giovedì 16 luglio 2015

SONO QUI ORA

http://unatrentinaineppan.com/

é da sistemare
spero non sparisca come è successo per ben due volte

ma io mi sposto sullo spazio MIO!

venite a trovarmi!


sabato 11 luglio 2015

Trilogia

Li ho letti a rovescio
                                                                               
Prima: 
 Infine: 
Poi:   



Direi come spesso accade nella mia vita, tutto come "deve avvenire".
Una trilogia affascinante, come il film con Johnny Depp, visto e rivisto. Ma poi è arrivato il libro, che è ancora più magico. Riesci a appagarti di cioccolata, senza mangiarla. Riesci a sentirne il profumo, assaporarne l'aroma. I colori ti inebriano. I personaggi sono normalmente magici, unici e realmente intriganti.
Li ho letti alla rinfusa, ma me li sono goduti tutti e tre, intervallandoli con altre letture.
Ho aspettato a scrivere perchè volevo il quadro completo. Lascia sempre sperare in una buona fine.
Mi ha fatto piacere persino il vento (poco), che ho incomiciato a osservare, da dove arriva, l'intesità, il suo profumo, la sua temperatura, la sua voce.
Ora inizierò a leggere un altro libro di Joanne Harris, perchè è vero, se non ci fosse, bisognerebbe inventarla.
Chissà che non riesca a riprendere il sogno del mio libro....

martedì 7 luglio 2015

Kintusgi....ad avercelo l'oro con cui colmare le crepe

Il risveglio è il momento della speranza.
Guardi fuori, il sole sta già scaldando questo luglio torrido.
Ti giri, senti respirare, quasi russare chi ti sta accanto.
Guardi i giornali online, i social, rileggi messaggi. E pensi.
Fa caldo. E' bello il caldo, di solito. E ricordi.
Ricordi estati dove il caldo teneva svegli e si sapeva come passare il tempo. Si sapeva, eccome.....
E poi arrivano estati come questa.
Dove i cocci da raccogliere sono tanti. Alcuni li perdi. Devi tornare indietro, cercarli, altrimenti li puzzle di te stessa non riesce. Rimangono buchi incolmabili. Da dove esce l'essenza di quello che eri.
Ogni giorno ti svegli, ti alzi, ti guardi allo specchio...e gli occhi sono sempre più stanchi e vuoti.
Anche ora, andresti a dormire. Cancelleresti gli ultimi anni, quelli più faticosi, quelli più ingrati, quelli dove ti sei sentita più vuota e sola.
Torneresti indietro. A quell'estate. E scapperesti. Con il vento, che poco sopporti. Ma che forse di avrebbe portato lontano. Lontano e non saresti arrivata qui. Non avresti sviluppato questa sensibilità, questa attenzione, questa finestra aperta dove tutti entrano, dove tutti usano e frugano, dove tutti sono liberi di stracciare la tua anima, schiacciare il tuo cuore, polverizzare i polmoni.
Se il vento ti avesse portato lontano, non lo ameresti, forse, invece di mal sopportarlo, come ora?
Forse saresti stata più furba. Avresti sviluppato un sano egoismo. Forse...
e nonostante siano le 10.30 del mattino, stai crollando dal sonno. Vorresti appoggiare la testa e dormire a lungo. Svegliarti solo dopo. Dopo che tutti i pezzi si sono ripozionati perfertamente.
Vorresti solo sapere usare la tecnica del KINTSUGI
Saresti preziosissima.
Saresti unica.
Invece sei solo una delle tante...
Certo," impossibile da dimenticare, ma difficile da ricordare...."!
Una che può essere usata, tradita, e messa da parte. Tanto lo sanno tutti che barcolli, ma non molli.
Tanto al mattino di un martedì di un caldo luglio, loro dormono. Si svegliano. Escono.
Il loro sguardo nemmeno ti nota. Non notano le domande che ti assillano. Le incertezze che ti tolgono il terreno da sotto i piedi. Non vedono che il tuo respiro è labile, inconsistente, inefficace.
E poi ti alzi, Fa caldo. Un tempo sapevi come occupare il tempo, come iniziare bene la giornata. Era un gioco da fare assieme. Ora il giocattolo è stato usato da altri. E' stato rotto da altri. E tu...ti alzi, ti guardi allo specchio, non ti riconosci, Non riconosci più i tuoi punti cardinali.
Se avessi l'oro necessario lo useresti per richiudere le crepe, ma le tue mani sono vuote.
Come tutto quello che hai fatto e tentato di fare. Sembra che tutte le strade imboccate, tutte le porte che hai aperto, tutte le scelte operate, portino solo e solamente ai mille a più cocci di te stessa.
La tua stessa CONDIZIONE è il risultato di tutto ciò.
E' martedì, di inizio luglio, caldo, caldissimo.
Sudi, ma dentro sei morta.
E aspetti la sera. Forse la sera ti è dato di vedere meglio e raccogliere i cocci di te stessa....




mercoledì 1 luglio 2015

LUGLIO, altro capitolo, nuovo inizio?

In ogni momento di cambiamento della mia vita è subentrata una canzone come una colonna sonora.
Di solito era allegra e da cantare a squarciagola, tipo "La canzone del Sole" di Lucio Battisti o "Il tempo di Morire" . Un' ultima canzone, nel 2005-2006 è stata "Le donne lo sanno" di Ligabue.
E' iniziato il mese di luglio, chiudendo un mese di giugno da dimenticare, almento per l'ultima settimana.Inizio, appunto. Come se si potesse voltare pagina del libro della propria vita e chiudere un capitolo amaro, triste, doloroso e iniziare un capitolo di rinascita. Per questo ieri ho iniziato a "cercare" la mia canzone di rinascita.
Forse sbaglierò. La canzone arriva da sola, al momento opportuno. Intanto il dolore che causa la mia CONDIZIONE si è acutizzato. E' evidente.
Io sono arrabbiata. Io sono delusa. Io sono ferita. Ma sono fiera di me stessa e lo voglio urlare al mondo. Luglio è arrivato. Con il suo caldo. Con il sole. Con l'anticiclone bollente.
Ho fatto un incubo stanotte. Mi sono addormantata con la tua mano nella mia.
Scene romantiche. Baci, Carezze. e poi....sul più bello, la porta si apre, entra una figura deformata, scusa in volto, con in testa dei ciuffi imbarazzanti, con la voce stridula, le vesti sono sporche e puzzolenti. Uno zombie, o forse una strega cattiva, quelle delle favole, con le unghie lunche e sporche. La nostra stanza si trasforma. Diventa l'interno del nostro Multivan e SBAAAMM. Tutto finisce. Si fa freddo, buio. Io rannicchiata sul sedile del Multivan che è un anno che non abbiamo più.
E mi sveglio sudata con il respiro corto, lontana da te e da tutto. Mi domando quando finiranno questi incubi.
La mia CONDIZIONE è peggiorata stamattina. Sto cercando la Canzone del mio ennesimo riscatto. La sto aspettando. Per non avere più incubi. Per poter riguardare i miei occhi allo specchio e vederli brillare. Ora sono grigi, tristi. Poter cantare. Poter sorridere. Poter credere di nuovo.

Mi hanno appena comunciato che il mio sito, quello per cui ho pagato, e che ha avuto un sacco di problemi, ora dovrebbe funzionare. Spero possa essere un segno.
Un segno di sblocco. Come la riflessione della mia amica, quella più antica, quella che siamo nate insieme. Nessuna rinascita può avvenire su una bugia, su una corruzione, su un cancro che mina la salute e la vita.
Forse è proprio così. Pulizia e chiarezza.
Ma io voglio tornare a cantare. Voglio la MIA canzone di questa rinascita. Ti aspetto mia cara. e sarai meravigliosa, lo so.

sabato 27 giugno 2015

METAFORE

Mi è stato donato un giardino. Me ne sono presa cura fin da subito dato che me ne innamorai all'istante. Era incolto. Pieno di erbacce e piante infestanti. Ma aveva del carattere, aveva un'aurea che prometteva bene.
L'ho ripulito. Ho piantato fiori e seminato l'erba. Ho innaffiato e concimato con cura e gioivo ad ogni miglioramento.
Poi è arrivato l'uragano ROB1. Devastazione. Il giardino era distrutto. La forza dell'uragano aveva scavato una trincea, da cui è emerso un masso di quarzo trasparente, con venature bianche che al sole brillano come un diamante. Con dolore e fatica ho sistemato. Ho salvato il salvabile. Ho aggiunto altri fiori. Seminato l'erba e piantato un Ulivo accanto al masso di Quarzo.
Intanto ho concimato e innaffiato con cura. Ogni tanto arriva qualche temporale, ma il peggio che fa è ammosciare i fiori che si riprendono al primo sole.
L'inverno in questo giardino è quasi magico. La neve lo copre, il silenzio è pieno, il bianco è dominante. Tutto è in attesa, dormiente. E poi arrivano i bucaneve e la primavera sboccia e l'estate riempie le piante di fiori e frutti, diventa riparo dalla calura. Il giardino era bello, ma non era perfetto. mancava sempre di qualcosa, Cercavo di capire cosa fosse, aggiungendo nel corso degli anni piante e fiori, curando ogni dettaglio. Lo amavo, lo curavo, riprendevo le piante ribelli potandole. Passano gli anni. Come accade spesso, ci si abitua ai difetti che talvolta diventano dei pregi, delle peculiarità e il giardino aveva il suo carattere, la propria dignità e le rose fiorivano. Passa l'ultimo inverno, iniziano i lavori di ripristino del giardino.Con fatica, ma c'era qualcosa di positivo nell'aria. Indefinito. Un sorriso, un impegno comune, una speranza. Il giardino stava per rinascere dopo la dormita di un un lungo inverno.
E infine, quando l'erba e i fiori stavano per fare capolino dopo i ghiacci invernali è capitato quello che nessuno vorrebbe mai capitasse al proprio giardino. E' arrivato un altro uragano. Molto più potente e devastante del primo. L'hanno chiamato ELV1, sembra che sia ispirato a una leggenda che parla di una persona talmente meschina e disumana che quando il suo agire ha colpito tutti i suoi cari, uccidendoli, non gli sia rimasto altro che scappare in un eremo lontano a espiare le proprie colpe, finendo col morire di stenti.
L'uragano ELV1 ha distrutto tutto. Ucciso tutti i fiori, scavato solchi profondi come un uomo nel prato, portandosi via tutto, terra, persino il magnifico masso di quarzo, le piante spezzate e tritate dalla sua forza devastante. Non resta nulla.
Nemmeno i ricordi riescono a cancellare le immagini di devastazione.
Ho bisogno di tempo. Ho bisogno di molto tempo e energie per ripristinare il mio giradino e renderlo tale, che rappresenti la vita e per il quale possa ancora provare l'amore che provai fin dal primo momento.
Non so se ci riuscirò e nemmeno quanto tempo mi serva.
Le ferite devono cicatrizzare. Devo trovare i fiori giusti, le piante migliori. E aspettare che l'erba ricresca e copra i graffi lasciati dall'uragano ELV1.
Ci impiegherò molto tempo. Penso che questa estate sia perduta per ora, Nessun raccolto, nessun fiore da ammirare. Solo l'amaro delle ferite. Diverranno cicatrici, poi l'erba e la vegetazione le copriranno. Pochi o nessuno le noteranno. Ma la luce dei miei occhi si è spenta vedendo quella devastazione.
Sembra che io non possa esserlo. Anche se ognuno ha il diritto di essere felice. Ma sembra che io debba non esserlo.

martedì 23 giugno 2015

Ferite

Nel bel mezzo di un momento intimo, famigliare, ecco arrivare un fulmine a ciel sereno.
E di nuovo torna tutto grigio, pesante. Il vento soffia, dirsordina tutto, i capelli, gli oggetti, le idee, i basamenti su cui costruisci i tuoi perchè.
Ci sono persone che entrano nelle famiglia altrui, per fare male, per invidia, per gelosia, per megalomania. E continuano e tornano e ritornano.Le bugie sono quelle più dolorose, che scavano nelle ferite, le infettano, le imputridiscono. 
Le bugie. Le mezze verità insinuano i dubbi.
E il respiro si accorcia, sul petto un macigno. La nausea. Tutto sempre lontano, girare a rallentatore.
Guardi l'erba del prato che cresce e non gioisci. Il ghiaccio ti chiude la bocca. Ti annoda la gola.
E guardi intorno. Cerchi i punti cardinali che sorregogno il tuo mondo.
Non ci sono.
Ci sono persone che sono nate per fare male.
Ci sono persone nate per venire ferite da queste persone.
Il perdono?
Non so se c'è.
Il dolore, la sfiducia sono troppo immensi per capire se si è in grado di andare avanti.
Ti svegli ogni giorno. Annaffi i fiori e il prato. L'erba cresce. Ma la bestia è semrpe lì, come un cancro silenzioso. Se ne esce ogni tanto, tanto per rovinare i momenti migliori. 
Tanto per continaure a fare male, tanto per continuare a ricordarti che lei è  lì. 


giovedì 18 giugno 2015

Cadi. Ti rialzi. Ricominci.Ma non basta mai.

Non so da che parte iniziare
Vedo le cose, le vedo chiare. Come la casa. Il lavoro. Vedo tutto. Sono certa che tutto sarà perfetto.
...e poi...
mille difficoltà, mille batoste. Cadi. Ti rialzi. Ricominci.
Mille volte.
Ma la casa è ancora un mezzo cantiere
Il mio libro è nell'angolo, aspettando la vena ironica che di solito mi contraddistingue.
Il lavoro... finalmente pare che si faccia sul serio e SBAMMM!!!!
Avvocati e commercialisti sconsigliano qui, suggeriscono l'esatto contrario di quello che stai facendo. Perchè è così che VOGLIO VIVERE e LAVORARE. Incitano a chiedere aiuto qui e lì. Così non sei mai adulto, sei sempre in stato di bisogno. C'è chi lo offre l'aiuto. C'è chi ti offre persino la soluzione quasi perfetta. Ma no... c'è sempre un ostacolo, una porta che ti sbatte sul muro, una montagna da scalare.
Cadi. Ti rialzi. Ricominci.
Ma non basta mai.
Non sapete quanti mi dicono che sono forte,che sono unica, che ho mille e una risorsa, che sono disponibile, intelligente e che risolverò tutti i problemi.
Ma non basta mai.Cadi. Ti rialzi. Ricominci.
Ricomicio acciaccata, delusa, ferita, impaurita, spaesata.
Spesso metto in dubbio tutto. La visione iniziale. Il mio intuito. Il mio essere.
Mi sento sola. Devo sempre chiedere aiuto a qualcuno e devo sdebitarmi e so che sarà impossibile. O quasi.
Non so cosa altro dire.
Non so più da che parte girarmi.
Voglio solo vivere sulle mie gambe.
Come una vera adulta.
C'è chi mi dice: ma cosa significano, secondo te, tutti questi "imprevisti"?
Insinuando il dubbio che tutto quello che "vedo" è scorretto. Impraticabile. Insostenibile.
E mi assalgono immagini terribili: vivrò mendicando.
Che non pagherò i debiti, che ricadranno sui miei figli, sui miei cari. Scene apocatillittiche. Che però non sento "mie" come le mie visioni. Ma mi tolgono il terreno sotto i piedi. Mi impediscono di respirare. Mi impediscono di "vedere chiaramente".
Resta una spossatezza immensa. Dormirei tutto il giorno.
Fuga dalla realtà, semplicemente.
Lunedì scorso un temporale ha fatto riversare nel mio giardino, in cui stava crescendo l'erba e i fiori stavano ambientandosi bene, tutta la ghiaia delal stradina che porta la maso sopra casa nostra. Ha distrutto settimane, mesi di lavoro.
Questo è un esempio.
Certo, si sistema. si pulisce. Si riordina. Ma i segni restano.
E i miei occhi guardano quelle ciatrici con tristezza.
Il mio cuore si gonfia di pesante dolore.
Questa stradina, frana da tre anni a questa paret a ogni temporale un pochino più forte. I proprietari la sistemano. Ma il disastro continua.
Dovrebbero fare lavori "diversi". Ora hanno promesso che li faranno, ma intanto per tre estati, fango e ghiaia sono caduti nel cavedio, rendendo il passaggio davanti alle stanze dei ragazzi una specie di fangoso buco sporco.
I prossimi giorni saranno piovosi, forse non troppo.
Questo è l'esempio di quello che dicevo all'inizio. NON SO PIU' COSA FARE.
Devo lasciare che sia? Che la pioggia distrugga tutto?
Che le mille problematiche supposte mi blocchino la mia voglia id fare impresa con mio marito e ripagare, così, i debiti?

Sono giù di corda.
e non serve a nulla scrivere, o parlare.
questa è una di quelle sere dove è meglio prendere qulache goccia di EN e sperare di dormire a fondo, fino a domani.





lunedì 8 giugno 2015

Piove. Anzi di più. "L'ALTRA SETE"

Stanotte tuoni e fulmini. Saette e grandine. E un fiume di fango, ciottoli, sassi e pietre è sceso dal Maso e si è riversato nel cavedio, distruggendo il mio giardino tra le pietre.
Davanti, l'erbetta stava crescendo a fatica. Il caldo torrido ha bruciato tanti semi. Alcuni sono riusciti a sopravvivere. Li bagnavo con amore tre o quattro volte al giorno. E stanotte il temporale si è portato via tutto.
Ieri ho finito il libro che mi ha regalato un'amica per il mio compleanno. Una sorpresa.
Ero con il mio tennista, a San Candido. Il libro era con me. Ho iniziato a leggere. Lentamente. Il sole della Pusteria mi scalda.
Io leggo lentamente.
Ogni passaggio esce o entra nel mio DNA.
Pensieri parole azioni. Paralleli . Specchiati.
L'amaro in bocca nello scoprire il marcio. L'ironia nera. 
Cig ronf. Cig ronf. 
La seggiovia scandisce il tempo. 
Cig ronf. Cig ronf. Sale in alto. 
Puf pong panf. Le racchette colpiscono le palline gialle. Le fanno volare. Rasoterra. In alto. Contro il cielo.
Puf panf pong. Panf pong. Pong paf. Cig ronf. Puf panf pong. Come piccoli grandi soli. Puf panf pong. Pong paf. 
Le parole seguono i pensieri. Il battito del cuore segue i pensieri. Il respiro segue il cuore che segue i pensieri. Il cervello gira rigira le frasi. I passaggi. I dolori che portano a questa Condizione. Ma io leggo piano. Lentamente. Non tutti i giorni. Il mio sangue non assomiglia alla seggiovia. Deve assimilare piano. Alla cima. Alla soluzione. Alla via maestra ci arrivo piano. Col respiro lento. Con il cuore leggero. Altrimenti tutto implode. Ma io leggo e come la seggiovia sale e i tennisti giocano e uno di loro vince. Spero vinca il mio tennista. Mentre io non lo guardo e leggo. E il sole mi scalda.
Vado avanti.
Leggo più veloce di quanto pensassi. Sono ai carciofi. I carciofi mi ricordano una cena, un saluto, tante risate, tante. Ma poi, pochi giorni dopo la morte. L'ultimo saluto. Sono ai carciofi. Sono a quando Alice dorme insieme a sua madre.
Mi prende la voglia di scrivere: ogni pensiero potrebbe essere il mio. Ogni immagine che salta fuori dalla lettura. Ogni supposizione. Ma qual è il mio dolore? Quando arriva l'ammissione di questa Condizione? La sua intendo. La mia, forse la conosco.
Sono protetta da un tetto di sottili bambù. Mentre dietro il monte sale una nuvola di panna montata e rulla un tuono burlone. 
Cig ronf. Cig ronf. Panf pong puf. Cig cig cig. Panf pong. Puf pong . 
Palline gialle e seggiovia. Aria rigenerante . Sole cangiante. Cielo trasparente.
ual è il dolore scatenante? Forse lo so. E allora abbasso lo sguardo. Ripenso al 2 maggio di 10 anni fa. Al vuoto sotto i piedi. E a tutto il resto. Ma sono qui. Siamo qui.
Se non lo fossi, cosa cambierebbe? Cosa sarebbe andato diversamente in questi 10 anni? Non lo saprò mai. 
E forse non è nemmeno questo il mio dolore. Forse è qualcosa di atavico. Di uterino. Di lontano. Di come mi sono sempre sentita fin da piccola. Mai abbastanza. Mai approvata. Che voglia di scrivere. Tirare fuori.
Scolpire il marmo bianco fino a far uscire l'opera d'arte. Togliere l'inutile. Eliminare il superfluo. Ma io faccio fatica a buttare un Tempo usato. Come si fa ad eliminare sentimenti, immagini, rifiuti, superficialità, banalità. Un Tempo usato, pieno di muco. Contro una vita alla ricerca di essere all'altezza.
Quanto tempo ci vuole? Quanti Tempo ci vogliono?

E di notte arriva il temporale che devasta il mio giardino. Che anticipa l’uragano che colpirà il mio giardino tra qualche giorno….


giovedì 4 giugno 2015

TANTE COSE

Tante cose stanno accadendo nella mia vita. Nella nostra vita.
Ho cambiato piattaforma, e il mio blog è stato bolccato o cancellato per errore due volte. Ma poco importa. Il mio dominio è mio e tornerà a essere attivo a breve. Proprio per questo sono stata ferma e non ho scritto. Ci sono stati momenti che ne avevo una voglia matta!
Vi elenco le novità.

  • Lavoro: grandi novità, ma non ne parlo finchè non saranno ufficiali. Anche se le basi ci sono e si sono mossi grandi passi in questo senso.
  • Casa: la casa sta prendendo la forma che io le volevo dare. Il giardino che per me era una spina nel fianco sta assumendo la forma che per quest'anno è definitiva. 
  • Rapporti in famiglia: sereni. Costruttivi. Uniti.
  • Politica: sono stata eletta CONSIGLIERA nel mio comune. Prima volta che un partito di matrice italiana elegge due consiglieri. Prima volta che avremo il VICESINDACO italiano ( no, non io, altrimenti avrei scirtto VicesindacA) :-)
  • Libro: è fermo, in attesa di questo momento positivo, che saturi ogni mia cellula, mi entri nel DNA e lo modifichi per poter continuare a scrivere il mio capolavoro (scusate, ma se nemmeno io credo possa essere un capolavoro... che senso avrebbe scirvere un libro?)
Ecco. Una infarinatura di ciò che sta accadendo. Forse il mio continuo seminare sta portando i frutti sperati. Forse l'oroscopo ha ragione e questo sarà un anno di rinascita e positività. Forse è giunto il momento di riscuotere il dazio a tante delusioni e difficoltà.

Appena mi sarà possibile, appena mi sentirò posterò foto e pensieri. Appena sarà il momento.
Mi lascio guidare dal mio istinto. Che devo dire ha semrpe creduto in certe cose, anche quando tutto pareva urlare che fosse sbagliato. Quindi forza e coraggio.
Ora...vado a leggere un pochino, sulla mia sdraio, nel mio giardino.
A presto, non vi dimentico, non scordatemi.

domenica 29 marzo 2015

GIARDINERIA DEI BAMBINI 2015

Erano alcuni anni che non si partecipava. Quest'anno un grande ritorno.
Sole e caldo. Una miriade di bambini, una miriade di gente.
Due giorni di immersione totale.
Mi sono divertita e stancata tantissimo. Persino scottata la pelle: questo sole "fresco" è pericoloso.
Stancata, sì. Ma con leggerezza. Ho rivisto un sacco di persone che non vedevo da tanto tempo.
Fiori bellissimi ovunque. Colori tenui, colori cangianti, colori caldi. Ovunque.
E risate, e voci e gridolini dei bimbi.
Belle giornate.
Poi... su un piccolo pesco in fiore, un'ape...



...e due foto col cellulare....
Beh...che dire.... magia! Ecco, mi pare siano colori magici, luce magnifica, istante perfetto. Uh! Quanto mi piace!

E scusate l'immodestia...

giovedì 26 marzo 2015

120 chilometri

Dalle 07.36 di questa mattina, ho percorso 120 km, circa.
Andando e tornando 4 volte da casa a Bolzano.
Più un giro fino dal veterianario per Mirtilla, che ha un occhio gonfio da qualche giorno.
Ho guardato poco facebook.
Ho lavorato al Pc, poco, qual tanto che dovevo.
Poi su e giù, per questo o quel motivo, e ritorno, perchè stare fuori casa, o meglio fuori ufficio, non aveva senso.
Ho sentito la notizia terrificante del Co-pilota che ha causato l'incidente aereo sulle Alpi Francesi solo in tarda serata. Terribile, non ho parole, non so cosa pensare, non so cosa dire. Provo solo tanta tanta tristezza per tutte quelle vite spezzate.
Ho fatto ginnastica, mi sono scaricata per bene. Ho lavorato molto bene. Sono soddisfatta. Le mie maledette amatissime ginocchia hanno funzionato bene, dnadomi soddisfazione.
Ora sono le 23.08, sto aspettando la mezzanotte, per medicare l'occhio di Mirtilla.
Sto pensando a quante cose fatte oggi. Ai pensieri di futuro, alla voglai di fare, di rifare di ricomiciare che ho addosso. Alla soddisfazione di risultati della lista per le Elezioni Comunali 2015 qui ad Appiano. Siamo in 20.
Sto pensando che non ci si può fidare, ma nemmeno prenderla troppo sul personale.
Sto ripensando che mentre aspettavo mia figlia durante il suo esame, ho letto il libro e non sono andata su FB. La mia amica Manuela ne sarebbe contenta.
Sto pensando nuovamente che forse è rpoprio quello che vorrei: avere impegni per cui "muoversi", sentirsi attivi, essere attivi.
Perchè oggi è uno di quei giorni in cui ho fatto tanto, non tutto è riuscito come avrei voluto, ma i risultati sono eccellenti e soddisfacenti.
Sì... 120 km sono tanti, tutti fatti qui intorno. Ma il Movimento è vita.
E io ho bisogno di muovermi, per stare meglio.
Ecco. Il prossimo passo sarà trovare un' occupazione che mi permetta di muovermi, sistematicamente.
Gli occhi si chiudono, ma devo resistere. Medicare l'occhio di Mirtilla, e poi mi concederò il giusto riposo.

23.23 chiudo. Magari faccio un salto su FB. Tanto per aspettare la mezzanotte.



martedì 17 marzo 2015

INIZIARE DALLA FINE

Una tazza di cioccolato caldo, denso, profumato.
Un pizzico di cannella, oppure di peperoncio, o una scorza di arancio. L'anice stellato, o lo zenzero. Ecco cosa fa la differenza. Il massimo è con la panna montata. O forse no.
Il fatto è che mi piace. Punto.
E ho visto il film. E mi è piaciuto tanto. L'ho rivisto decine di volte, e sempre mi piace.
Sarà colpa del cioccolato.Che mi piace tanto tanto.
Sarà che racconta una storia di una donna forte, con una figlia, condita dalla magia, dal vento, dalle storie di tradizioni e novità che si fondono in un quadro della campagna francese.
Sarà per tutto questo. Ma Chocolat è e resta uno dei film che preferisco. Insieme a pochissimi altri.
Ero talmente presa dal film che non sapevo neppure che è tratto da un libro. Chocolat di Joanne Harris. Ma poi ho trovato il terzo libro della trilogia di cui non ero a conoscenza.
IL GIARDINO DELLE PESCHE E DELLE ROSE
e di nuovo di parla di profumi, di marmellata, di magia che si mischia al contrasti di civiltà e culture diverse, che si sovrappongono, si mescolano, si fondono e lei è sempre lei. Donna forte, ma semplice, che arriva la cuore delle persone e con poche azioni sistema le cose, quasi a ripulire una finestra impolverata, che una volta pulita, lascia vedere un paesaggio meraviglioso!
Ecco, inizio dal terzo, ma voglio leggere i primi due.
Forse passando dal secondo al primo. Oppure sarà quel che sarà. Mi lascerò stupire, saranno loro, i libri che mi troveranno, secondo le loro idee.
Ma leggerò, mi incanterò, sognerò, e ....riprenderò a scrivere il mio libro, lo condirò con profumi, lo renderò piacevole come la tazza di cioccolata calda, denso e profumato, con qualche spezia a renderlo più piccante, più corposo, più brillante.














Forse i sogni si destano dal letargo di questo lungo inverno....

domenica 1 marzo 2015

BENVENUTO MARZO!


E anche Febbraio se ne è andato, portandosi via le giornate corte, il vento, la neve ovunque tranne qui.
Marzo è arrivato.
Marzo porta la primavera.
Marzo le giornate sono lunghe.
Marzo che ora piove e tra due minuti esce il sole.
Marzo e il vento gelido dell'inverno si scalda
A marzo è nato il mio primogenito.
A marzo si festeggiano i papà.
A marzo si festeggia la giornata dedicata alla Donna, che ha preso una connotazione tanto vile quanto commerciale, ma che ha un significato così importante e profondo.
A marzo sento sempre un energia interna, come se un tulipano volesse uscire dalla terra fredda dell'inverno e scaldarsi al sole di marzo, caldo al punto giusto, come una carezza di una mamma.
A marzo viene subito in mente che il peggio è passato, che il freddo non sarà mai più il freddo che abbiamo sentito, almeno fino al prossimo dicembre.
A marzo i fiori dei boschi intorno a casa si colorano, di viola, di blu, di rosa, di giallo.
Qui vicino c'è un sentiero, chiamato Valle della Primavera, dove la passeggiata che unisce i laghi di Monticolo a quello di Caldaro, a causa della sua collocazione in una concache la protegge dai venti e essendo soleggiata, regala magnificenza e sorprese: primule, campanellini, bucaneve, pervinche, violette.




e poi come scordare la canzone di Lucio Battisti e Mogol?
I giardini di marzo - Lucio Battisti


A marzo regalo le mie speranze, archivio febbraio, difficile e troppo burlone e mi concentro su marzo.
Marzo porta su un tappeto di fiori e promesse, la voglia di vivere e io apro porte e finestre, per accogliere luce, profumi e aria di vita.
A marzo si tirano fuori le sdraio per mettersi a leggere un libro al sole tiepido, in terrazza.
A marzo rinascono le speranze di sogni gelati dal freddo inverno.
A marzo torniamo a vivere, insieme ai fiori dimenticati nella terra dallo scorso autunno.
A marzo gli uccellini cantano, e ti svegliano presto la mattina.
A marzo escono dal letargo piccoli e grandi.
A marzo posso dare solo il mio più sincero BENVENUTO, ti aspettavo!


venerdì 27 febbraio 2015

Irene Grandi - Un vento senza nome

A me il vento non piace. Mi piace la brezza, quella dell'alba. Ma in questa canzone il vento mi piace moltissimo. Se tornassi indietro mi lascerei prendere da questo vento. Ma non l'ho fatto. Sono qui, accetto la sfida, accetto la conseguenza. Ma quel vento senza nome potesse prendere altre e le facesse vivere una vita migliore, la vita che meritano, la vita che sognano. Il mio augurio a tutte le donne.
Il vento oggi ha portato con sé
Un racconto che parla di te 
Da quel giorno 
Che il cielo era viola 
Che eri seduta lì 
Non sei più tornata 
Sei stata di parola 
Non ti sei fermata 
Con il vento sei andata 
Via da te Via da qui 
Via da tutto quello che
Io ti vedo, ora sorridi così
Hai lasciato
E ti chiedi chi hai amato
Non sei più tornata
Sei stata di parola
Non ti sei voltata
Con il vento sei andata
Via da te
Via da qui
Via dalla notte infinita
Ed una mattina sei uscita
Non sei più tornata
Sei stata di parola
Non ti sei fermata
Con il vento sei volata via da quel che non è giusto
Questo vento non avrà padrone, non avrà governo
Questo vento senza nome attraverserà l'inverno
Via da qui
Via dalla notte infinita
Ed una mattina che sei uscita
E sei volata via
Nel vento

Intanto molto lontano da qui
Via da te



venerdì 20 febbraio 2015

Ciao Bellissima Mina. * 01.10.2014 + 20.02.2015

Pensavo che il peggio fosse far addormentare una gattina vecchia e malata.
Non il peggio è vedere una gattina di quattro mesi morire tra le tue braccia.
E' stata investita. Il corpo stranamente senza apparenti ferite, ma aveva tutte le ossa rotte.
Siamo disperate. Era mgnifica, con il suo colore grigio perla, che tigrava il pelo bianco
Ciao Mina, dolce fantastica micetta. Ci mancherai tanto.
Dove giacie il tuo corpicino, nasceranno tanti fiori bellissimi
INCANTO 



la sua ultima foto ieri sera, mentre dormiva la linguetta fuori


































 Il suo arrivo, il 20 dicembre, un viaggio di un'ora, dove lei è stata bravissima.


 il suo primo pranzetto in casa nostra



















le sue bevute, dall'innafiatoio, dall'acqua del pesce, dall'acqua corrente








Il suo tenermi compagnia in ufficio, il suo giocare con le carte della scrivania, il suo dormire, dietro la porta, sopra la panca, il suo guardare fuori dalla finestra e stare attenta ad ogni rumore.




























Stare vicine vicine...così ti aiuto.... <3





















E le dormite sul divano? chi se le scorda?







 vicine vicine, per la prima volta



 coccole dal grande vecchio

 A letto con la mamma





 I giochi, i primi passi sulla neve, le dormite nei posti impensati



















 Le sue impronte










 e poi lei, la sua amica del cuore, Martina. Quella con cui ha legato da sempre, che aspettava la sera per andare a dormire.




















Ci mancherai tanto, ci mancherai tanto.