domenica 31 agosto 2014

Tra Fornelli ed Ebook: THAT'S AMORE - Elisa Formenti

Un'amica carissima lunedì mi scrive una mail :"... leggilo, è bellissimo! Costa meno di un caffè e poi l'ha scritto una mia amica!"
Era appena rientrata dalle vacanze, lei. Io avevo finito il mio libro da sdraio, in questa estate che estate non è e la sdraio l'ho usata pochissimo!
Io ero scettica con gli Ebook. Leggere un libro, sfogliare le pagine, mettere il segnalibro, a letto, sul divano, sulla sdraio in terrazza. Questa era la mia idea di lettura.
Ma Lisa, la mia amica, mi ha convinto. E poi, mi son detta 99 cent, che vuoi che siano! Ho sempre pensato che per leggere, come per la salute, i soldi siano spesi bene, nonostante il portafogli possa piangere, ma davanti a un libro, non mi tiro indietro, quasi mai. THAT'S AMORE il titolo. E già mi si apre un mondo: film anni 50, canzoni uniche, allegre, vive!
Quindi  l'ho acquistato, procedo con tutte le richieste che mi fa Amazon, scarico la versione per PC di Kindle. Comincio a leggere, stancamente. Il tempo è pessimo, freddo, piove, anzi diluvia. Invoglia a starsene in casa, nello studio. Leggo. Mi cattura. La protagonista, Clizia, mi pare sia la mia versione romanzata. Mille disavventure lavorative, che però riesce a ridicolizzarle, a farti ridere e sorridere, con le sue battute a raffica, con le situazioni inverosimili e realissime. E una passione. La cucina. E poi due occhi che la fulminano, che la stregano, ma lei fugge. Non vuol farsi distrarre dal suo progetto, dal suo sogno, dal suo riscatto a una vita normale, difficile come tutte le vite normali. Ma la vita, si sa, porta sempre dove serve. E quegli occhi e quel balbettare ( anche mio padre balbetta se è agitato, e pure mio marito balbetta, altra similitudine con questa storia molto bella!), quel parlare in maniera logorroica di Clizia ( pure io lo sono... infinitamente!), quella goffaggine, quelle rotondità, quelle lentiggini....pare che Elisa Formenti mi abbia conosciuto e si sia lasciata ispirare da me.... che presuntuosa che sono!!!! No, non credo sia così, sul serio. Solo che Clizia, nome originalissimo, la ninfa innamorata di Apollo nella mitologia greca, è una donna normalissima, speciale come tutte le donne con i piedi piantati per terra e tanti sogni tra le nuvole, normale nel fisico, normale nell'estrazione famigliare, normale! Punto! E quindi facilmente ci si ritrova nella sua figura.
Il libro in pochi giorni scala la classifica su Amazon, e in pochissimo tempo è nei primi sessanta posti. Si legge volentierissimo, e si sorride sovente. Come piace a me. L'autrice usa termini ricercati, stuzzicanti, e interessanti, non è il "solito" libro, ve lo assicuro! Il lieto fine è da film, e ammetto che da quando ho scaricato la versione per sistemi android sul mio Galaxy Note l'ho letto ovunque mi trovassi. E ho scoperto (ve l'ho detto che mi piace mettere i segnalibro no?) che c'è la possibilità di mettere il segnalibro, sottolineare e evidenziare le frasi che piacciono, che ti colpiscono, che ti entrano nell'anima! Insomma: Un bel libro, una bella storia, il mio nuovo amore per gli ebook! Ora penso che non mi lascerò più fregare dalla mia paura di non trovarmi bene con un ebook, e a Natale chiederò un regalo: un Kindle vero!!!

In più ... ho conosciuto "virtualmente" Elisa e la trovo spaziale!














Il libro è da leggere, ve ne innamorerete.
Promesso, e io le promesse le mantengo sempre!




martedì 19 agosto 2014

SEGNALI SUBLIMINALI, o meglio INEQUIVOCABILI.

"Ho bisogno di stimoli nuovi" mi ha detto mia cognata, mentre le facevo vedere che stavo girando i mobili nel mio studio. Il mio angolo, il mio rifugio, il mio posto di lavoro, il mio svago, il posto dove mi informo, dove divago, dove scrivo. Ecco appunto SCRIVO.
Ho girato i mobili, ho spolverato, ho riordinato libri e documenti. Ho messo alcuni libri, quelli che ho preferito, in prima fila, pensando potessero mandarmi segnali positivi. "Li guardo, sorrido, e torno a lavorare, a telefonare, a SCRIVERE." ho pensato.
Poi è arrivato il momento della scrivania. Ordinata e linda.
Poi mi è venuta la (malsana) idea di riordinare persino il Desktop del mio PC sgangherato.
Ho creato una cartella, ho selezionato 4 file word e li ho trascinati nella cartella. La stessa cosa ho fatto con la cartella, mettendola nel GDrive. Ho creato un collegamento, che poi ho spostato sul Desktop, come ho sempre fatto con tutte le altre cartelle. Sempre.
In questo caso però due file si sono volatilizzati. Persi. Introvabili. Distrutti. Cancellati.
E, pensate un po'! Il mio file più importante era uno di loro.
La mia bozza di sogno nel cassetto. Ero a buon punto. Avevo scritto molto. Avevo le idee.
Perse tutte! L'altro file, era un elenco di spunti da cui trarre idee.
Come interpretare tale cosa? Un ennesimo sogno nel cassetto distrutto, cancellato, perso, introvabile. Il mio desiderio d "fare" qualcosa di nuovo, oltre a girare i mobili dell'ufficio.
Oltre a riordinare la scrivania, a spolverare, e posizionale scampoli di vita in modo diverso, un tentativo banale di trovare stimoli nuovi. E ora cosa faccio.
Sono scoraggiata. Avevo interrotto la scrittura solo il tempo di qualche giorno, cercando di trovare il tempo per stare con la mia famiglia, ricucire qualche rapporto logoro. Ferragosto, ho pensato, è un momento in cui mezzo mondo si ferma. E non l'ho più aperto quel file. Era salvato. Era lì, sul mio desktop. Era perfetto. Un bozzolo che sarebbe divenuto crisalide e poi una magnifica farfalla, e sarebbe volata di fiore in fiore. Immaginavo. 
Cosa mi è venuto in  mente di fare pulizia sul mio desktop? E nessuno che possa aiutarmi, se non spendendo un sacco di soldi che non ho.
Non lo so, il segnale mi pare inequivocabile. Nemmeno questo è il mio percorso.
Di nuovo un sogno infranto.
Di nuovo una speranza disillusa.
Magari non l'avrebbero mai accettato, non l'avrebbero mai trovato intrigante, magari è meglio così. Non avevo poi scritto nulla di particolare...
Aspettavo il corso di scrittura creativa, per migliorare, per trovare stimoli, per venire illuminata.
Non lo so... sono scoraggiata, questo so.
Molto.
Niente che vada come deve andare. Casa. Marito. Figli. Genitori. SCRITTURA. 
Niente.
...
...
...
...e poi arriva quella notizia. Una cara donna, con una storia difficile sulle spalle e nel cuore, che decide di fare un gesto definitivo, che mi mette addosso tristezza, disperazione e impotenza.
Dalle piccole alle immense cose, io sbaglio tutto.
sono veramente scoraggiata. 


sabato 16 agosto 2014

La teoria del Caos, il silenzio e un libro

Il silenzio di un sabato freddo per essere Ferragosto
Niente radio.
Solo il mio respiro. Il sole, che quest'anno è particolarmente assente, fa capolino tra nuvoloni disordinati e di lontano tuona. Il canto di alcuni uccellini scandisce il tempo.
Io inizio pigramente la lettura.

In un batter di ciglia mi trovo catapultata a New York. Scena mattutina di sesso tra marito e moglie. Un pochino disillusa proseguo. La lettura è veloce, la trama ti entra dentro come una nuvola nera di un uragano.




























Lui, Adam, bello ricco e vincente. Tradito in ogni affetto. Cinico, freddo, scuro, come solo un uomo ferito può diventarlo.
Lei, Sophie. Giovane, seria, precisa e integra, come solo una donna ferita può diventarlo. Sono i protagonisti di un libro che non ho letto, ancora. L'uragano di un batter d'ali di Sara Tessa. Questo non è necessariamente il proseguo, leggo dalle recensioni del libro. No. Si tratta del punto di vista maschile, che chiude un cerchio. Racconta del protagonista più cupo del primo romanzo.
La lettura prosegue. Scene di sesso focoso. E mi ritrovo a pagina 100. 
Sono sorpresa. Il tema trattato, il tradimento e gli abusi di ogni tipo, mi fanno male, non ho mail letto le mille sfumature di grigio, non mi hanno mai catturato questo tipo di letture. Le vedo finte, lontane dal mondo reale. Penso siano per gente "malata".
Ma questo libro mi stupisce e capisco che alla fine c'è una via di fuga. E la lettura mi cattura. Non riesco a fermarmi.
Niente cena. Sono sotto il piumone, fa freddo fuori, in questa estate anomala. Le scene descritte con precisione, crudezza, non mi eccitano, nonostante siano esplicite. La capacità di descrivere il personaggio dell'autrice è decisamente al di sopra di ogni stile di qualsiasi libro che io abbia letto. 
Arriverò presto alla fine. Non so se leggerò il suo primo romanzo. Ma questo mi ha catturata, affondata, direi.
Non lo trovo intrigante e nemmeno divertente. Lo trovo necessario.
In prossimità del mio 20° anniversario di matrimonio è un percorso dentro lati dolorosi e oscuri della mia vita. Un viaggio per pulire l'anima.
Non conosco la fine del romanzo. Non so se sarà una redenzione o una maledizione, ma la teoria del caos ( sensibilità alle condizioni iniziali, imprevedibilità ed evoluzione) spiega bene certe cose. Sei lì, accade un avvenimento qualsiasi, tu sei propenso a respingere o convogliare o riflettere le conseguenza, e nulla sarà più come prima. Quello che ho vissuto. Quello che ricordo di quel periodo. Quello che a causa di quegli accadimenti, vivo ora. Chissà dove finirò alla fine. Il silenzio mi accompagna. Questo è un altro dato strano. Io che ho sempre la musica in sottofondo, che mao cantare. Qui ho necessità di stare in silenzio. Il libro mi provoca questo.
Ora vado a proseguire la lettura.

domenica 10 agosto 2014

Dai Limoni alle ricette d'amore

Ci ho messo un pò , m nel complesso carino, anche se ho fatto fatica ad appassionarmici, ma nel complesso simpatico e con un finale imprevedibile.
Vista la giornata assolata e lenta, ho continuato a leggere e a girare la sdraio a seconda di dove era il sole in cielo.
Ho finito il libro di Kasja Ingermasson e ho iniziato subito un altro libro.
Di Nicolas Barreau " La ricetta del vero amore".
Iniziato e finito. Leggero, simpatico. Troppi vocaboli francesi, per una come me che fa fatica a parlare nel proprio dialetto, ma di certo una piacevolissima lettura. Con alla fine ben otto menù completi provenienti dal libro di ricette personale di Nicolas Barreau.
Ora sono punto a capo. Cosa leggo?
Ho iniziato a leggere e comprato romanzi di ogni tipo, che sono fermi sul mio comodino. Non hanno quel fattore X capace di catturarmi, anche se sono stati letti da amici e conoscenti.
Ho preso l'ultimo di Elisabeth Gilbert , " il cuore di tutte le cose". L'ho comprato più che altro perchè sono certa che possa appassionarmi come i primi due libri, ma già leggendo la trama storco la bocca.
Sono difficile: una lettura leggera, ma ricca di significati, di richiami alla quotidianità, con il lieto fine, magari un pochino sorprendente. Mica chiedo molto no?

Intanto vado a guardare il cielo, stranamente sgombro di nubi ma con una superLuna magnifica, che offuscherà le stelle cadenti di questa magica notte di San Lorenzo. Chissà ...magari ....qualcosa di buono porterà ugualmente no?

lunedì 4 agosto 2014

La storia delle Lumache e della Birra, di Messer Riccio e Rospi di ogni età!

Ieri sera ero esasperata!
Erika Zomer
01.01.2012 Amaryllis Foto Erika Zomer
Più di trenta lumache intorno alla pianta di Amaryllis che ora non ha più nemmeno una foglia! Spero sopravviva! Me lo hanno regalato tre Natali fa!
 In mezzo alla campagna dove potrebbero scorrazzare felici le leggiadre lumachine, con o senza casetta, di taglia piccolissima, piccola, media, enorme  e ci sono piante di ogni genere che potrebbero mangiare senza problemi!
Invece si dannano a mangiare le mie piantine, che sono già precarie perchè non sono proprio tanto tanto esperta, in più quest'anno piove che Dio la manda e sono in perenne equilibrio tra affogare e marcire e ci si mette un intero esercito di lumache a divorar loro le foglie migliori! Io con pazienza taurina ogni giorno le cerco e le allontano amorevolmente. Ma ieri non ci ho più visto! Nemmeno una foglia dell'Amaryllis solo tanta bava lucida tutt'intorno!  Mi è venuta in mente una cosa raccontata da mio cognato Stefan pochi giorni fa in merito a tutte queste lumache: mettere un bicchiere di birra nell'orto e le lumache vengono attratte dalla birra e la bevono, si ubriacano e ci cascano dentro.
Io l'ho fatto! Una ciotola, una birra. Stamattina c'era: una ciotola, una birra e più di trenta cadaveri.... terribile...
Intorno alla ciotola girava un bel riccio curioso e simpatico.
Mi ricorda il mio ospite di tanti anni fa: Ribes
Ribes appena arrivato, piccolo e affamato



Oggi invece c'erano tre rospi: uno piccolo, uno medio e un grande rospo!
Rospetto

Rospo
Rospone




Speriamo non si ubriachino pure loro....

domenica 3 agosto 2014

L'inutilità d pulire l'auto

Ho parcheggiato l'auto all'ombra di un tiglio dei parcheggi blu, in centro la paese di San Paolo, di fronte alla banca , giovedì scorso, durante lo spettacolo che abbiamo organizzato durante la "Settimana Enoculturale di San Paolo" .
Bellissimo spettacolo. Recitato, cantato. Cinque donne, grandiose. Un uomo. Si parlava di Vino, con la V maiuscola.
Finito lo spettacolo, finita la degustazione, aiutato a riordinare il Cortile della Residenza Kager-Eisenstecken, mi sono recata alla mia auto.
Uno scempio! In poco più di tre ore è stata riempita di "cacchine" di uccellini dispettosi. Pareva bombardata. Pareva improvvisamente diventata a pois. Uno schifo immane.
Stasera ho pulito l'auto. Pulire l'auto: uno dei lavori meno intelligenti che ci siano. Vivo in un cantiere, polvere e sabbia sono il pane quotidiano, se poi piove, provate a immaginare il risultato osceno, per quanto si cerchi di fare attenzione!
Pulire l'auto, in quelle stazioni dove ogni cosa è toccata da tutti. Una delle rare condizioni dove ogni pensiero mi fa uno schifo immenso. Notate che tollero persino i bagni degli autogrill, ma queste cose oscene, puzzolenti, proprio non le concepisco! Pulire l'auto con il caldo: uno schifo peggiore. I miei vicini di postazione con tanto di Suv infiniti odoravano di sudore misto a soffritto, che erano un bijoux! Pulire l'auto con il freddo: odioso e inutile all'infinito! Pulire l'auto con il sole che ti asciuga i vetri lasciando gli aloni che toglierli ti ci vuol la vaporella ( esiste ancora quella macchina infernale che sputava vapore? mah...). Trovo assurdo pulire l'auto. E per di più incrostata di cacche di uccelli, nonostante la pioggia battente l'abbia colpita in più occasioni!
Finita la pulizia si sono notati tutti i segni di vita vissuta della mia splendida auto!
Le portiere di qualche auto rossa, e una blu, che hanno segnato le mie portiere bianche.
I sassi volati a velocità supersonica e che hanno colpito il mio cofano brillante come la luna piena in una notte stellata. Ah ecco: il mio cofano pare un cielo stellato, al negativo però. Il paraurti segnato da qualche impavido parcheggiatore, e in un paio di casi pure dalla sottoscritta (arghhhh). Era meglio sporca la mia auto splendente!
Sempre detto io che lavare l'auto è cosa inutile e sciocca!
Ma attendere che le cacche di uccello si staccassero da sole, magari portandosi via la vernice bianca, non mi pareva il caso. Quindi mi è toccato fare questo orrendo lavoro.
Inutile e orrendo lavoro! Un po' di pioggia, un po' di km su strade polverose, e tutto sarà inutile! E me li vedo io, quei simpaticoni di esseri alati, che svolazzando sopra la mia auto ignara e innocente, si divertono a liberasi di pesi inutili, lasciandoli sul tetto, sul parabrezza, sui finestrini laterali, sul cofano della mia auto bianca! Me li immagino sghignazzanti e svolazzanti! Ingrati esseri alati, che vi divertite alle mie spalle! Impavida avifauna! Ecco, sono offesa e contrita, resto nella mia indignazione!
Una cosa è certa: mai più sotto i tigli di San Paolo!

sabato 2 agosto 2014

Io ricordo: 02.08.1980



Avevo 11 anni
il giorno prima ero salita alle Torri del Vajolet con i miei genitori e mio fratello.
Forse per il gran caldo, forse per la fatica, forse perchè avevo cercato di dissertarmi con la neve ghiacciata, presente in quota, nella notte mi era salita una gran febbre.
Avevo un piccolo televisore in bianco e nero in camera.
Era acceso, mia madre l'accendeva sempre, quando ero malata.
Io sentivo solo questa notizia, quel giorno, nei momenti di dormiveglia.
Vedevo quelle immagini, strazianti.
A poche settimane dalla strage di Ustica, quasi a far distrarre l'attenzione di quel fattaccio. Un missile che abbatte un aereo dell'Itavia con 81 persone a bordo, anziché abbattere un aereo con a bordo Gheddafi. Così ce la raccontano, oggi.
Me lo ricordo.
Non dimentico.

Come ricordo la strage dell'Italicus, del 1974,anche se avevo appena 5 anni. Ero dalla zia Gina, ad Ala. Su quel treno c'era suo figlio Ettore, il mio Cugino Biondo, di ritorno da Salerno, dove viveva la sua futura moglie. Ero piccola, ma ricordo esattamente il pianto liberatorio della zia Gina appena lui varcò l'uscio di casa, e come l'abbracciò. E lo sguardo profondo e perso di mio cugino. C'era passato accanto a quel treno, mi raccontarono.
Non dimentico. Non potrei.
Non dimentico, e non passo oltre.
La Giustizia prima o poi farà il suo corso. Quella divina, perlomeno.

Si parla di strategia del terrore, ancora oggi. Anni di piombo.
Di collusione tra frange estremiste di destra e stato.
Di Stato e mafia, per le stragi degli anni '90.

Tutte parole per descrivere un periodo storico travagliato e ricco di attentati, di sequestri di persona, di morti ammazzati. Io ero piccina, ma ho ricordi precisi dei momenti in cui percepivo che qualcosa di grave era accaduto.
Ora si commemorano i morti.  Ora si ricordano le cose e si possono ricostruire, in gran parte i fatti. Allora solo titoloni terroristici sui giornali e ai Tg.
Strategia del terrore: ci sono riusciti.
Ma io credo nelle istituzioni. Ci credo tanto!
Non smetto: sono le persone a essere deviate. Non lo Stato.