lunedì 28 luglio 2014

il seme sta germogliando

Oggi due telefonate, dalla mia amica Renata.
La conosco solo come numero di telefono e una voce amabile. La conosco attraverso il suo talento. La conosco per le analogie che abbiamo.
Lei abita in un'altra regione. Non potremmo essere più diverse e lontane. Ma ci unisce un filo di seta.
Oggi lei mi ha telefonato due volte. Poche parole. La sua preoccupazione per il mio post precedente. Ho cercato di tranquillizzarla, perchè è vero che sto bene. Che sto bene dopo aver regalato alla mia bambina una serata da principessa. Ero con lei in auto mentre Renata mi ha chiamato. Anche la mia bambina ha letto e mi ha dato ragione.
Nel pomeriggio io e le mie bambine abbiamo fatto una cosa insieme. Una cosa che ci unisce ancora di più. Forse con lo stesso spirito con cui gli uomini giocano in squadra o hanno fatto la naia. Quelle cose rituali che uniscono nel profondo. Ulteriormente.
Ci siamo messe il piercing al naso. Tutte e tre.
Poi ho fatto altro. Loro pure. Abbiamo età diverse, esigenze diverse.
Ho fatto a tempo ad entrare in casa, riaccendere il cellulare scarico, che vedo che Renata mi ha chiamato. La richiamo. Poche parole: mi indica un sito, un progetto, un'idea e io ho iniziato a scrivere. Subito.
Se non fossi stanca, continuerei a scrivere tutta la notte. La testa sta creando un racconto.
Sembra che posso farcela, a differenza degli altri due racconti che ho iniziato e che sono bloccati in un limbo, che forse un giorno si dipanerà.
Per ora, vado a dormire....
che domani vorrei scrivere ancora e ancora e ancora.
Che ho seminato, e mi pare che il germoglio sia cresciuto e sia sanissimo

Grazie Renata.
Grazie, sei un angelo, sul serio.
Saprò ricambiare la tua voce paziente, saggia e amorevole, che mi chiama e con poche parole mi fa sentire forte.
Grazie di cuore.

IO NON HO PAURA DI TE

beh...che dire...ci sei riuscita.
La figura di M***A l'hai fatta tu.
Anche chi mi diceva che ero esagerata, si è accorto di chi sei veramente.
La cosa di per se mi ha solo sfiorato, mi è solo dispiaciuto vedere quanto in basso sei caduta.
Non sono nessuno per giudicare, avrai i tuoi motivi per essere così, ma provo ad elencarti una serie di constatazioni:
a. sei sola
b. chi ti sta affianco è divenuto l'ombra di se stesso
c. l'unico che ti sta affianco
d. non hai amici
e. non hai un parente che ti sopporta
f. hai creato il vuoto intorno a te (voglio solo sottolinearlo)
g. persino sui social sei incredibilmente pesante
h. molti ti hanno bloccato per questo
i. tanti di questi sono tuoi parenti

Se c'è stato un tempo in cui mi facevi soffrire, ora quel tempo è passato.
Sono forte. Non sei più in grado di ferirmi. Sono in difetto con te, solo per questioni puramente venali.
Ci ho provato con tutta me stessa.
Ma non ti andava mai bene niente, non ero sufficiente in nessun caso.
Ora sono al punto di dedicarti una canzone, dopo che hai rovinato la festa a mia figlia, per qualche attimo, per fortuna. Dopo che hai rovinato un paio di foto con la tua stupidità. L'unica a essere sciocca sei stata tu. Le uniche immagini rovinate sono quelle dove tu hai voluto dimostrare l'inutilità di quello che sei.
Ma ho capito, anche se non provo nessun senso di pena nei tuoi confronti. No.
Tu hai solamente paura. Ma non meriti altro che la mia pena.
Infatti sei sola, molto sola. Sei tu e la tua paura a aver rovinato ogni tipo di rapporto.
Chi ti sta affianco ha il suo modo di scappare.
Io non scappo più, nemmeno ti cerco.
Il mio debito lo pagherò. Te lo garantisco.
Ma tu non avrai altro che la mia commiserazione.

Ho atteso un paio di giorni per scrivere tutto ciò. Ho fatto decantare.
Che tu legga o meno il mio blog, non mi importa. So che non ti piacerebbe niente.
Non lo faccio perchè tu sappia in modo subdolo quello che penso di te.
Lo faccio per ricordare a me stessa che tu non mi fai paura. Non più.

Hai raccolto ciò che hai seminato.
Mi dispiace. Tutto qua.

BLU NOTTE Carmen Consoli

Forse non riuscirò
a darti il meglio
più volte hai trovato i miei sforzi inutili
Forse non riuscirò
a darti il meglio
più volte hai trovato i miei gesti ridicoli
come se non bastasse
l' aver rinunciato a me stessa
come se non bastasse tutta la forza
del mio amore
e non ho fatto altro
che sentirmi sbagliata
ed ho cambiato tutto di me
perché non ero abbastanza
ed ho capito soltanto
adesso
che avevi paura.
Forse non riuscirò
a darti il meglio
ma ho fatto i miei conti e ho scoperto
che non possiedo di più
come se non bastasse
l' aver rinunciato a me stessa
come se non bastasse tutta la forza
del mio amore
e non ho fatto altro
che sentirmi sbagliata
ed ho cambiato tutto di me
perché non ero abbastanza
ed ho capito soltanto
adesso…
e non ho fatto altro
che sentirmi sbagliata
ed ho cambiato tutto di me
perché non ero abbastanza
ed ho capito soltanto
adesso
che avevi paura. 




Spiegazione:
Durante la festa, foto di rito. Festa allegrissima e foto spiritose.


Lara e Max sbucano da dietro le spalle di Martina e i miei genitori, con sorrisi e pollici alzati



































Mia madre si rivolge verso Lara, e solo verso di lei, apostrofandola con tono acido e dicendole, ripetendolo almeno tre volte " sei proprio Intelligente!!!"
Io ho avuto il "torto" di risponderle con tono assolutamente leggero " Ma dai mamma,è una festa!"
Dopo di che, è riuscita a rovinare queste due (splendide) foto, sfogando su di me la sua frustrazione.








Lara poco dopo le ha chiesto sorridendo: " ce l'hai con me???" e mia madre pavida più che mai, e con tono assolutamente altezzoso le ha risposto " No, con lei!" , indicando me, che in quel momento le davo le spalle.
Nella sala è sceso il gelo. Io non ho risposto, volutamente. 

Forse ha creduto, sbagliando di grosso, di essere lei la regina della serata.
Forse ha creduto di essere a una festa modaiola, sbagliando di brutto.
Forse ha creduto che solo lei potesse essere originale e perfetta, sbagliando esageratamente.

Si è trattato di una festa a sorpresa, con tanto di caccia al tesoro, con pizza e birra per tutti, con una mega farcitissima torta, coriandoli, scherzi, karaoke e la magica lanterna dei desideri lasciata volare in cielo, mentre una stella cadente spezzava il buio della notte.
Lei è la nonna della festeggiata. 
Avrebbe dovuto capire che forse non era adatta a lei, questa festa piena di doppi sensi, piuttosto espliciti e se fosse così intelligente come si vanta di essere, avrebbe dovuto accomiatarsi con eleganza, dopo una certa ora, con una scusa. 
Invece, indispettita perchè 25 persone di ogni età si stavano divertendo, tutti tranne lei, ha tentato di rovinare la festa a tutti.
Ho goduto. Una goduria sottile. Lo ammetto.
Tutti sono venuti a dirmi cose magnifiche, schernendola e provando commiserazione.
Ho goduto, amaramente. Perchè è pur sempre mia madre. Ma ora non mi fa più paura.
Non più.
...e questo è un regalo immenso che mi merito.
Sono compiaciuta per la mia famiglia, per i miei numerosi amici, per tutto quello che sono.
Non ho più una madre. Non l'ho mai avuta, probabilmente.
E se ci sono stati momenti in passato dove avevo "vinto" qualche battaglia e mi sentivo bene, questa è stata la sua disfatta di Caporetto.
Mi spiace.
Non c'è più nulla da dire.









venerdì 25 luglio 2014

25.07.1996 18 anni di Martina!

Bellissima
Bellissima
Bellissima!

Tanti auguri bellissima bambina sorridente!
Tanti Tanti Tanti auguri!

Ti voglio bene!

Mamma

giovedì 24 luglio 2014

Due anni dopo

Sono passati quasi due anni : 30.07.2012

L'allegria di quel periodo, dove i progressi si vedevano e si potevano toccare con mano è solo un ricordo.
Il tetto c'è
Ci sono le pareti, le finestre, i mobili essenziali. La casa è vivibile.
Non lo nego, e mi pare di lamentarmi della minestra calda.
Ma tutto il resto è immobile, stantio, bloccato.
Il tempo di questa estate sembra essersi fermato all'autunno. Tutto pare insopportabile, insormontabile, inevitabilmente complicato, deludente. Come il libro che sto leggendo.
Come lo è anche qualche altro settore: la politica per esempio. Il mio entusiasmo è sotto i tacchi, se non fosse per qualche barlume di un gruppo di giovani. I soliti giochetti. Soliti. Vecchi appunto, come gli stessi autori, legati alle problematiche e alle invidie che mettono in atto azioni per destabilizzare, per affaticare, per mettere in cattiva luce "gli altri", quelli colpevoli di coerenza e correttezza, di lavorare e non voler solo brillare.
Ci sono persone talmente brave a organizzare queste cose che vengono persino pagate, profumatamente per altro e mettendo in pericolo posizioni lavorative altrui, per organizzare campagne e azioni contro.
Il lavoro: quanta fatica. Non tanto fisica. Ma mentale, emotiva, programmatica.
Una stanchezza grave, infinita. quando parlavo di viaggiare perennemente in riserva, significa questo. Affanno, paura di non farcela, terrore di non arrivare al prossimo punto di rifornimento. Appiattimento di ogni reazione, di ogni pensiero, di ogni sguardo.
Quello di cui parlo, che dico, che mi vien riferito mi fa male.
La salute che minaccia di farmi andare al creatore. Gli sforzi fatti che non fruttano. Tornare indietro a cinque anni fa. E dover ricominciare. Sempre lì a tentare...
Sto pensando cosa vendere.
Sto cercando di capire quale strada posso percorrere per uscire da questo groviglio.
I soliti suggerimenti dicono di "farsi aiutare".
Come se non lo facessi già
Io voglio solo vivere "leggera": non voglio avere sulla coscienza persone che non ricevono ciò dobbiamo loro. Non voglio vivere con l'ansia di aprire una raccomandata perchè chiede soldi e minacciano di vie legali.
Certo, sono colpevole. Colpevole di aver creduto che in ogni caso le cose si sarebbero sistemate, perchè è cosa' che vanno le cose. Colpevole di credere che i sogni si possano realizzare. Colpevole di fidarmi di chi mi sta accanto, di chi dovrebbe essere onesto e chiaro. Colpevole... Non ho scuse. Ho pensato che con il mio lavoro, con la mia famiglia potessimo realizzare il sogno della casa, e viverla, farla a nostra immagine.
Invece...no. Le strade di fallimenti sono lastricate di buone intenzioni.
Io ho contribuito a fare un'autostrada a otto corsie, fino alla fine dell'universo.
Altro che chiedi, credi, ricevi, ringrazia
Io sono qui che aspetto....morirò aspettando.
E continuerò a pensare, fino a crederci, che sono io quella che porta male. Che non ho diritto di vivere felice, serena, abbracciata al mio uomo. Che sono cattiva, profondamente cattiva: altrimenti non mi capacito di tutta questa cattiveria che devo subire.
Io aspetto un segno, un pieno di energia, di positività, perchè così non vado a vanti tanto...anche un santo perderebbe la speranza, credo...



martedì 22 luglio 2014

Intenzioni, sogni e immobilismo

sento il bisogno di scrivere
ma non so da che parte iniziare
ho la necessità di "fare" qualcosa di bello sul serio
vedo le cose che altri fanno o hanno fatto
io sento un fermentare continuo
un borborigmo sordo ma distino
una voce bassa che mi incita a fare
e io mi guardo intorno persa
non lo so proprio da cosa cominciare
penso a un film
Perchè te lo dice mamma
Allegra commedia, dove la protagonista un po' goffa ha una madre iperprotettiva, ma lei si destreggia bene, e alla fine c'è il lieto fine, alla fine, come è doveroso che sia.
Talento, bellezza, e un pochino di fortuna mescolata all'audacia
cosa mi manca?
La fortuna, lo so
Anche la sfacciataggine
Non nego di avere qualche sorta di talento
e nemmeno con la bellezza ci vado a nozze...

Parlando seriamente: i miei talenti, le mie doti, sono numerosi, lo so. ma non riesco a farli fruttare, e li disperdo.
Un vero peccato sprecare i talenti, lo dicono persino nei vangeli
Ma che fare?
da che parte iniziare?
Cosa s'addice di più a me?
Sono bloccata: ripenso a ogni cosa fatta per puro diletto, svago, passatempo, con risultati spesso egregi con tanti riconoscimenti da parte di tanti e solo talvolta mediocri. Ma non so cosa fare, non lo so.
Bloccata. Mi manca l'aria. Ho il respiro corto, il cuore pesante. Mi manca la visione lunga.
Mi manca la fiducia, l'audacia, la tenacia. Soprattutto la tenacia.
E oggi, parlando con il mio parrucchiere, ho concordato con lui: IO SONO ARCISTUFA di sentirmi dare consigli di questo o quello psicologo, psicoterapeuta, o terapeuta.
Io mi conosco, so che valgo, so che potrei essere felice, e far felici i miei cari.
Ma c'è una sorta di prigione che mi impedisce di uscire da schemi vecchi e conosciuti. Una prigione trasparente, inconsistente. So di cosa si tratta: il mio IO. Io non ci credo più al mio IO. La mia prigione sono IO.
E spero in una favola a lieto fine come un film.
Spero nella lettura di una favola a lieto fine come i libri che sto leggendo,
Spero nei colori che amo da sempre, che dovrebbero portare cose buone.
Ma senza gioia. La mia speranza è quella dell'attimo prima della fine. Quella rassegnata, quella che mi fa pensare di essere sbagliata, quella che mi fa ragionare in maniera emotiva e inconcludente.
E ora vado a finire quello che ho delegato ad altre di fare, perchè io penso che non lo avrei saputo fare da sola.
Ne parlerò più avanti. Sarà una bella cosa, fatta insieme a belle persone, ma resterà un rammarico nel mio cuore. Non averla saputa fare da sola. Perchè c'è stato un tempo che queste cose le facevo, e da sola. Non per megalomania, ma perchè avevo forza, energia, intelligenza sufficienti per fare le cose che DOVEVO FARE per arrivare allo scopo finale.
Ora non lo faccio.
Ora inizio ma non finisco.
Ora penso, rimugino, ma non mi muovo.
Sono immobile e il mio IO mi blocca.
So di avere sbagliato molte strade. E' talmente evidente....
Ma se non mi posso muovere, come faccio?
Devo trovare quella maledetta chiave che mi permetterà di sbloccare le catene trasparenti che mi bloccano. Che mi fanno stare ferma a vedere disfare i miei sogni.
la chiave c'è
non so dove, ma c'è!
Fino a quando non perderò la speranza di trovarla, forse ho speranza di farcela a creare qualcosa di magicamente bello che mi porterà frutti e serenità, senza disperdere le mie energie, come accade ora.
Scrivere è una di queste cose.
Devo trovare solo il filo di quello che ho dentro, delle immagini, delle parole, degli odori, dei suoni, delle luci, e poi tramutarlo in un racconto.
Lo troverò...prima o poi.
Non sarà ancora un sogno ripiegato ordinatamente nel cassetto. Solo i sogni sono messi in ordine perfetto, e chiusi in quel grande cassetto....solo i sogni sono leggeri e maestosi e stanno in quel cassetto immaginario.
e i sogni son desideri....no?



sabato 19 luglio 2014

Piccoli Limoni Gialli

Sera a casa, quasi sola.
Tv
La grande storia: 1914
Aria fresca, ma non troppo
Voci vicine
Voci lontane
Stanno cantando
e io ascolto indifferente
Finalmente pare estate
Finalmente è venerdì sera
Finalmente .... cosa? non so più...?
Vado a letto, ho un nuovo libro da leggere
PICCOLI LIMONI GIALLI di Kasja Ingermasson
Vado a immergermi nel giallo, giallo limone.
Sola,
finalmente è notte.

giovedì 17 luglio 2014

Della Lettura e della Voglia di Scrivere

...ecco siamo alle solite
Ho finito di leggere il libro PER DIECI MINUTI di Chiara Gamberale.
Come per tutti gli altri, o gran parte di loro, il vuoto.
E penso sia scritto in modo talmente "facile" che potrei farlo anche io (presuntuosa)
E subito mi vien voglia di leggere qualcos'altro. Devo riempire il vuoto.
Ma cosa? Quale libro potrebbe sostituire degnamente quello appena terminato?
E inizio a girovagare, sbuffare, perder tempo senza scopo, trascinandomi per casa.
Uffa.
Metafora della vita: finisce una cosa bella e prima di riuscire a sostituirla devi assaggiare il vuoto, la noia, il dispiacere, l'assenza. Devi liberarti di ogni cosa. Devi svuotarti.
Ho una decina di libri sul mio comodino.
Tutti promettenti. Ma pochissimi sono in grado di entrare dentro ogni cellula e modificarmi il DNA. Come in questo caso e in questo caso, per non parlare di questo caso, oppure in quest'altro caso, e in altri di cui non ho scritto ma che hanno segnato la mia vita, in un modo o nell'altro.
Il mio modo di leggere è semplice: leggo prima di addormentarmi e spesso fino a quando gli occhi non restano nemmeno aperti, ma il capitolo lo devo assolutamente finire. E poi sulla sdraio, godendomi il sole, mezz'ora al giorno, o poco più.
In modo da lasciare spazio alla fantasia e ai sogni, se possibile.
Da svuotare la testa, coadiuvante della mia (modesta) scrittura. Una parola dietro l'altra e la testa di svuota del superfluo, dell'inutile peso di zavorre. Un modo per "vedere" altri mondi, "vivere" altre vite, "sognare" sogni altrui. Un modo per imparare, per allontanare pregiudizi e ignoranza. Uno stile di vita.
Come quando ti parlano di educazione alimentare, di stile di vita. Una corretta alimentazione, per una qualità di vita migliore.
Cosa leggerò ora? Sono in fase di lettura semplice, leggera. Come se salissi in montagna, dove si respira l'aria buona, pulita. Non ho bisogno di cose pesanti, o favolette. Ho bisogno di argomenti veri e profondi, raccontati con leggerezza e in modo acuto, spiritoso magari. Questi sono stati gli ultimi due libri. Questi non sono stati i quattro libri iniziati e che non sono entrati a modificarmi il DNA, lasciandomi annoiata e disinteressata.
Ma non dispero. Mi è già successo di avere libri fermi per anni e poi , ZAC letti e amati pochi altri. Arriverà anche il loro momento.
Ora vado a vedere se trovo qualcos'altro.
Ho di nuovo voglia di scrivere. Devo solo trovare la giusta via, il percorso che mi porterà a scrivere una storia vera, ma con leggerezza. Perchè di questo ho bisogno. Di sentirmi leggera....

mercoledì 16 luglio 2014

Un anno vissuto pericolosamente

Ho appena ricordato la tizia.
Parlavo con la collega, dell'odore cattivo di certe persone e della loro innata presunzione e arroganza. e non ho potuto fare a meno di pensare a lei. Bionda, occhi chiari, piccoli, e quel dente che nonostante tutti i tentativi di raddrizzarlo, rimaneva ostinatamente storto, creando un non so che di sbagliato, anche a prima vista, in quel canonico sorriso di circostanza, che lei evidentemente indossava senza remore. Andava in palestra, nonostante la gravidanza fosse avanzata. Che non sia mai che il suo fisico potesse cedere! Odore stantio, aveva. Non arieggiava casa e probabilmente lavava poco i vestiti, oltre che se stessa. Inoltre usava deodoranti e profumi forti. Insomma un bel connubio. Indimenticabile. Come l'anno in cui l'ho conosciuta e sostituita.
Ero scappata, letteralmente da una situazione lavorativa malsana. E sono caduta dalla padella, nella brace. Ma come dice il proverbio, non tutto il male vien per nuocere.
Se la tirava. Era brava, non lo nego. Come può esserlo chi "inventa" un modo di gestire una cosa. Sapeva tutto. E era talmente arrogante che mi descriveva come un'inetta alla ex-collega, amica di merende, bionda pure lei e gran pettegola. Aveva lasciato un'unica email, con commenti sarcastici e un video esplicito, che era impossibile da equivocare. Certo, non l'avevo inventata io quella cosa, io dovevo sostituire lei, che l'aveva creata, su commissione. Un gestionale che sarebbe stato venduto alle aziende di cui poi si sarebbe gestita al manutenzione. Avevo competenze molto diverse dalle sue. Il colloquio con uno dei tre soci era andato molto bene. Lui era a capo delle "risorse umane". Ero stata chiarissima con lui: disponibilità infinita, ma i paletti erano precisi. Avevo quattro ragazzini a casa e orari inderogabili a cui far fronte.."e no, il tedesco non lo so, è un peccato mortale, ha ragione, ma è così", gli avevo detto abbassando lo sguardo. Ma alla fine, me la sono cavata bene. Soprattutto avevo un rapporto umano con ogni collega che volava alto, rispetto al modo di fare che aveva creato la bionda dagli occhi piccoli.
Ci ho messo l'anima, come sempre. in meno di una settimana sono stata buttata nella mischia. Uno dei tre capi, il più strano, il meno umano, quello che aveva la scrivania nell'angolo opposto del grande open space, rispetto a tutti gli altri, anche dagli stessi soci, quello che aveva una diffidenza profonda e malsana verso chiunque, quello che pensava che tutti fossero pronti a rubare e approfittare di lui. Sudavo ogni volta che vedevo sul telefono interno quel numero. Da quando lei era rimasta a casa, lui mi chiamava e mi interrogava, nonostante potesse parlarmi a voce, al telefono sull'ordine di quello o quell'altro cliente. Io, che nel giro di pochi giorni avevo dovuto imparare una professione costruita su un decennio incappando, inoltre, nel mio dolce metà che aveva deciso di sostituirmi con una brutta copia di me stessa, senza riuscirci peraltro. Capirete che ero sotto shock. A dir poco.
A oggi ricordo il numero di centralino che appariva lampeggiando ancor prima del suono del telefono, mi regala un brivido. E la sua voce da ranocchio che mi tempestava di domande, di nomi per lo più sconosciuti, di nozioni impossibili da ricordare in meno di sette giorni e una crisi mostruosa in atto in casa.
Sudavo, e quel 217 che lampeggiava e poi quel trillo, basso, sordo, avverso. Però quel periodo mi è servito.
Sempre la mia collega oggi, me lo ha fatto notare, con un'iniezione di autostima fortissima. Ed è vero, ha ragione lei. Ho vinto io, alla fine. Ho vinto perchè tutti, tranne il 217, mi hanno salutato con affetto, regalandomi un grandissimo Vil il Coyote, che a lungo è stato seduto sul sedile anteriore destro della mia pandagialla. E a oggi, tutti, compresa la bionda con gli occhi piccoli, si chiedono il perchè dell'atteggiamento del 217 nei miei confronti, dicendomi che non sanno come ho resistito. Volontà d'animo, serietà per la parola data, responsabilità nei confronti di tutti i colleghi. Nessuno sarebbe stato in grado di sostituire la bionda dagli occhi piccoli. Dopo quell'anno, il 217 ha capito l'importanza di avere personale preparato e che possa sostituire le persone in qualsiasi momento. Non ha permesso più che un'unica cellula potesse tenere in scacco l'intero organismo. Ho vinto anche in questo. Ho insegnato l'umiltà, ho insegnato il sorriso e a dire buongiorno a tutti, anche i colleghi meno amati. Persone con le quali ho solo colloquiato telefonicamente e per lavoro, si ricordano ancora di me. Sì, ho vinto.
E ringrazio la mia collega, che me lo ha fatto notare.
Sono passati parecchi anni. La cicatrice che porto nel cuore è un segno che mi contraddistingue, che mi ha dato la lucidità di capire che tutti possono cadere, ma che una seconda possibilità non la si nega a nessuno.
La tipa, brutta copia, scialba, senza carattere, non è durata che un battito di ciglia. Ho ripreso le briglie in mano, e ho guidato la risalita attraverso un intero anno. Una leonessa che difende i suoi cuccioli. Un'orsa che con una zampata ti sistema per le feste.
Certo, non dimentico, e il ricordo punge. Ma ho vinto io.
E vincerò nuovamente.
Perchè la rinascita di una donna, è come la primavera a novembre.
E per tutti c'è una Giustizia.
Notizia di pochi giorni fa: il capo da cui ero scappata e per cui avevo affrontato quell'anno vissuto pericolosamente, è stato denunciato. Una denuncia avvenuta dopo anni di gestione malata della sua azienda, avendo approfittato di chiunque incontrasse. Io ero una di queste persone. Ma ho vinto, alla fine, a distanza di anni, è stato inchiodato alle sue responsabilità. Non so cosa possa capitargli. E in verità poco importa. Ma sapere che non farà altri danni e non farà più soffrire le persone, mi alleggerisce l'anima.
Come Vil Coyote, cado, ma non mollo

E vinco io.

Ora siamo vicini a altre due rese dei conti. Non so quanto tempo passerà, per ognuna delle cose. Ma so che arriverà il momento in cui potrò girarmi e sorridere, guardando verso il futuro con serenità



C'é chi nasce come Paperino:
Sfortunato e sempre pieno di guai
E c'é chi invece é come Topolino:
Carino, intelligente e simpatico alla gente
C'é chi é come Paperon de Paperoni
Pieno di fantastiliardi di milioni
Ma poi sta sveglio tutte le notti
Per paura che arrivi la Banda Bassotti

Ma io mi sento come Vil Coyote
Che cade ma non molla mai
Che fa progetti strampalati e troppo complicati
E quel Bip Bip lui non lo prenderà mai
Ma siamo tutti come Vil Coyote
Che ci ficchiamo sempre nei guai
Ci può cadere il mondo addosso, finire sotto un masso
Ma noi non ci arrenderemo mai.

C'é chi vive come Eta Beta
Sembra che stia con testa su di un altro pianeta
E non si alza la pmattina
Se non si spara un po' di pnaftalina
C'é chi é come Pietro Gambadilegno
Sempre preso in qualche loschissimo disegno
E c'é chi vorrebbe avere tutte le risposte
Come nel Manuale delle Giovani Marmotte

Ma io mi sento come Vil Coyote
Che cade ma non molla mai
Che fa progetti strampalati e troppo complicati
E quel Bip Bip lui non lo prenderà mai
Ma siete tutti come Vil Coyote
Che vi ficcate sempre nei guai
Vi può cadere il mondo addosso, finire sotto un masso
Ma voi non vi arrenderete mai





ringrazio la mia collega, che è una persona speciale, dotata del dono della sorellanza, della correttezza, della serietà. e a lei dedico il mio miglior augurio. Perché se lo merita.


domenica 13 luglio 2014

PER DIECI MINUTI Chiara Gamberale

Sarà che è ambientato nel mese di dicembre del 2012
Sarà che è veloce, essenziale, divertente.
Sarà che è quello che mi serve
Ma ieri l'ho comprato, e quasi sono a metà, nonostante gli impegni di ieri ( giornata al Colle con il gruppo Giovani del PD, che tanto mi rigenera) e le feste sotto la pioggia a casa, con il Grill Meister migliore che esista e la compagnia giusta.
Leggero, essenziale. Il cuore semplice di una donna che deve ricominciare.
Dieci minuti al giorno. Solo dieci. Per scoprire che si può vivere e bene, anche se tuo marito è sciocco e ti ha lasciato. Anche se la tua casa non è la Tua Casa. Anche se il lavoro non c'è più.
Il retro di copertina: la cosa che mi ha convinto in meno di un battito di ciglia.
Forse fin dalla prima riga, la domanda.

Vado a leggere, mentre alla Tv giocano la finale del Mondiale di Calcio meno seguito in assoluto, almeno da me. Una finale da Dio, in ogni senso: Argentina Vs Germania.

Vado...
che forse mi ispira a scrivere...forse...

giovedì 10 luglio 2014

Fiato corto

Ho fatto il controllo semestrale.
Tutto da rifare. Da aggiungere. Da abbassare, che i valori sono tornati quwlli di un anno fa.
E per di più sono peggiorati alcuni che erano buoni da sempre.
E ho il fiato corto. L'affanno metaforico che diventa reale.
Devo voltare pagina. Sul serio

mercoledì 9 luglio 2014

SIIIIII STUPENDOOO MI VIENE IL VOMITOOO

La sento e risento in questi giorni, spesso....

e ci faccio caso solo quando dice SIIIIII STUPENDOOO MI VIENE IL VOMITOOO
che è poi quello che provo in questo periodo.
Se vomitando potessi espellere tutto, starei meglio, forse

C'è da vomitare il mio stato d'animo
C'è da vomitare la mia situazione lavorativa, personale, famigliare, economica
C'è da vomitare la situazione politica locale ( n.d.r. Artioli e LiberalPd)
Ma c'è da dire che la canzone è meravigliosa!
Vasco non sbaglia mai....

Vasco Rossi - ...Stupendo - live (rare)

È nei ritagli ormai del tempo
che penso a quando tu eri qui
era difficile ricordo bene
ma era fantastico provarci insieme.
Ed ora che non mi consolo
guardando una fotografia
mi rendo conto che il tempo vola
e che la vita poi è una sola...
E mi ricordo chi voleva
al potere la fantasia...
erano giorni di grandi sogni........sai
erano vere anche le utopie
Ma non ricordo se chi c'era
aveva queste queste facce qui
non mi dire che è proprio così
non mi dire che son quelli lì!

E ora che del mio domani
non ho più la nostalgia
ci vuole sempre qualche cosa da bere
ci vuole sempre vicino un bicchiere!
Ed ora che oramai non tremo
nemmeno per amore...sì!...
ci vuole quello che io non ho
ci vuole "pelo" sullo stomaco!

Però ricordo chi voleva
un mondo meglio di così!
sì proprio tu che ti fai delle storie...(ma dai)...
cosa vuoi TU più di così
E cosa conta "chi perdeva"
le regole sono così
è la vita! ed è ora che CRESCI!
devi prenderla così......

SI!!!!
STUPENDO!
MI VIENE IL VOMITO!
è più forte di me
NON lo so
se sto qui
o se ritorno
se ritorno
se ritorno tra poco, tra poco....tra poco

Però ricordo chi voleva
un mondo meglio di così!
ancora tu che ci fai delle storie...(ma dai)...
cosa vuoi TU più di così
E cosa conta "chi perdeva"
le regole sono così
è la vita ed è ora che CRESCI!
devi viverla così.......

A CASA DA SOLA, MENTRE FUORI PIOVE e il Brasile perde 7 a 1 contro la Germania.

Piove tanto, tantissimo, oggi.
L'ho scritto qui  oggi pomeriggio.
Sono sola in casa. Tutti fuori.
Ho messo fuori le piante, a lavarsi, sotto la pioggia di oggi.
Ho guardato la fine di un film  Love Is all You Need che mi ha fatto tanto tanto pensare.
Lei malata di cancro, con mille paure, anche se è guarita. Il marito fedifrago, insensibile e egoista. L'altro troppo in tutto, che le chiede di andarlo a trovare in Italia sulle note di "That's Amore" . Lei scappa, torna a casa. Mentre il marito fedifrago pentito le propone una fantastica vacanza, lei guarda nel vuoto e non lo ascolta. Gli dice che se ne va. Semplicemente, avendo capito che deve andare a fare quel viaggio. E va a trovare l'altro in Italia, a cui chiede di leggere l'ultimo referto medico, di cui ha paura. Finisce con loro due abbracciati, davanti al lago.
Poi, c'era il secondo film, sempre da sola  Come lo sai.
Romantici, simpatici, che regalano speranza.
E mi è venuta voglia di scrivere.
I film raccontano le cose che da qualche parte sono accadute sul serio. Ne sono certa.
Nel secondo film Lui regala a Lei la Pasta Didò e le dice :"A tutti noi manca solo una piccola correzione per fare in modo che la nostra vita funzioni!", dopo averle spiegato come è nata la pasta. Le racconta che era nata per pulire la fuliggine dalle pareti vicino alle stufe. Quando il riscaldamento venne modificato e le stufe messe in cantina, l'inventore stava per fallire, ma la cognata di questo gli disse che i suoi figli adoravano impastare e creare con quella pasta, che se gli avesse aggiunto del colorante, sarebbe stato perfetta per far divertire i bambini. L'uomo fece questa modifica, salvò se stesso dal fallimento e fece giocare milioni di bimbi. 
Non so se la storia è vera. So che mi piace. "A tutti noi manca solo una piccola correzione per fare in modo che la nostra vita funzioni!"
Questa frase è il senso di tutto. 
Avere da fare un viaggio, dove raggiungere qualcuno. Aggiungere una piccola cosa, una sola piccola cosa, perché la nostra vita possa essere perfetta.
Io, da sola, a casa, in questa grande casa, pensavo, alle belle cose che potrebbero essere raccontate in un film e che ho avuto la fortuna di vivere.
Ma se sono sola in questa grande casa, mentre fuori piove, ci sono 12°C, qualcosa è andato storto.
Ero ottimista.
Ero sognatrice.
Ero fortunata.
Ora....sono sola in questa casa a guardare film romantici senza commuovermi.
Li guardo, sorrido, e penso che se un tempo credevo alle favole, ora quel tempo è finito.
Mi manca quell'ingrediente, per rendere la mia vita qualcosa che funzioni.
Ma al contempo sono felice di restare sola, qui, per un po', almeno.
Devo fare quel viaggio, quello dove alla fine resto, magari, ma ritrovo me stessa.
Mi pare che tutto sia finto, intorno a me.
C'è un alone di grigio che copre tutto, forse è la fuliggine che la pasta Didò puliva dalle pareti. Devo trovare la "mia" Pasta Didò, per pulire tutto.
Devo ricominciare a credere nei sogni, nei miei sogni.
Devo trovare il modo.
I film, in fin dei conti, raccontano storie che da qualche parte sulla Terra, in qualche tempo, sono accadute sul serio. Sono esistiti dei personaggi che hanno vissuto quell'attimo di magia, facendolo diventare il diamante più prezioso che suggella la loro vita.
Ho visto un filmato su Facebook : FAI QUALCOSA:
"Trova qualcuno che ti chieda spesso "Come stai?", a voce o con sms. Trovalo, perché in alcuni momenti quella persona ti farà stare meglio. e quando te lo chiede, rispondigli. Subito. Perchè se non lo fai, quella persona smetterà di farlo. E farà bene"
Io ho smesso. Ho smesso. Di credere. Di parlare. Di chiedere. Di aspettare. Ho smesso.
Non so se certe cose possono ricominciare. Non lo so. Mi sono sempre alzata, quando sono caduta. Ma non credo si essere caduta, ora. Ho solo aperto gli occhi, come la protagonista del primo film, forse. Guardo tutto con gli occhi di chi non riconosce nulla, come se si fosse svegliata in un posto sconosciuto.
Aspetto. Non fa nemmeno male. No.
Forse ricomincio, prima o poi.
Oppure trovo un motivo e parto.
Oppure trovo l'ingrediente mancante.
Aspetto, perchè ora non ha senso nulla, o quasi.
Il rumore della pioggia è forte, ora.
La pioggia lava via tutto. Disseta il mondo, la pioggia.
La pioggia può cambiare la fisionomia del terreno.
La pioggia può far esondare i fiumi.
La pioggia abbatte alberi e case.
La pioggia ...
Forse lava via quella fuliggine che copre i miei occhi, il mio cuore, il mio cervello.
Domani forse pioverà ancora.
Forse arriverà il sole.
Ma adesso piove forte.
E il Brasile è stato battuto dalla Germania sette a uno .
Tutto può cambiare, essere diverso.
Tutto.
Aspetto Domani.
Domani sarà migliore.
Domani ....



martedì 8 luglio 2014

PIOVE, madonna come piove

Otto luglio 2014
RIPETO 08/07/2014
Gradi 17°
Piove.
Dio solo lo sa quanto piove.


























Il verde è stupendo, pulito, brillante.
L'aria è trasparente, frizzante.
Ma il cielo...di piombo
La pioggia battente e in una casa che è ancora un mezzo cantiere il rumore della pioggia che batte sul ponteggio o altre cose, diventa assordante.
Insomma a me la pioggia piace, pulisce l'aria, abbevera le piante dei boschi, rende lucido e pulito tutto, ma quest'estate è pesantissima...
Frane e esondazioni ovunque.
La signora Estate si fa desiderare, e si vocifera che quest'anno sarà sempre così.
Uggiosa che fa rima con noiosa.
Sperando sempre che le previsioni di meteorologi vari siano smentite da Messer Tempo e poter gioire con la signora Estate, che se si presentasse sono certa che sarebbe accolta a braccia aperte da tutti. Ci scommetto!

Come nella famosa canzone di Jovanotti, inno alla speranza, alla voglia di fare, di rimettersi in gioco. La pioggia porta bene, vero? E se l'Estate tornasse a far capolino, la pioggia avrebbe ancor più la mia benedizione


Piove, senti come piove
Madonna come piove
Senti come viene giù!
Piove, senti come piove
Madonna come piove
Senti come viene giù!
Hai visto come piove,
Senti come viene giù
Tu che dicevi che non pioveva più
Che ormai non ti saresti più innamorata
E adesso guardati sei tutta bagnata
E piove madonna come piove
Sulla tua testa e l'aria si rinfresca
E pioverà fin quando la terra non sarà di nuovo piena
E prima o poi si rasserena
Piove, senti come piove
Madonna come piove
Senti come viene giù!
Piove, senti come piove
Madonna come piove
Senti come viene giù!
Senti le gocce che battono sul tetto
Senti il rumore girandoti nel letto
Rinascerà sta già nascendo
Ora senti che piove e il grano si migliora
E tu diventi grande e ti fai forte
E quelle foglie che ti sembravan morte
Ripopolano i rami un'altra volta questa
E' la primavera sulla porta
E piove madonna come piove
E poi tornerà il sole a farci festa
Senti com'e' che piove sulla tua testa
Piove, senti come piove
Madonna come piove
Senti come viene giù!
Piove, senti come piove
Madonna come piove
Senti come viene giù!
Piove, senti come piove
Madonna come piove
Senti come viene giù!
Piove, senti come piove
Madonna come piove
Senti come viene giù!
Tu che credevi che ormai le tue piantine
Si eran seccate e non sarebbero cresciute più
Hai aspettato un po'
Ma senti come piove sulla tua testa
Senti come viene giù
Non eri tu che ormai ti eri rassegnata
E che dicevi che non ti saresti mai più innamorata
la terra a volte va innaffiata con il pianto
ma poi vedrai la pioggia tornerà
piove senti come piove madonna come piove senti come viene giù!
piove senti come piove madonna come piove senti come viene giù
piove senti come piove madonna come piove senti come viene giù
piove senti come piove madonna come piove senti come viene giù
piove senti come piove madonna come piove senti come viene giù
piove senti come piove madonna come piove senti come viene giù
piove senti come piove madonna come piove senti come viene giù
piove senti come piove madonna come piove senti come viene giù
piove senti come piove madonna come piove senti come viene giù


domenica 6 luglio 2014

GIORNI MIGLIORI, GIORNI PEGGIORI: Analisi e contrattempi, e i soliti maschi inopportuni e insensibili ( VALE SOLO PER ALCUNI)

Venerdì mattina era programmato che le tre donne più grandi di casa Koessler si recassero a fare il prelievo del sangue per controlli di vario tipo.
Per una di esse, la più giovane, era la prima volta. Per la QuasiMaggiorenne è peggio di una tortura.
Si agitava da oltre un mese, scoppiando persino a piangere. Un pochino l'ho presa sottogamba, lo ammetto. Ho pensato che il suo essere forte, sarebbe uscito alla grande e avrebbe guardato in faccia l'ago e l'avrebbe incenerito con il suo sguardo azzurro.
Invece...
Abbiamo accompagnato la piccola al tennis.
Tutte e tre affamate e io sotto lo strazio di un grandissimo mal di testa (uno dei peggiori di tutti i tempi, a dire il vero: non riuscivo a parlare, a formulare frasi e parole di senso compiuto, provavo una fortissima nausea, con qualche accenno di conato di vomito, e ogni cosa che sentivo, vedevo, percepivo era una lama piantata nel cervello, nel collo, nella fronte, negli occhi... persino la lingua e la bocca mi pareva sotto paresi)
Per l'ansia della QuasiMaggiorenne, ho deciso di recarmi nel Centro Prelievi in città. Non ad Appiano, dove la fila di vecchietti è sempre interminabile. Non in ospedale, perchè il luogo poteva aumentare l'ansia della mia CucciolaGrande.
Parcheggiamo ( rigorosamente dove non si può) davanti all'entrata. 
Entriamo. La CucciolaMedia se la tirava un pochino: la vive bene, per lei è un rito, un'iniziazione. Aspettava questo momento da parecchio tempo. Prendiamo i numeretti: 39, 40 , 41.
Davanti a noi c'è solo il numero 38. La sala d'aspetto è vuota. Ha le pareti gialle, con quadri colorati. Le signore dietro il banco di accettazione vestono una divisa rosa, sono piacevolmente sorridenti. Ci rechiamo dalla tizia bionda con le meches rosa (terribili, a dire il vero, ma su di lei parevano proprio il tocco speciale in tinta con la divisa). Prende i nostri dati, e mentre guardo le cartoline e foto appese vicino alla paretina che la separa dalla postazione della collega, una bella ragazza mora, dal viso aggressivo, che la divisa rosa addolciva un pochetto, noto che c'è una foto in bianco nero, che raffigura un bellissimo ragazzo. Arriva il momento della CucciolaMedia: il medico non ha messo il codice giusto, dovrei pagare interamente le analisi. Mi spiega la Tiziabiondaconlemechesrosa che in ottobre è cambiato il metodo per dichiarare i figli a carico: lo sapevo, affermo. Ma credo sia tutto già fatto, accidenti, borbotto non propriamente tra me e me. Mi spiega gentilmente di verificare al distretto sanitario, e di far rifare l'impegnativa la medico, e poi ritornare a fare il prelievo del sangue. 
Sbuffo, e mi tengo la testa, che mi provoca dolori fortissimi. La CucciolaMedia mi guarda: negli occhi color nutella ( l'ho già detto che ha degli occhi bellissimi, vero?) vedo tutta la sua indignazione, ma lei si lamenta poco, sottovoce. Io sono concentrata sulla QuasiMaggiorenne, che è già era tutta rossa e dei grossi lacrimoni le velano i suo magnifici occhi color #cielotersodialtamontagna. (Ve l'ho detto che ha degli occhi bellissimi, vero?)
Mentre la Tiziabiondaconlemechesrosa ci parlava, le spiego che la QuasiMaggiorenne ha paura, e tentando di distrarre la ragazza, le faccio notare che tra le foto e cartoline ce ne è una in bianco e nero di un gran bel ragazzo biondo, in costume da bagno. Insisto con la QuasiMaggiorenne, dicendole di guardare il bel figo. La Tiziabiondaconlemechesrosa sorride sorniona, e solo dopo qualche attimo, mi confessa che è uso figlio. Opppsssssss.....e io che parlavo di lui come fosse il classico fotomodello, meno male che non ho detto sconcerie.... La QuasiMaggiorenne si sporge e guarda la foto: " ahhh lo conosco!" dice con un filo di voce.
Opppsssssssss doppiooo..... comunque la Tiziabiondaconlemechesrosa ci registra  e ci passa i codici e ci indica i loculi per il prelievo. La QuasiMaggiorenne mi segue, spero che sia un po' più calma. Si trova davanti un infermiere, a cui spiego che è ansiosa. Dall'altro loculo esce un'infermiera, molto più carina. Si intromette e dice al collega che è meglio farla sdraiare. Suggerisce di portarla nella saletta con il lettino, mentre io faccio il prelievo,lei si calma un pochino.
Le dico di stare calma, di sdraiarsi, che arrivo subito. La CucciolaMedia la segue. Io faccio il prelievo con la gentile signora, che mi dice che ci sono persone che sono particolarmente suscettibili. Io sono tranquilla, immagino la CucciolaGrande che mi aspetta. Finito il prelievo mi reco nella stanzina. Il medico maschio, con parla con forte accento straniero, aveva fatto sdraiare la QuasiMaggiorenne, alias CucciolaGrande, sul lettino. Le aveva già messo il laccio emostatico, e le parlava. Le diceva che non doveva avere paura. (Questo ci sta). Che l'aghetto è piccolo e fa un leggerissimo pizzicotto. (Questo ci sta). Io cerco di avvicinarmi, lei ansimava rossa in viso, tremava come una foglia. Lui senza lasciarla stare le infila l'ago. Effettivamente lei non se ne accorge nemmeno. Ma non l'ha lasciata nemmeno aspettare che io la raggiungessi. Insensibile maschio cretino! Ho capito che l'ago non è terribile. Ho capito che forse tu hai visto la guerra e questo ti sembra qualcosa di insignificante. Ma l'infermiera mentre mi faceva il prelievo mi raccontava di una donna incinta, che veniva accompagnata dalla madre, perchè il prelievo  era per lei talmente ansiogeno che prima di svenire, sobbalzava incredibilmente sul lettino. Una fobia è una fobia. E tu incredibile maschio inopportuno, non tenti di fare lo psicologo a mia figlia, hai capito?????
Io e il mio mal di testa, che nel frattempo è diventato ancor più forte se possibile, cerchiamo di tranquillizzare la CucciolaGrande, mentre quello ( con tutte le buone intenzioni possibili, per carità) le diceva che era ridicola ( ma come ti permetti maschiodeficiente?) nell'avere paura di una punta così piccola. Insomma, il prelievo è stato fatto, ma io quello lo stendo se ne ho l'occasione! Era pure un piccolo uomo di poca altezza. Insomma, prelievo fatto per 2/3, con qualche intoppo, per così dire.
Devo recarmi in un ufficio, la super mega colazione tra donne la faremo lì. Parcheggiamo, stavolta in un parcheggio, e ci rechiamo al bar. Chiamiamo tre cappuccini con tre brioches.
Io non riesco quasi a muovere la testa, spero che mangiando sto mal di testa tremendo mi passi. Prendo anche un Oki, per non sbagliarmi. Mentre ci servono al colazione, veniamo raggiunte da un'amica e una sua collega. Cerco di distrarre la QuasiMaggiorenne, che invece scoppia a piangere nuovamente. Impercettibilmente l'Oki fa effetto, e riesco persino a ridere con loro, ma devo tenermi al testa.
Finito l'attimo caffè, loro devono rientrare e quindi noi ci rechiamo presso l'ufficio a consegnare le ultime carte. Tutto ok. Tornando a casa mi fermo al distretto e faccio controllare i codici con cui dovrebbero essere segnati i figli a carico. Quattro su quattro. Bene. Il classico errore di non si sa cosa e non si sa chi. Non ci resta che andare dal medico lunedì e rifare le analisi. Per il resto, la giornata è passata più o meno bene, con il mio mal di testa sempre presente.
Da questa giornata ho capito che : 
1. mai fidarsi dei sistemi informatici, meglio chiedere 10 volte 
2. ALCUNI uomini sono SPESSO inopportuni e insensibili, anche se animati dalle migliori intenzioni (viva le donne, ohhh yeahhh!) 
3. un Oki non è sufficiente, meglio prenderne due. 
4. amo le mie figlie, sono orgogliosa di loro. ( scontato, ovvio. Forse, ma ogni tanto è meglio ricordarlo, per prima a me stessa, e poi a loro)




(testo di Vasco Rossi, musica di Simone Tomassini)
Ci sono dei giorni che la vita mi sembra brutta
ci sono dei giorni che la vita mi sembra bella
ma chissà quali sono quelli giusti…
Ci sono dei giorni che è più bello
sognare di vivere… che vivere
ci sono dei giorni che è più bello
vivere per vivere…
che sognare sognare per niente
sono i giorni dei sogni più belli
ci sono dei giorni migliori
ci sono quelli peggiori
ma quali sogni saranno i giorni nuovi
quelli che vedi sul muro dei ricordi adesso
Ci sono dei giorni
che meglio sarebbe l’inferno eterno
ci sono dei giorni d’inverno
che non sono buoni
e che alla fine alla fine
e che invece alla fine vengon fuori
Ci sono giorni migliori
ci sono quelli peggiori
ma sono i giorni che rimangono così
e sono quelli che non passano da qui adesso adesso

Ci sono giorni migliori
ci sono quelli peggiori
ma quali saranno i giorni nuovi
quelli che vedi sul muro dei ricordi adesso adesso
ci sono giorni adesso


venerdì 4 luglio 2014

I miei sogni, nei fatti di altri

Premetto che non provo rabbia, nemmeno rancore.
Invidia, forse, ma sana, benevola, se potete capirmi.
Tutto quello che avevo sognato, progettato per la mia casa in questo momento è arenato in un limbo senza fine apparente. Ogni cosa che avevo pensato di fare, la stanno facendo i miei cognatini. Parlo del giardino, ad esempio. L'angolo protetto da un tetto, dove sistemare un lavandino, una griglia, un bel tavolo per tutti gli amici che avrei invitato.
Il prato ben curato, i fiori, le piante.
Poi dentro casa, tutto al proprio posto, e se caso mai un posto non c'è ancora, almeno c'è un progetto comune, di coppia, per trovare una soluzione.
Ok, sono appena sposati.Ok, sono più felici e attirano solo cose belle. Ok, ok, ok.
Non devo guardare queste cose, no.

Io mi ritrovo a un punto morto. Di nuovo.
Il mio giardino? Il mio giardino è un ammasso di ghiaione con una rampa piena di erbacce, che avrebbe dovuto sparire ancora lo scorso autunno. Ho comprato qualche piantina da mettere tra i massi del cavedio. Piccoli angoli che lasciano immaginare quello che potrà essere.
Il tutto chiuso ancora dalle reti del cantiere. Le erbacce crescono copiosamente, alte, enormi. La pioggia molto forte caduta nei giorni scorsi ha smosso ancora le pietre e la terra, coprendo i fiori e non solo, cambiando persino fisionomia al muro di massi. Non si muovono i massi, non c'è pericolo. Ma si muove tutto il resto perchè non ci sono erba curata e piante e fiori che trattengano il terreno che è messo tra i massi.
Il mio sogno di giardino romantico con rose e lavanda è solo spostato, lo so.
Ma non posso che sospirare amaramente nel cercare di salvare il salvabile, nel curare le piccole tenere piantine che ho insistito nel piantare, nel tenere il più possibile curato quello che vedo fuori dalle finestre e mentre mi godo il (poco) sole che questa estate ci regala, leggendo libri sulla mia sdraio sgangherata sulla mia terrazza di cemento.
Non posso che sospirare guardando le mia cucina che a oggi è incompleta.
Non posso che sospirare amaramente guardando le tristissime lampadine che scendono dai soffitti, e ricordare il progetto di luci che avevo in mente.
Odio vedere gli interruttori glabri di placche che avevo accuratamente scelto, ma che non ho ancora mai potuto comprare.
E guardo tutto il resto....
No, non sto affatto bene.
No, non so più reagire a queste cose.
No...

Ho cominciato a pensare seriamente di essere una persona cattiva e in quanto tale non essere meritevole di vedere realizzati i miei sogni.
Sì...sono patetica
Sì...

Non metto foto... non voglio ricordare nulla di questo periodo, SE e QUANDO sarà finito.
Vivere in questo modo, non è impossibile. La casa è agibile, abbiamo bagni perfettamente funzionanti, la cucina sarebbe perfetta se ci fosse la panca e non mancassero le sedie ( ne abbiamo 4 e siamo in 6: l'Ikea supplisce perfettamente) e non apparisse tutto così incompleto, così impreciso.
Vedo i progressi degli altri, vedo che le mie idee sono anche le loro. Io però sono ferma. Immobile. Cosa posso fare?
Avevo un gratta&vinci preso in viaggio. Avevo vinto 5.00€. Ho atteso fino a oggi per cambiarlo. Ci ho provato. Non ho vinto nulla.
QUANDO e SE finirà questo periodo nero, non lo so. Ma so che questo non è assolutamente il mio sogno di vita, quello per cui ho amato, ho provato, ho lavorato, ho perso il sonno e anche la salute.
Oggi ho un grandissimo mal di testa.
Forse anche per questo vedo tutto più nero.

Vorrei saper scrivere di nuovo cose belle, divertenti. Fare foto perchè quello che vedo mi entusiasma, mi regala gioia e serenità.
Invece mi vedo sempre più nera, scendere in un baratro di malinconia, di lagnamenti negativi. Vorrei la mia casa piena di cose mie, invece la sento e la vedo sempre più impersonale e "non mia".
Io lo desidero con tutta me stessa. Ma evidentemente non deve essere così....
Oltre a tutto ciò, sono sempre più lontana anche da chi dovrebbe sostenermi e incoraggiarmi.
Siamo arrivati per l'ennesima volta a sentirci estranei, a sopportarci a malapena, a non avere più nulla da dire, a non condividere progetti e visioni.
Almeno, per me è così.
E non mi resta che sospirare e sperare nel domani, quello vero.
Quello che mi farà pensare che doveva andare così, come mi ha detto un'amica ieri pomeriggio, raggiante, parlandomi del suo nuovo amore, dopo essere stata abbandonata dal marito nel peggiore dei momenti, lasciandola la sera di Natale con due figlie da consolare, con un post-it sulla porta di casa.
Perchè la ruota gira. Vero?
L'amore genera amore. Vero?
Il denaro non dà la felicità. Vero?

Non lo so nemmeno  se ci sarò domani. Ma non voglio lasciare rimpianti. Io voglio solo raccontare di sogni realizzati, sudati magari, ma vissuti e non rimasti nel cassetto ad ammuffire. Voglio lasciare ai miei figli la serenità che ho sempre desiderato per loro.
Ho pensato ad un certo punto, che il mio errore è stato quello di dover essere più azzardata, e vivere di più come mi suggeriva il mio istinto, il mio egoismo.
Invece vivo secondo le regole. E mi par di soccombere.

Domani, è un altro giorno. VERO?