venerdì 4 luglio 2014

I miei sogni, nei fatti di altri

Premetto che non provo rabbia, nemmeno rancore.
Invidia, forse, ma sana, benevola, se potete capirmi.
Tutto quello che avevo sognato, progettato per la mia casa in questo momento è arenato in un limbo senza fine apparente. Ogni cosa che avevo pensato di fare, la stanno facendo i miei cognatini. Parlo del giardino, ad esempio. L'angolo protetto da un tetto, dove sistemare un lavandino, una griglia, un bel tavolo per tutti gli amici che avrei invitato.
Il prato ben curato, i fiori, le piante.
Poi dentro casa, tutto al proprio posto, e se caso mai un posto non c'è ancora, almeno c'è un progetto comune, di coppia, per trovare una soluzione.
Ok, sono appena sposati.Ok, sono più felici e attirano solo cose belle. Ok, ok, ok.
Non devo guardare queste cose, no.

Io mi ritrovo a un punto morto. Di nuovo.
Il mio giardino? Il mio giardino è un ammasso di ghiaione con una rampa piena di erbacce, che avrebbe dovuto sparire ancora lo scorso autunno. Ho comprato qualche piantina da mettere tra i massi del cavedio. Piccoli angoli che lasciano immaginare quello che potrà essere.
Il tutto chiuso ancora dalle reti del cantiere. Le erbacce crescono copiosamente, alte, enormi. La pioggia molto forte caduta nei giorni scorsi ha smosso ancora le pietre e la terra, coprendo i fiori e non solo, cambiando persino fisionomia al muro di massi. Non si muovono i massi, non c'è pericolo. Ma si muove tutto il resto perchè non ci sono erba curata e piante e fiori che trattengano il terreno che è messo tra i massi.
Il mio sogno di giardino romantico con rose e lavanda è solo spostato, lo so.
Ma non posso che sospirare amaramente nel cercare di salvare il salvabile, nel curare le piccole tenere piantine che ho insistito nel piantare, nel tenere il più possibile curato quello che vedo fuori dalle finestre e mentre mi godo il (poco) sole che questa estate ci regala, leggendo libri sulla mia sdraio sgangherata sulla mia terrazza di cemento.
Non posso che sospirare guardando le mia cucina che a oggi è incompleta.
Non posso che sospirare amaramente guardando le tristissime lampadine che scendono dai soffitti, e ricordare il progetto di luci che avevo in mente.
Odio vedere gli interruttori glabri di placche che avevo accuratamente scelto, ma che non ho ancora mai potuto comprare.
E guardo tutto il resto....
No, non sto affatto bene.
No, non so più reagire a queste cose.
No...

Ho cominciato a pensare seriamente di essere una persona cattiva e in quanto tale non essere meritevole di vedere realizzati i miei sogni.
Sì...sono patetica
Sì...

Non metto foto... non voglio ricordare nulla di questo periodo, SE e QUANDO sarà finito.
Vivere in questo modo, non è impossibile. La casa è agibile, abbiamo bagni perfettamente funzionanti, la cucina sarebbe perfetta se ci fosse la panca e non mancassero le sedie ( ne abbiamo 4 e siamo in 6: l'Ikea supplisce perfettamente) e non apparisse tutto così incompleto, così impreciso.
Vedo i progressi degli altri, vedo che le mie idee sono anche le loro. Io però sono ferma. Immobile. Cosa posso fare?
Avevo un gratta&vinci preso in viaggio. Avevo vinto 5.00€. Ho atteso fino a oggi per cambiarlo. Ci ho provato. Non ho vinto nulla.
QUANDO e SE finirà questo periodo nero, non lo so. Ma so che questo non è assolutamente il mio sogno di vita, quello per cui ho amato, ho provato, ho lavorato, ho perso il sonno e anche la salute.
Oggi ho un grandissimo mal di testa.
Forse anche per questo vedo tutto più nero.

Vorrei saper scrivere di nuovo cose belle, divertenti. Fare foto perchè quello che vedo mi entusiasma, mi regala gioia e serenità.
Invece mi vedo sempre più nera, scendere in un baratro di malinconia, di lagnamenti negativi. Vorrei la mia casa piena di cose mie, invece la sento e la vedo sempre più impersonale e "non mia".
Io lo desidero con tutta me stessa. Ma evidentemente non deve essere così....
Oltre a tutto ciò, sono sempre più lontana anche da chi dovrebbe sostenermi e incoraggiarmi.
Siamo arrivati per l'ennesima volta a sentirci estranei, a sopportarci a malapena, a non avere più nulla da dire, a non condividere progetti e visioni.
Almeno, per me è così.
E non mi resta che sospirare e sperare nel domani, quello vero.
Quello che mi farà pensare che doveva andare così, come mi ha detto un'amica ieri pomeriggio, raggiante, parlandomi del suo nuovo amore, dopo essere stata abbandonata dal marito nel peggiore dei momenti, lasciandola la sera di Natale con due figlie da consolare, con un post-it sulla porta di casa.
Perchè la ruota gira. Vero?
L'amore genera amore. Vero?
Il denaro non dà la felicità. Vero?

Non lo so nemmeno  se ci sarò domani. Ma non voglio lasciare rimpianti. Io voglio solo raccontare di sogni realizzati, sudati magari, ma vissuti e non rimasti nel cassetto ad ammuffire. Voglio lasciare ai miei figli la serenità che ho sempre desiderato per loro.
Ho pensato ad un certo punto, che il mio errore è stato quello di dover essere più azzardata, e vivere di più come mi suggeriva il mio istinto, il mio egoismo.
Invece vivo secondo le regole. E mi par di soccombere.

Domani, è un altro giorno. VERO?






1 commento:

  1. domani è un altro giorno e non è detto che sia quello giusto. magari sarà dopodomani o è stato ieri e non ce ne siamo accorte. i giorni passano, magari sembrano uguali ma non lo sono. non crearti aspettative, producono solo ansia, ciò che verrà verrà comunque. <3

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