpo al cerchio e uno alla botte, e pareggeremo il conto

Vado a fare la mamma tassista, l'unica cosa certa della mia vita!



lunedì 6 ottobre 2014

Non c'è sconto per le donne ammazzate! ( pensando a LEI e a LEI )

Ho riscritto per Salto.bz

Non c'è sconto per le donne ammazzate!

perchè a LEI e a Lei, mi sento legata da un sottile filo.

Sento che lo devo fare per entrambe, oltre che per me e le mie figlie e tutte le donne in genere!



Non c'è sconto per le donne ammazzate!

Il mondo è ancora molto maschilista, anche se qualcosa è cambiato e sta cambiando. Come donna sono indignata nel vedere evidenziato sempre, o per lo meno spesso, che "te la sei cercata" perché indossi la minigonna, o i tacchi, o frequenti maschi più giovani, o fai ( per scelta o per disperazione) la prostituta! Sono letteralmente saltata sulla sedia, mentre sentivo che un giudice aveva dato le attenuanti al marito che aveva stuprato la moglie per anni. Durante l'estate c'era la notizia dell'elezione di tal Tavecchio alla presidenza della FGCI che aveva considerato le donne " inferiori" e detto frasi razziste, facendoci deridere in mezzo mondo. Però è stato eletto presidente della Federazione Gioco Calcio. Sono sempre amareggiata dal fatto ci siano uomini che a oggi dicano che se avessero una figlia, non la farebbero studiare, per il semplice motivo che se la figlia studiasse, si laureasse e trovasse anche un lavoro "serio", poi arriva l'età in cui questa si sposa e vuol fare figli, quindi la carriera si stoppa e si rischia  di veder bruciati i soldi investiti per farla studiare sentito con le mie orecchie, quest'estate, ve lo giuro). Da anni lavoro in un settore dove, seppur con una certa bravura, faccio i salti mortali, ma vengo considerata una " casalinga" , ove casalinga è visto in tono dispregiativo. Come tutte le donne che lavorano, cresco i miei figli, faccio "anche" la casalinga e mi barcameno tra mille difficoltà di ogni giorno, eppure faccio ogni cosa egregiamente, ma c'è sempre un maschio che riesce a sminuire quello che le donne sanno fare, magari molto meglio di lui. In questi giorni sono rimasta colpita dalla notizia della possibile scarcerazione di Marco Bergamo, tristemente noto alle cronache per aver ucciso cinque donne a Bolzano , fra le quali c'era una ragazzina di quindicenne. Anche se la notizia  pare sia stata smentita qualche giorno dopo, quello che mi ha colpito è che un pluri-assassino condannato a quattro ergastoli più 30 anni per l'omicidio di Marcella Casagrande, dove pare sia stato giudicato non colpevole di premeditazione, possa essere scarcerato, possa vedere scontato una parte della pena. Quale delle cinque donne non avrà giustizia, se il suo assassino non sconterà la sua pena? Mi sono chiesta. E poi con un sottile fastidio più profondo, notare che è sempre sottinteso che te la sei cercata, perché sei un prostituta, perché esci la sera in minigonna e tacchi alti, perché ti fai accompagnare da uomini, magari più giovani di te. Insomma è sempre colpa della donna, come nel caso del marito violento: era stanco, era ubriaco, non dovevi dirgli di no, quindi è colpa tua se ti violenta, ti picchia, ti ammazza. Il femminicidio è un atto, o una serie di azioni che sono la conseguenza di atteggiamenti sociali e culturali misogini. Marco Bergamo ha commesso cinque efferati femminicidi, e a soccombere sono state cinque donne, una di loro era ancora una ragazzina, altre quattro erano più adulte. Quello che facessero per vivere, o quello che piacesse loro fare nel tempo libero, non importa nel momento in cui sono finite nelle mani del carnefice. E questo non deve sottrarsi in alcun modo alla sua pena. Deve scontare la condanna inflittagli secondo la Legge , come dovrebbero scontare le proprie pene mafiosi, terroristi, evasori e ladri! Non c'è sconto per le donne ammazzate, non c'è sconto di pene per le loro famiglie, non può esserci sconto di pena per lui. Quelli come lui devono essere destinati all'oblio.



mercoledì 1 ottobre 2014

autostima? Sì , grazie

Ieri sera molto tardi ho scritto.
Oggi quello che ho scritto è diventato Editor's choice. E' stato pubblicato.
E' solo uno dei passaggi degli ultimi tempi che contribuiscono a far salire la mia autostima. Riesco a rispondere a chi si dimostra sciocco, in modo adeguato. Senza offese. Con un NO, semplice, motivando la mia posizione. Che poi lo sciocco cambi idea o rettifichi le sue posizioni, è un altro affare. Ma intanto non tengo dentro nulla.
E mi sento leggera.
45 anni. 
Ci ho messo 45 anni per sentire il piacere sottile ma costante di questa azione.
Dire in faccia, senza emozioni forti, quel che si pensa. Magari scriverlo!
Sì, sto bene.
Sì, sono contenta.
Sì. Posso crederci.
In fin dei conti il 24 dicembre è dietro l'angolo...
Perchè il 24 dicembre ?
Semplice: dopo due anni, due lunghissimi, travagliatissimi anni, Saturno cambia casa, viva Dio! Poi, voglio crederci, un pochino di respiro, la salita sarà ancora dura, ma vedrò il cielo, vedrò il percorso da fare, e passo dopo passo, uscirò dal buio!