martedì 30 dicembre 2014

2014 BILANCIO D FINE ANNO

Mentre ascolto la versione di Bon Jovi di Hallelujah di Lonard Cohen, mi viene in mente di fare un bilancio di quest'anno.  Bon Jovi - Hallelujah
Finalmente è arrivata la fine
Lo dico con un sospiro, cantanto Hallelujah, ringraziando il Signore.
Quest'anno è stata durissima!
Lavoro, famiglia, casa....tutto è stato un continuo affannoso lottare per un pugno di mosche, con la sensazione, diventata certezza, di essere troppo meschina per non meritare altro che disfatte e sofferenza.
Poi i giorni passano, momenti in cui disperi talmente che pensi di fare gesti sconsiderati, sisuperano, anche se non si sa come.
E intanto ascolto altre versioni di Hallelujah, sono alla verione magnifica, forse la migliore, a parere mio, di Jeff Buckley. Jeff Buckley - Hallelujah (Original Studio Version) 
La mente percorre i mesi.
Il vuoto, o quasi sui primi mesi, poi il bellissimo matrimonio di Lara e Enrico, a maggio.
Proseguendo nell'estate peggiore che io ricorda, metereologicamente parlando e non solo, vi sono il diocettesimo compleanno di mia figlia Martina, e poco altro.
Il tutto è sempre condito da sofferenza e preoccupazione per la situazione del lavoro e della casa.
Ma i giorni, le settimane, i mesi passano.
Grazie ai miei cognatini riesco a sentirmi meglio in questa casa, mi diverto con loro, e la Corte degli Onesti, suggella un sodalizio inaspettato e piacevolissimo, libero da vincoli e leggero come solo la vera amicizia sa esserlo.
Il lavoro mio e di mio marito vacilla, crea molta ansia, fino a quasi un punto di non ritorno, che poteva essere la fine di tutto, ma così non è stato.
Arriviamo a dicembre, Natale.
Finalmente la fine dell'anno. Finalmente un po' di neve.
Un anno decisamente negativo, se non fosse per le persone che ho conosciuto, salverei ben poco. Ma grazie a loro posso dire che comunque sono qui, alla fine che poi altro non è che l'inzio. Parlo di Renata, di Nadia, di Anna...
Che strano mi vengono in mente solo, o quasi, donne. Le donne. Cambieranno le cose, le donne. Io sarò una di loro. Io cambierò le cose, per me, per la mia famiglia, per la società in cui vivo. Io sarò il cambiamento che voglio essere .Una nuova sfida, un anno nuovo. Assertività. sarà la parola d'ordine. Per affermare me stessa, che troppo spesso è stata messa in secondo piano, in specialmete da me stessa.
Autostima, assertività, nessuna ansia, solo affermazione, con l'adeguata comunicazione, per sciogliere i nodi, i conflitti.
Così da  non avere più dei legami lontani, con dei rapporti freddi e distaccati. Quasi indifferenti, ma ugualmente dolorosi.
Così da non avere più paura di affermare le proprie capacità, i propri talenti, senza che chicchessia possa metterti in un angolo, dandoti della " casalinga grassona" ( sì, se mi leggi...mio caro, parlo di te, le voci mi giungono, e tu sei poco furbo, e come ti è stato detto più e più volte, dovresti imparare un pochino di umiltà e educazione).
Perchè di talenti ne ho molti, peculiari. Fanno di me quello che sono. Fanno di me qualcosa che molti sfruttano, senza preoccuparsi. Nell'anno nuovo, questo cambierà.
Nell'anno nuovo ci sarà di cui vivere.
E intanto ho ascoltato diverse versioni di Hallelujah.
Siamo arrivati alle versioni femminili
Hallelujah -Hannah Trigwell

E oggi sono particolarmente felice e grata perché oggi ho scoperto di essere stata nominata nei Ringraziamenti di un libro, scritto da una di quelle persone che ho conosciuto quest'anno, che tanto mi hanno dato, e che continuano a sostenermi, a incitarmi, a suggerirmi possibilità. Non l'ho ancora letto. Lo farò. A tempo debito, quando il cuore sarà pronto a dirmi che potrò accogliere i messaggi di speranza che il libro porta inevitabilmente con sé. Non tutti possono dire di essere nominati nella pagina dei ringraziamenti di una scrittrice affermata! E io lo posso dire, con grande gioia!
Grazie Renata! Grazie di cuore, per l'amicizia, per l'onore che mi hai dato, per la fiducia che hai in me, per le tue parole calde e avvolgenti, per il tuo sostegno, la tua comprenione, per la mano tesa, che virtualmente, allunghi senza remore, senza calcoli.
Grazie ancora!

"Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde" (Alessandro Baricco, scrittore)


Guten Rutsch ins neue Jahre

La Giornata All'Indietro ( bottom up)

Devo leggere il LIBRO, ancora. Non trovo il tempo adatto. E mi vergogno. Penso che sto tradendo una persona cara. Lo tengo sul comodino. Lo accarezzo. Guardo la copertina. Leggo la dedica. E lo lascio lì. Chissà perchè. Di cosa ho paura? Lo so di cosa ho paura, ma non lo voglio dire. Perchè è lì, lasciato in sospeso. Non va avanti, il mio libro. Ecco... i pensieri arrivano tutti insieme. Pesanti, grigi, pungono l'anima. Sollevano la polvere che stantia copre gli angoli, quelli che non riesci a vedere, a spolverare, a lucidare.
Da qui in avanti leggette da sotto in su. Mi andava di vedere le cose da altri punti di vista. Mi andava di movimentare le cose. Di lasciare che alla fine ci sia solo il meglio, il sole, il bello. Di vedere il simbolo del senso unico puntato verso l'alto, che simboleggia il meglio, il traguardo, la vetta da superare. Ecco. Solo punti di vista diversi. Nulla di più.


Ora vado a letto.
Ma l'inizio è stato proprio buono. Fino al dopo cena.
Dopo alcuni giorni quasi spensierati, mi lascia amarezza.
Ho appena finito di scrivere la lista di cosa voglio per il mio lavoro.
Mi sono messa davanti al pc per scrivere e penso che devo ancora inviare la lista
Dopo aver cucinato le patate al forno, Salmone al vapore con porri e crema di vino binaco, ho pulito la cucina.
Anche se spero che ci pensi, che vada a parlare, che tasti il terreno, che prenda in considerazione altro.
Durante la cena ho cercato di dire a mio figlio di trovarsi un nuovo lavoro, forse invano.
Poi la spesa. Mi chiama mio figlio: cena a casa stasera, cosa faccio di buono? Uff... che fatica essere sempre all'altezza delle loro richieste.
Il rientro a casa, tranquillo, come il viaggio di andata.
Nel pomeriggio ho rivisto persone che erano anni che non le vedevo. Con molto piacere. Tanto piacere.
Alle 13 ho accompagnato Martina alla partenza per Monaco. Il suo primo Capodanno fuori casa. Fuori stato, in Europa, ma non proprio dietro l'angolo. Spero si diverta. Tanto.
Poi una piadina insieme pre pranzo. E via all'apputamento.
Siamo state al negozio a cambiare ciò che le avevo regalato per Natale.
Ci prepariamo, usciamo. Lei , Martina intendo, ha la valigia.
Il sole è accecante, l'aria frizzante, la neve è quasi sparita.
E poi la telefonata , che pare che sia la nonna Nunzia al di là dle telefono: " ci vediamo alle 16 circa, ok?" . "Certo che sì!", rispondo senza esitazioni.
E sono allegra, felice, forte, leggera.
Alzo le tapparelle delle stanze dei ragazzi.
Faccio colazione.
Accendo la radio, Il programma di Nonna Nunzia che mette subitro il sorriso.
Dopo aver dormito bene, la sveglia è stata tranquilla.

domenica 28 dicembre 2014

MINA, 22.12.2014

E' nata il primo ottobre
Siamo andata a prenderla il 22 dicembre, il giorno del compleanno di mio nonno MassiMino. Da qui le abbiamo dato il nome Mina. Vispa, simpatica, combina guai, coccolona, afffettuosa, e non le piace restare sola.


Durante il viaggio verso casa, è stata bravissima




















Qui con Martina, a letto, che non perde l'occasione di farsi coccolare a lungo.


Qui con Margherita e uno spettacolare primo piano















Mentre qui , sul divano, tra coccole, carezze, fusa, e ...















 finalmente NANNE

















28.12.2014 LA SUA PRIMA NEVE





































Titubante, ma curiosa, muove i primi passi sulla neve.
Dopo pochi passi corre dentro casa, è fredda. Le sue zampine sono troppo morbide!





La conoscenza con le Vecchie di casa: Nukky, ormai alla fine dei suoi giorni, l'ha benedetta, annusalndola e poi ignorandola.
Mentre Mirtilla, offesa con chi scrive, la guarda con aria sufficiente, e poi le "consiglia caldamente di stare al suo posto"







Qui è tutto mio, pischella, che sia chiaro!!!!
                                                      PERSINO IL PAVIMENTO SOTTO IL LETTO! ECCO....

lunedì 22 dicembre 2014

Uno di quei giorni

Ecco, arriva una canzone, improvvisa.
E sembra che l'hai scirtta tu, o l'hanno scritta per te, apposta, solo per te.
E' allegra, ti entra facilmente in testa, la canticchi, senza sapere le parole.
Eppure descrive esattamente quello che sei dentro, dietro la falsa allegria.
Non c'è il video, solo le parole, per ora.


J-Ax feat. Nina Zilli, 
Uno di quei giorni
Lasciami qua non c’è niente che non va.
Per una volta che potevo stare a letto per davvero
mi suona il cellulare guardo l’ora 8 punto 00.
metto il piede a terra sento il gelo
rispondo pattinando dove il gatto ha vomitato il pelo
già penso al peggio ma è una “call centerista"
che mi blatera qualcosa su un’offerta o una tariffa
dice che conviene, ne conviene?
Io penso che se questo era il buongiorno cominciamo super bene.
La radio parla e io non sento cosa dice
e penso a quello che farei.
Potessi starmene su un’isola felice
adesso mi rilasserei.
Lasciami qua non c’è niente che non va dillo agli altri che poi mi passerà.
È uno di quei giorni.
Anche se poi ti chiedessero di me non pensarci troppo a rispondere.
Tanto è solo che è uno di quei giorni.
Sarà anche vero che si dice che il mattino ha l’oro in bocca
ma qualcuno mi citofona che ho un piede nella doccia
esco con l’accappatoio che mi si apre sulla porta
c’è una multa e c’è il postino che mi scappa
e tocca andare in posta dietro sento un “click”
la chiusura del cancello!
tocca scavalcare coi gioielli al vento.
Ok rientro accendo il cervello più o meno connetto
che può succedermi di peggio?
sta giornata inizia storta ma si può raddrizzare
con la moto come il “Che”,”Easy Rider” sulla complanare
per vestirsi c’è una prassi che nemmeno un cardinale
si comincia dal giubbotto sciarpa al collo stivale
cuffia casco guanti pronto per andare
anche se un po’ sudo e se appannato già l’occhiale
la vita di un cowboy su un cavallo artificiale
però poi non è che piove, inizia proprio a grandinare.
La radio parla e io non sento cosa dice
e penso a quello che farei.
Potessi starmene su un’isola felice
adesso mi rilasserei.
Lasciami qua non c’è niente che non va dillo agli altri che poi mi passerà.
È uno di quei giorni.
Anche se poi ti chiedessero di me non pensarci troppo a rispondere.
Tanto è solo che è uno di quei giorni.
Ma va bene come va.
Anche se resto fermo e rimango qua.
Quando vado giù, salgo con la musica.
E so già come si fa.
Accendo un po' di sogni nella realtà.
Con gli amici miei faccio un po’ di musica.

Lasciami qua non c’è niente che non va dillo agli altri che poi mi passerà.
È uno di quei giorni.
Anche se poi ti chiedessero di me non pensarci troppo a rispondere.
Tanto è solo che è uno di quei giorni.

mercoledì 17 dicembre 2014

Che Fatica

Siamo alle porte del Natale
Arrivare a Dicembre è sempre faticoso, ma il Natale, di solito, fa in modo di aver voglia di Natale, appunto.
Sarà il tempo, meteo intendo. Per tutto l'anno è stato un tempo ballerino, un tempaccio, a dire il vero. L'estate non c'è stata. E ora non è inverno. Ci sono mediamente 6-8, persino 10 gradi durante il giorno. Solo per un paio di giorni si  è arrivati intorno allo zero.
Poi di nuovo su. Oggi piove. Siamo "solo" a Martedì.
Sarà che ieri mi sono alzata molto presto: la sveglia era puntata alle 03.30. Ma io dalle 00.47 ero sveglia e tentando di dormire, mi giravo e rigiravo agitata, pensando che poi la sveglia non si l'avrei sentita. Insomma un delirio.
Poi una giornata pesante, di incontri, che dovrebbero tenere le basi di lavoro, i contatti., i rapporti umani.
Il tutto aggravato da quello che si è nuovamente ripetuto.
Non nego l'evidenza. Ho tanti difetti. Alcuni dei quali sono incredibili. Ma è possibile che per tutta la mia esistenza, quella di cui ho memoria per lo meno, io sia " quella sbagliata", " quella con cui non si può parlare", "quella che le sbaglia tutte"?
Raccolgo, per contro, notevoli consensi nel mondo in cui ho scelto di vivere.
Le mie origini mi rifiutano, mi vorrebbero diversa, ma anche se mi avvicino al loro ideale, sono sbagliati i modi e i tempi. questo mi causa dolore, rabbia, paura.  Parlo dei miei. Sì i miei genitori. Giovani, anagraficamente. Ma vecchi dentro. Da sempre, credo.
Lo so, sono adulta. Dovrei riuscire ad aver superato il conflitto adolescenziale. In effetti sembra proprio che io, per loro, sia rimasta lì, tra i 14 e i 16 anni. Raccontano che ero tremenda, che rispondevo male, che battevo uan luna dietro l'atra. Sostengono che tuttora io sia così.
Ma tant'è. Quest'anno niente Natale in famiglia. O meglio il Natale sarà quello che tutti desiderano: un momento felice e sereno, da condividere con i propri cari. Appunto. La MIA famiglia: mio marito, i miei figli. Punto.
Evidentemente è arrivato il momento di smettere di tentare accontentare chi non è mai contento. Tutto sommato, dopo l'arrabbiatura iniziale, lo scoramento conseguenziale, e il risveglio della mia coscienza, mi sento proprio sollevata. Niente finzioni. Niente obblighi. Niente bocconi amari da ingoiare.
Daltronde, cosa hanno fatto per evitare tutto ciò? Ai miei occhi poco o nulla.
Anche oggi, che è mercoledì, e ora è proprio tardi, ho avuto una giornata piena: incontri di lavoro, che hanno consolidato il buon rapporto esistente, con mia piena soddisfazione.
E poi è arrivato il momento dei regali. Niente di che, ma regali sinceri e meditati con il cuore.
Ora ho deciso di concludere questo post, iniziato ieri, con un sentimento cupo, e arrivat a oggi con un sentimento leggero e speranzoso.
Arriverà il momento in cui dovrò affrontare il discorso con i miei. Lo so. Ma lo deciderò io, con i miei tempi, e le mie modalità.
Ora vado a letto. Sono almento 3 ore che lo dico.
Ma sono ancora qui
e prima di andare ho certo un'immagine e ho trovato una preghiera, che inseirisco volentieri


Buona notte bella gente!
Ringrazio per gli amici, tanti, forti, unici che la vita mi ha donato e continua a donarmi.
Mi riempite di forza e mi regalate le risate più sane!
Buoan notte e fate bei sogni!


mercoledì 10 dicembre 2014

Oggi va così

Mi sto trasferendo.
Nel senso virtuale del termine
Me ne sto andando in una piattaforma diversa.
Ci sto mettendo troppo, in effetti.
Come al solito. Lasciare la vecchia via mi incute timore.
Ma stavolta non è tanto questo, ma il fatto che il mio pc mi sta abbandonando.
Ovvero il mio blog è già tutto di là, ma devo trovare il tempo di mettere categorie e tag. Un lavoraccio. E poi rileggere certe cose...beh... quasi mi vergogno, per altre mi diverto ancora, per carità. Ma per alcune cose, scritte in momenti particolari, mi pento, quasi.
Ma cancellare, o eliminare qualche post, significa negare quella particolare emozione, quella sofferenza, quel momento. E non mi pare utile. Credo che siamo quel che siamo, anche per cose dette (o scritte), anche e soprattutto se poi ti rimangeresti tutto, ma in quel momento preciso l'hai detto ( scritto).
Quindi ho deciso di andare di là, per tentare qualcosa di diverso. Perchè me lo ha chiesto una persona, che ha un progetto in mente e io potrei, forse, essere utile.
Questo post l'ho scirtto in 10 giorni. L'ho iniziato il primo dicembre, lo sto terminando il 10 dicmebre, a metà pomeriggio.
Non so perchè sono così refrattaria a fare qualcosa che mi piace, che mi riesce bene.
Oggi va così. O meglio va così da così tanto, che ormai è la normalità.
Intanto spicco il volo. Vado di là, anche s m i dispiace un sacco.
Qui conosco quasi tutto. Di là, ci ho ho già provato, senza grandi soddisfazioni.
Ma forse con l'aiuto di questo ragazzo , supererò la mia diffidenza.
Magari mi diverto pure!
Ciao, intanto.
Vi aspetto di là

venerdì 14 novembre 2014

OK MONDO! A NOI DUE!

Ne avevo già scritto , in passato. LE ROSE DEL MIO GIARDINO che poi restano pensieri e sospetti, non passano. Nemmeno se ti togli qualche sassolino dalla scarpa, tipo occhio per occhio.  Sono piuttosto incattivita con il maschio medio. Vedo tanta ignoranza, cattiveria. Anche tra donne e donne. Incapaci di vedere oltre. Non occorre andarci a nozze, ma apprezzare le qualità della persona, farne tesoro, per crescere tutti. Invece anche in persone apparentemente molto colte e intelligenti noto astio, rancore, gelosia.
Ma oggi un'amica mi ha dedicato questa foto su FB.

Si tratta dell'opera di Peige Bradley dal titolo emblematico " Expansion", scultura in bronzo


Una visione magnifica di come ci sentiamo noi donne comuni, a pezzi, ma ancora intere. Come i giapponesi che riparano i vasi rotti, riempiendo le crepe con l'oro, impreziosendoli e rendendoli inimitabili. Ogni nostra crepa, ogni nostra cicatrice si riempie di luce, illuminandoci e illuminando il mondo intorno a noi. Ecco chi siamo noi, in fondo. Quelle che nonostante tutto e tutti, respiriamo a fondo, chiudiamo gli occhi e pensiamo " Ok mondo, a noi due!" ( cit. Nadia Mazzardis)
Siamo quelle che portiamo avanti il mondo durante ogni tipo di guerra, siamo quelle che ci rialziamo sempre, dopo ogni brutta caduta, raccogliamo i cocci, riordiniamo, e si riparte!

Grazie Nadia, oggi mi serviva tanto!

domenica 9 novembre 2014

25 anni BERLINO 09.11.1989 - 09.11.2014 - io mi ricordo....


Io avevo finito la scuola, ero in cerca di occupazione. Mi arrangiavo con lavoretti saltuari.  Andavo dal mio ex professore di laboratorio a fare pratica: ero a un passo dal mio sogno. Un laboratorio orafo da gestire per un commerciante di pietre preziose. Un sogno finito male, con una chiave da restituire che poi avrebbe causato la prima minaccia di denuncia della mia vita, e dove per troppo poco coraggio-non da parte mia, mi segnò negativamente e non misi mai più piede in un laboratorio orafo.
Serbo nel cuore il mio professore, Franco Baldi, come uno di quei personaggi infinitamente buoni, precisi, pragmatici, corretti. Un amico, insomma. Mi recai da lui quel pomeriggio, pioveva a Trento. Avevo i lunghi capelli bagnati, e tremavo per il freddo del viaggio in moto. Allora i maggiorenni non avevano l'obbligo del casco (assurdo: avevo appena 20 anni e potevo spaccarmi la testa secondo la legge italiana, mentre mio fratello, che di anni ne aveva 17 era obbligato a proteggere la testa...mah...).



Alla radio, poggiata sul banchetto, in cantina, passavano le notizie. Quel giorno le voci erano concitate, eccitate. Il Muro di Berlino stava per cadere sotto le picconate di tanti ragazzi, che appena divulgata la notizia che le porte erano state aperte, si riversarono intorno, sopra, stappavano bottiglie di champagne scadente (testimonianza vera del mio amico Steffen, che ora gestisce uno dei bar più carini e curati di Appiano), che cantavano, che si abbracciavano, che piangevano, che ballavano. Franco, mentre mi faceva vedere come fare una certa cosa, su un paio di orecchini di una ricca signora Trento, che li voleva portare allo splendore iniziale, dopo che li aveva portati per un millennio( non vi dico cosa accade ai gioielli a contatto con pelle, profumi, creme, sudore....) stava facendo il professore e mi chiedeva cosa ne pensavo. Cosa provavo. Cosa mi immaginavo del possibile scenario del futuro prossimo, del futuro lontano. Io, guardavo affascinata i suoi movimenti sicuri e generosi sull'orecchino che diventava splendido e ricco di particolari sotto le sue mani esperte, e ascoltavo la radiolina e la sua voce. La mente viaggiava. Vorticosa. Immaginavo quello che poi avrei visto in tutti i tg presenti e futuri. Gente felice, gente che si ritrovava. Persone che rinascevano. Un futuro senza guerre. Questo, pensavo, sognavo. La Germania con fatica, in questi anni si è riunita, e è tornata ai vertici dopo aver incassato il colpo di dover incamerare i fratelli della Germania Dell'Est, un po' malandati, un po' spaesati, un po' incapaci di credere che potessero vivere. Immaginavo che il mondo potesse crescere in pace. Un futuro sereno, paradisiaco, quasi. Ero certa di far parte di quel popolo eletto che avrebbe fatto la differenza nel mondo.
Non mi esprimo, no. Il senso di stanchezza di questo periodo mi devia i ragionamenti e le sensazioni.

I palloni illuminati, che ripercorrono l'intero tragitto del muro. 

Intanto scopro che questa meravigliosa canzone di Lucio Dalla, che ho cantato mille e una volta è stata scritta su una panchina, appena fuori il famigerato Checkpoint Charlie



Chissà chissà domani 

su che cosa metteremo le mani 
se si potrà contare ancora le onde del mare 
e alzare la testa 
non esser così seria, rimani 
i russi, i russi gli americani 
no lacrime non fermarti fino a domani 
sarà stato forse un tuono 
non mi meraviglio 
è una notte di fuoco 
dove sono le tue mani 
nascerà e non avrà paura nostro figlio 
e chissà come sarà lui domani 
su quali strade camminerà 
cosa avrà nelle sue mani.. le sue mani 
si muoverà e potrà volare 
nuoterà su una stella 
come sei bella 
e se è una femmina si chiamerà futura. 
Il suo nome detto questa notte 
mette già paura 
sarà diversa bella come una stella 
sarai tu in miniatura 
ma non fermarti voglio ancora baciarti 
chiudi i tuoi occhi non voltarti indietro 
qui tutto il mondo sembra fatto di vetro 
e sta cadendo a pezzi come un vecchio presepio. 
Di più, muoviti più fretta di più, benedetta 
più su, nel silenzio tra le nuvole, più su 
che si arriva alla luna,si la luna 
ma non è bella come te questa luna 
è una sottana americana 
Allora su mettendoci di fianco,più su 
guida tu che sono stanco, più su 
in mezzo ai razzi e a un batticuore, più su 
son sicuro che c'e' il sole 
ma che sole è un cappello di ghiaccio 
questo sole è una catena di ferro 
senza amore, amore, amore, amore. 
Lento lento adesso batte più lento 
ciao, come stai 
il tuo cuore lo sento 
i tuoi occhi così belli non li ho visti mai 
ma adesso non voltarti 
voglio ancora guardarti 
non girare la testa 
dove sono le tue mani 
aspettiamo che ritorni la luce 
di sentire una voce 
aspettiamo senza avere paura, domani




Riporto lo stralcio di una intervista al cantautore

«Il testo di Futura nacque come una sceneggiatura, poi divenuta canzone. La scrissi una volta che andai a Berlino. Non avevo mai visto il Muro e mi feci portare da un taxi al Check Point Charlie, punto di passaggio tra Berlino Est e Berlino Ovest. Chiesi al tassista di aspettare qualche minuto. Mi sedetti su una panchina e mi accesi una sigaretta. Poco dopo si fermò un altro taxi. Ne discese Phil Collins che si sedette nella panchina accanto alla mia e anche lui si mise a fumare una sigaretta. In quei giorni a Berlino c'era un concerto dei Genesis, che erano un mio mito. Tanto che mi venne la tentazione di avvicinarmi a Collins per conoscerlo, per dirgli che anch'io ero un musicista. Ma non volli spezzare la magia di quel momento. Rimanemmo mezz'ora in silenzio, ognuno per gli affari suoi. In quella mezz'ora scrissi il testo di Futura, la storia di questi due amanti, uno di Berlino Est, l'altro di Berlino Ovest che progettano di fare una figlia che si chiamerà Futura.»




martedì 4 novembre 2014

Vi spiego la mia visone di maschio medio

leggete fino in fondo....
Fine mese
Fine settimana
Un mese particolarmente caldo e soleggiato.
Invitata a "festeggiare" un compleanno da mio marito.
Il festeggiato non ne sapeva nulla, ma mi ha accolto carinamente e dopo qualche battuta e qualche risata siamo finiti in un Bistrò  a cui faccio volentieri pubblicità, perchè non ne conoscevo l'esistenza e mi è piaciuto molto come location, cura dei piatti e atmosfera.
Il brindisi è durato parecchio, il festeggiato era un pochino teso, lo percepivo chiaramente: lo aspettavano a casa moglie e bimbetti. Alcune telefonate gli provocavano un'espressione tirata e seria che gli altri maschi usavano per prenderlo in giro. Uno di loro molto più uomo di tutti gli altri, alle 20, ma già in ritardo, ci saluta per raggiungere la compagna. La festa continua. Verso le 21.30 chiedo l'amicizia su FB alla ragazza che aspettava a casa con i figli, lo sciagurato festeggiato, incapace di dire di no a noi, ma incapace di dire a casa le sue vere intenzioni sulla serata a Lei. Le scrivo che il festeggiato mi riferisce che "tra poco andrà a casa". Passa un'altra mezz'ora, altra telefonata, la sua faccia cambia espressione per l'ennesima volta. Gli astanti ridacchiano. Mio marito gli consiglia di andare a casa. Lui saluta e se ne va.
La sera aveva una temperatura piuttosto mite, per essere fine ottobre. Le risate, le battute, i racconti divertenti sono colorati d'oro: il colore della birra che gli impavidi scolavano a litri (nella sala ristorante un altro compleanno: tra gli invitati numerosi poliziotti, che andavano e venivano in divisa, prendendosi una pausa nel turno della sera).
Il film l'ho visto e rivisto all'infinito per metà della mia vita.
Io a casa ad aspettare, con i figli stanchi, da mettere a letto, ammalati, cena da fare, cena pronta, casa in disordine perenne, che vien da vomitarci sopra, o da buttarsi dalla finestra (...oddio che sporchi che sono sono i vetri, domani li pulirò. - ben sapendo che non sarà così...). Esausta. Ad aspettare chi non si cura del fatto che anche chi sta a casa ha bisogno di altro, di staccare, di sostegno, di un sorriso, di aiuto, di sollievo.
Il festeggiato ha avuto un consiglio. Quello di mio marito che gli ha consigliato di tornare a casa. Il mio sguardo interrogativo nei confronti di mio marito, gli fa dire che nessuno mai gli diceva di tornare a casa.
E io che glielo chiedevo? E la moglie del festeggiato che chiama due, tre, quattro volte? Non sono consigli e BUONI consigli? BADATE! NON STO GIUDICANDO. Sto narrando i fatti che ho visto.
La serata continua, mio marito è particolarmente "allegro". Sono preoccupata. Forse sta scaricando tutta la tensione di questo periodo negativo.
Si torna a casa a mezzanotte, e per altri 40 minuti le (sue) risate continuano imperterrite.
Finalmente tace. No...inizia a russare! ( sgrunt.....)
L'indomani leggo un commento sotto il mio messaggio alla moglie (che aveva scritto poi quanto fosse stufa per tutto ciò) di una sua amica che le chiedeva ironicamente " ma non è dalle 19 che torna a casa subito?". L'istinto appena risvegliato mi fa sentire saggia (sono più vecchia di loro) e tento di spiegare gli uomini, almeno secondo il mio vissuto. Mi piace cosa ho scritto. Ironica ma vera e disillusa. Ve lo riposto pari pari.

Vi spiego gli uomini: torno per cena (22.45). In un'ora sono a casa (fai a tempo a andare all'Ikea a Innsbruck, fare cena con le amiche, guardarti un film con loro e passare la serata a elencare i difetti dei propri uomini, ridendo come matte). Lo faccio io, non agitarti:(se si tratta di una perdita d'acqua dal rubinetto, meglio chiamare l'idraulico e subito.) E via dicendo. Non date loro troppe aspettative, che poi si sta male. Godetevi il fatto che ogni tanto dichiarano pubblicamente che siete la "prima scelta, quella migliore, che non cambierebbero mai con niente al mondo". Gli uomini, almeno il mio, son fatti così. Dopo averci speso metà della mia vita e aver messo al mondo 4 figli, non vorrei altri uomini accanto se non lui. Mi sono abituata ai suoi difetti. Non vorrei mai spender energie preziose ad abituarmi a difetti diversi. Se potessi tornare indietro farei diversamente? Non lo so. A sapere di certi dolori forse non mi legherei mai a nessuno, ma poi cosa avrei ottenuto? Insomma.... non prendetevela con loro. Ma un consiglio ve lo voglio dare, soprattutto se avete figli maschi: cercate di insegnare loro che le donne devono essere rispettate e amate come e meglio di loro stessi, dite loro che le donne portano avanti il mondo da sempre e quindi bisogna aprire loro le porte e anche le finestre, bisogna farle ridere e se le faranno piangere che sia solo di gioia, che se lavorano e mettono al mondo dei figli sono una doppia ricchezza. Insomma cercate di fare meglio della generazione che ha cresciuto i nostri "fantastici" uomini. [Riflessioni di una donna disillusa, ovvero io. Me medesima.] Buona giornata ragazze!

Non ho ricette, non so cosa sia la serenità da molto tempo e per svariati motivi, qualche volta sono stata felice. Quelli che mi parlano di rispetto e amore vero mi fanno sorridere e dedico loro questa canzone.

L’amore non esiste è un cliché di situazioni
tra due che non son buoni ad annusarsi come bestie
finché il muro di parole che hanno eretto
resterà ancora fra loro a rovinare tutto
L’amore non esiste è l’effetto prorompente
di dottrine moraliste sulle voglie della gente
è il più comodo rimedio alla paura
di non essere capaci a rimanere soli
L’amore non ha casa, non ha un’orbita terrestre
non risponde ai più banali meccanismi tra le forze,
è un assetto societario in conflitto d’interesse
l’amore non esiste…

Ma esistiamo io e te
e la nostra ribellione alla statistica
un’abbraccio per proteggerci dal vento
l’illusione di competere col tempo
Io non ho la religiosa accettazione della fine
potessimo trovare altri sinonimi del bene
l’amore non esiste, esistiamo io e te

L’amore se poi esiste è quest’idea di attaccamento
che ha l’uomo del mio tempo per le tante storie viste
non esiste fare i conti accontentarsi piano piano
di una vita mano nella mano
l’amore non esiste è un ingorgo della mente
di domande mal riposte e di risposte non convinte
vuoi tu prendere per sposo questa libera creatura
finché Dio l’avrà deciso o solamente finché dura?

Ma esistiamo io e te
e la nostra ribellione alla statistica
un abbraccio per proteggerci dal vento
l’illusione di competere col tempo
e non c’è letteratura che ci sappia raccontare
i numeri da soli non riescono a spiegare
l’amore non esiste, esistiamo io e te

Io non ho la religiosa accettazione della fine
potessimo trovare altri sinonimi del bene
l’amore non esiste…



Ma poi c'è anche questa canzone, che dice tanto e che sottolinea le debolezze dell'uomo, proiettato al tradimento per definizione. Tradimento di ideali, di letto, di tutto.
Ragazze, dobbiamo esser forti, perchè pagheremo sempre noi. Questa è forse una delle poche certezze che mi porto dentro, insieme a quella che essere madre significa fallire sempre, sbagliare sempre. Intanto provateci voi, e fatemi sapere...rispondo sempre, con rassegnazione, ma determinata.


Ragazza mia
ti spiego gli uomini
ti... servirà
quando li adopererai
Son tanto fragili, fragili, tu
maneggiali con cura
fatti di briciole, briciole che
l'orgoglio tiene su
Ragazza mia
sei bella e giovane
ma pagherai
ogni cosa che otterrai
devi esser forte ma forte perché
dipenderà da te
tu sei il calore il chiarore che avrà
la vita che vivrai
Anche un uomo
può sempre avere un'anima
ma non credere che l'userà
per capire te
Anche un uomo
può essere dolcissimo
specialmente se al mondo oramai
gli resti solo tu
Ragazza mia
adesso sai com'e
quell'uomo che mi porti via
e vuoi per te
Anche un uomo
può sempre avere un'anima
ma non credere che l'userà
per capire te
Anche un uomo
può essere dolcissimo
specialmente se al mondo oramai
gli resti solo tu
quell'uomo che mi porti via
e vuoi per te...
e vuoi per te...

Non so come e non so bene nemmeno quando sia iniziato, non conosco nemmeno il perché di tale posizionamento, ma è certa una cosa: il mondo lo fanno le donne che però lasciano all'uomo l'idea che sia lui a fare tutto. Non so come e nemmeno quando, ma so che prima o poi il riscatto ci sarà. Faremo come le vedove nere: useremo gli uomini per riprodurci e poi li elimineremo. Il resto lo faremo da sole. In effetti già lo facciamo, no? Non sono la Lucianina nazionale che è bravissima a insinuare, insultare, pungolare gli uomini, facendo ridere mezzo mondo (quello femminile). Non sono nemmeno una santa. Mi sono incazzata mille e una volta. Forse sono persino disinnamorata di mio marito, per tutto il peso che ho sopportato e continuo a sopportare. Sono disillusa. Sono certa che al mondo esistono le favole. Ma io ho smesso di crederci, da tempo. Riesco persino a sorridere, a ridere, a divertirmi con tutto ciò. 
Resta l'amarezza di aver creduto, di aver dato tutto, e scoprire che se avessi fatto diversamente avrei ottenuto di più, probabilmente. Non cado nelle lusinghe degli uomini come una fessacchiotta, come è accaduto in passato. Ma non disdegno nemmeno i loro complimenti. Rido di loro e con loro. Tra me e loro c'è un sottile strato di ghiaccio, citando un caro amico, trasparente e fragile. Ma freddo. Sì, il mio sguardo sul mondo maschile è freddo e distaccato. Include tutti gli uomini che conosco, per i quali provo grande affetto e simpatia, includo nella lista padri, figli, mariti, fratelli, parenti e amici, tutti. Poi ci sono quelli che ho catalogato "MASCHIO DEFICIENTE CORROTTO E BASTARDO", di cui non ho stima e provo uno schifo immane per svariati motivi. Con alcuni di loro "mi tocca" averci a che fare, ma non risparmio loro critiche e battute che li mettono all'angolo. Con uno di loro ho persino urlato contro, recentemente, in pubblica piazza. Avranno il loro peso da portare sulle spalle, prima o poi, e ne verranno schiacciati. 
No, non so di più. So solo che senza l'uomo, la donna porta avanti il mondo. L'uomo no, molto raramente ne è capace. La donna salverà le cose. Sì, questo è certo.



venerdì 31 ottobre 2014

LE COSE STANNO CAMBIANDO

La vita. Ci pensa lei, quando non siamo in grado di farlo noi.
Stavo leggendo della vicenda di Brittany Maynard, malata grave, che ha dichiarato al mondo di voler scegliere di morire nel modo e nel momento in cui lei lo desidera. Lo aveva programmato per la notte di Halloween. Ha cambiato idea, perchè per ora sta bene, e ha voglia di ridere con chi ama. La scelta personale e perciò unica, è da rispettare e ammirare. Il suo intento, tra quelli personali, è quello di creare una sensibilità verso queste situazioni. Brava. 
La vita. Dicevo. Ci pensa lei, quando non siamo in grado di farlo noi.
Da lunedì le cose lavorative cambieranno, almeno per mio marito. La sensazione di smarrimento e paura, lasciano lo spazio alla speranza di respirare qualcosa di nuovo.
Erano Anni che a vicenda, con accuse, con suppliche, con rabbia, con rassegnazione, con disperazione ci dicevamo di cambiare. Non lo abbiamo fatto noi, non ne siamo stati in grado. Ci ha pensato la Vita. Mi piace pensare così.
Da lunedì aria nuova, pur restando nello stesso posto di lavoro. Ma cambiano le regole, i diritti, i doveri. Speriamo sia il momento in cui ritroveremo la voglia di sorridere INSIEME, non per dovere, ma perchè avremo voglia di vivere, e di sorridere e di continuare a respirare. 
I colori magnifici dell'autunno, il sole radente, il cielo terso e limpido. La festa di Halloween. L'allegria dei bimbetti che si travestono e bussano alle porte.
Ecco. Le cose cambiano.
Tranne le mia potente voglia di dormire. Anche ora. Letargo. Ecco cosa mi ci vorrebbe. Risvegliarmi a primavera, quando la natura si sveglia.
Oppure dovrei migrare dall'altra parte del mondo, dove ora è primavera, le giornate si allungano e la temperatura sale.
La vita. Ci pensa lei. Intanto siamo a fine ottobre. Due mesi e l'anno è finito. E poi si inizia nuovamente.
La vita. La vita continua, e presto sarà nuovamente primavera.

mercoledì 29 ottobre 2014

le ombre lunghe dell'autunno

Giornate dal cielo limpido, come raramente quest'anno si è visto. Aria fresca. Anzi la mattina è proprio freschissima. Tutto ciò regala viste magnifiche.

 La webcam del Monte Macaion, ore 5.30 del 29.10. Bolzano pare dormire sotto la coperta di oro puro.


Le ombre già a quest'ora sono lunghe 












mancano solo i colori gialli e rossi delle foglie, che però sono comunque già intuibili.




Ultime fioriture, colori vivi, 
pettinati dalla brezza fresca.



Tramonta troppo presto il sole, qui. Una cosa che che non mi è mai piaciuta. Alle 14.30, se non prima, il sole si nasconde dietro il Passo Mendola. Regala viste magnifiche dall'altra parte della valle dell'Adige, ma qui le ombre si allungano presto.
Resta il piacere del tepore della casa, del profumo di torte, di castagne, che la sera riempie la cucina. Ma il senso di letargo è forte. Vien voglia di chiudere tutto, per svegliarsi solo al disgelo. Poi si pensa. Penso che la Vigilia di Natale è dietro l'angolo.
Penso che dovrò iniziare a fare i biscotti. Anche se non ho voglia di regalarli a nessuno quest'anno. I tradimenti sono stati troppi. Le delusioni sono state tante.
Torno a respirare, si torna sempre a respirare. Ma quante sono le stelle in cielo, quanto è vero che non si vive, si sopravvive. Non c'è più il gusto di rialzarsi. Non c'è più l'ingenua voglia di ricominciare. Rimane solo l'istinto di sopravvivenza.
Le ombre lunghe tolgono la luce intorno alle cose. Così come la vita ti presenta i conti e toglie la luce intorno a te. L'autunno è arrivato. Lo studio ha la luce fredda che ti impone di accendere le luci. Il cielo azzurro fuori dalla finestra sta perdendo la sua carica, sta diventando trasparente. Lo skyline delle montagne diventa più diafano. La sera sta per giungere. Di nuovo. E nuovamente ancor prima di ieri. Ma anche questo finirà.
E torneranno a fiorire le rose


martedì 28 ottobre 2014

Il sole, una telefonata e il cielo limpido di fine ottobre

Oggi il cielo era splendido.
Fresco, ma limpidissimo.
Il cambio dell'ora regala albe magnifiche.
Bastano il sole, il cielo limpido, due chiacchiere con un'amica al telefono ( sì, parlo di te :-*) e la giornata sa di buono. 
Arriva un sms con una citazione adatta a chi si ama, e l'invio dona una risposta ottima.


http://www.foto-webcam.eu/webcam/gantkofel/#/2014/10/28/0900


Ma anche i tramonti sono speciali.

Che queste immagini siano l'auspicio di qualcosa di buono.

lunedì 27 ottobre 2014

TI ODIO CON TUTTO IL CUORE-Valeria Luzi

Il titolo mi ha colpito.
La copertina rossa con il cuore ferito, pure.
Il periodo in cui l'ho letto è stato pesante.
Non riuscivo a concentrarmi.
Comunque, un pochino mi ci ritrovavo nella protagonista. Intorno a lei solo gran casini, e tutto ciò che intraprendeva si tramutava in qualcosa di inaspettato. Susi, quarta figlia di una famiglia di origine italiana a New York. Mike, bello e perfetto, grande chef, il suo Ex migliore amico,è innamorato da sempre di lei. Lei che non ci pensava affatto a lui in quel modo. Che però risveglia ogni sua cellula, intimamente, creativamente. Un libro leggero. Una storia d'amore che si snoda dalla nascita ai trent'anni dei protagonisti, tra scuola, cucina, parentado vario, televisione.
Veramente bello, se il proprio umore fosse decente. Mi dispiace averlo letto in questo periodo. Nemmeno la descrizione della profonda intesa dei due, che tanto assomiglia alla mia storia, almeno quella dell'inizio della mia storia con mio marito, è riuscita a farmi dimenticare il momento critico.
Il lieto fine è meraviglioso. L'intervento finale di Michael che racconta di quando si è reso conto del proprio innamoramento è delicato e divertente.
Valeria Luzi ha fatto proprio centro con "TI ODIO CON TUTTO IL CUORE".

sabato 25 ottobre 2014

Di necessità, di paure, e di altro, tanto altro...

Finalmente ho aperto il rubinetto.
Quello delle lacrime.
Forse riesco a buttare fuori la rabbia.
Infatti, sento delle necessità che fino ad ora sono riuscita a tenere lontane, nascoste dall'acredine che sento profondamente nei confronti della vita. La mia vita. Le lacrime, come la pioggia, puliscono le cose. A volte sono silenziose e leggere, quasi invisibili, proprio come la pioggia. Ti accorgi che è piovuto solo quando esci di casa, o il tuo sguardo si poggia sulle finestre e qualche goccia di pioggia le ha colpite, e allora guardi fuori, vedi il terreno bagnato. Ma intanto dalle nubi esce già un leggero raggio di sole. La pioggia è caduta, ma non hai avuto il tempo di accorgertene. Queste solo le lacrime timide. Intime. A volte sono semplicemente di gioia. Di commozione.
Poi ci sono i temporali, le tanto famigerate "bombe d'acqua" che vanno così di moda in questi ultimi tempi. Quelle piogge sono dirompenti, arrivano a essere distruttive, portano via tutto. Le lacrime possono essere così, distruttive e dirompenti, esplosive. Niente e nessuno sarà più come prima, dopo queste piogge, dopo queste lacrime.
C'è stato un tempo in cui piangere era fin troppo facile. Tanto che nemmeno a me stessa faceva effetto, se non provocarmi quel senso di impotenza. Nemmeno piangere riusciva a far luce, a sistemare, a aprire una strada per uscire dalla situazione in cui mi ero trovata e chi aveva provato a tal punto da farmi piangere.
Forse l'età, forse altro, ma ultimamente non ho pianto nemmeno al funerale di Clara, solo gli occhi lucidi, che pizzicavano un pochino.
Non ho pianto da tanto, tanto che sentivo il groppo in gola, questo sì, ma nulla di più.
La Terra senza pioggia, si trasforma in deserto, dove c'è la vita, sì, ma è una vita dura. Gli animali del deserto, generalmente sono bruttini, affascinano solo perchè "vivono lì". Le piante pure. Fioriscono una volta l'anno, o solo quando arriva la pioggia benedetta.
Io sono diventata acida, cattiva, senza lacrime.
Da due giorni, invece ho pianto. Anche poco fa.
Ripenso alle parole di un diavolaccio angelico, il pomeriggio con un'amica, la telefonata con un'altra, un post su fb di un'altra ancora sulla mia bacheca, dai messaggi di un figlio non mio, a cui voglio bene come se lo fosse.
Il groppo in gola si è sciolto, e qualche lacrima è scesa. Col naso tiro su, mi strofino gli occhi, mi asciugo le guance.
Come la pioggia timida, niente lacrime dirompenti, ma comunque fa bene.
Primo, perchè sento che non sono sola.
Secondo, perchè finalmente sblocco quella maledetta acredine che mi creava il groppo in gola.
Il respiro è leggermente meno affannoso.
Il cuore pare leggermente meno pesante e batte più silenziosamente nel petto.
E ho sentito la necessità di essere abbracciata.
No, non chiederò a nessuno di farlo. Non tutta la rabbia è passata. Non ho pianto così tanto da togliere i sedimenti. Il mio giardino non è libero, non è stato curato dal giardiniere. Il mio giardino è una selva oscura, piena di detriti e piante infestanti. Le lacrime dovrebbero essere uno tsunami, per liberare il mio giardino.
Necessità di altro, dicevo nel titolo. Sì. Altro.
L'ho detto spesso: viaggio in riserva, come una vecchia 127. Ho bisogno di un pieno. Un pieno di cose buone. Ho bisogno che dopo la pioggia torni il sereno.
Ne va della vita stessa. Troppi chilometri viaggiando con i fumi del carburante, prima o poi mi fermo, per sempre.
Il mio giardino verrà soffocato dalle piante cattive. I miei fiori, i miei angoli bellissimi, le mie rocce verranno tutti soffocati dal buio e dalla gramigna, se il giardiniere non ricomincerà a prendersi cura delle piante.
Lo so che mi lamento da molto.
Lo so.
Ma è da molto, troppo , "troppissimo" che le cose non vanno bene.
La salute mi sta abbandonando.
Il lavoro è sempre più complicato, inconcludente e disorientante.
La casa è diventata un incubo senza fine.
La famiglia non è più un nido, ma solo un guscio vuoto.
Cosa devo concludere da tutto ciò? Che IO, ME, ME MEDESIMA, sono la causa di tutto questo fallimentare vivere, che continuo a portare avanti.
Devo dare ragione a chi mi ha messo al mondo e da sempre mi ha insinuato il dubbio tremendo di essere la causa di (ogni)male, detentrice della Colpa? Oppure posso sperare di essere ALTRO da tutto ciò, quindi essere DEGNA di VIVERE una vita serena?
Per questo lascio andare le lacrime, anche se l'istinto è quello di chiudere il rubinetto. Perchè non si deve piangere. Fin da bimbi ti insegnano a non piangere.
Invece piangere è uno sfogo, una via di fuga, una liberazione.
Non so se riuscirò a piangere singhiozzando, cosa che mi servirebbe molto. Non so se sono in grado di farlo o se ho dimenticato, cancellato, estirpato l'istinto del pianto liberatorio. Mi sforzerò di lasciare andare le lacrime, quelle dolci e tenere che sono uscite dagli occhi, passando dal cuore e dai polmoni, trasportando le tossine che infestano il mio fegato.
C'è una canzone di Eugenio Finardi , che descrive le cose. Esce la mia lacrima come quella goccia di sudore e dopo..., dopo non c'è altro che amore.


(Finardi-Cosma-Porciello-Sanfilippo)
 
Dopo l'Amore non c'è niente che ti vada di fare
Dopo l'Amore non sai più con chi parlare
Dopo l'Amore giri perso tra gli sguardi della gente
Dopo l'Amore non t'importa più di niente

Dopo l'Amore 
Dopo l'Amore 

E guardi tutta notte la televisione
E ti trovi a piangere come un pirla per una stupida canzone
Dopo l'Amore non c'è niente che ti faccia più volare
Dopo l'Amore si ha paura di sognare

Perché l'Amore é forte
Più forte della fame
Non si può comprar con l'oro
Non si vende come il pane

Perché l'Amore é forte
Ma fragile come vetro
S'incrina per un sospetto
E poi s'infrange su di un segreto

Perché l'Amore é forte
s'è puro come un bambino
C'è chi giura che vince anche la morte
Che piega anche il destino

Dopo l'Amore ti ritrovi senza più un amico al mondo
Dopo l'Amore sembra di toccare il fondo
Dopo l'Amore vai cercando per le strade e tra la gente
Qualcuno a cui poter parlare ma a nessuno frega niente

Perché il mondo non si ferma, il mondo guarda avanti
E sono tutti così presi, sono tutti così distanti
Il mondo é pieno di amanti che si danno tenerezza
Il mondo non ha più voglia di tristezza

E ti trovi alle quattro del mattino
Sotto una finestra a immaginare chi le sta vicino
E passi per vedere se la sua macchina é sotto casa
E vorresti poter sapere ma non sai nemmeno tu che cosa

E come dal corpo una goccia di sudore
Un giorno ti svegli e ti rendi conto che ti é uscita dal cuore
Come passa la febbre e si guarisce dal dolore
Dopo l'Amore non c'è altro che l'Amore
Dopo l'Amore non c'è altro che l'Amore
Dopo l'Amore non c'è altro che l'Amore