sabato 31 gennaio 2015

Una risata per seppellire un anno da dimenticare

Un anno fa nevicava, era venerdì.
Un anno fa, in un cantiere mal segnalato lungo la strada, feci parechi danni alla mia macchina.
Un anno fa, mi feci aiutare da persone molto gentili. Ero e sono incapace di cambiare una gomma, e pensavo che i danni fossero questi. Invece il danno totale sfiora i 1900€. Una cifra che pesa molto sulla mia famiglia.
Un anno fa un'impresa incauta non segnalò un cantiere adeguatamente, e ho copie di verbali ufficiali che denunciano questo fatto, ma l'impresa non paga i danni.
In quanto donna sono stata accusata di fare la furba: ho percorso alcune decine di metri dal punto del cantiere e il momento in cui mi sono resa conto dle danno.
In quanto donna, mi sento accusare anche di questo.
Un anno fa accadeva, e sto attendendo da un anno che giustizia sia fatta.Ciò che chiedo è il pagamento del danno e di ogni spesa che ho dovuto subire per l'incuria di un'impresa che non ha fatto il proprio lavoro come si deve. Se fosse successo a una persona in bicicletta, cosa sarebbe potuto accadere? Qualcosa di molto grave! O forse anche questo verrebbe archiviato dall'imrpesa come persona incauta che viaggia in bicicletta, a prescindere dal genere?
Si sta concludendo un mese pesantissimo, come lo è stato tutto il 2014.
Oggi c'è il sole, ieri è nevicato, finalmente.
Come un anno fa mio marito non c'è: week end di sci al maschile.
Ma stasera io e le mie figlie andiamo al CABABOZ STABILE 50.
E concluedrò il mese con tante risate, e con ciò metterò una pietra sopra a un anno da seppellire.
Mi piego, piango, frigno, mi dispero. Ma non mi spezzo. E il sole che brilla sulla neve fa il suo lavoro nella mia anima!
Il SOLE SULLA NEVE DEL MIO GIARDINO 31.01.2015 ( F.to Erika Zomer)
Poco fa il Dodicesimo Presidente della Repubblica Italiana è stato eletto. Sergio Mattarella, un uomo che nel corso degli anni ha lottato contro la mafia, si è messo contro Berlusconi, ha annullato la Naja, ha fatto cose buone. In silenzio. Si è sentito poco parlare di lui, forse solo nel caso del famigerato Mattarellum si è parlato un pochino id più di lui.
Comunque il mio partito, si è finalmente compattato e unito. Dimostrazione che c'è del buono!
Resta l'amaro che ancora una volta le donne sono rimaste nell'angolo. Ci Lavoreremo, ci stiamo lavorando.
NON MORIRO' DEMOCRISTIANA, NON MORIRO' prima di vedere UNA DONNA AL VERTICE DELLE ISTITUZIONI. Dopo potrò andarmene. Sicura di aver contribuito a cambiare l'Italia! Lasciando alle mie figlie un paese per donne!

martedì 27 gennaio 2015

Ieri sera ho visto il film

Ieri sera ho visto il film " Storia di una ladra di libri", bello, triste, ma bello, con film che manda un messaggio comunicativamente semplice ma profondamente sentito. E ricco di speranza.
Vien voglia di leggerlo quel libro, che inizialmente si intitolava " La bambina che salvava i libri " di Markus Zusak. Ho tre libri sul comodino. Fermi, immobili, a raccogliere la polvere. So che mi torna la voglia di leggere, ma ora, cado solo in quel vortice che se posso agire sto meglio. Oggi è così.
Altrimenti passo giornate, ore, nottate tremende a cercare di trovare la soluzione a ogni male.Ma poi arrivano questi messaggi, questi film, questi libri. E ti pare di aver ancora una speranza. Oggi sarà così.
Ho fatto cose oggi. Niente, a pensarci. Qualche messaggio.Qualche mail. Qualche telefonata ben assestata. Qualche richiesta di aiuto, così da sistemare i misogeni maleducati (mi riferisco a un pezzo di letame in particolare, che parla malamente due lingue, che mi attacca perchè sa che io so, sa che io ho capito, sa che io lo guarderò sempre per quello che è: un ladro, approfittatore, opportunista....e qui mi fermo perchè ne avrei da dire sul suo arditissimo essere bastardo, quanto basta). Sono andata a ginnastica. Oggi è stato così.
Non so dove andremo, non lo so. Ma se ogni volta che mi pare che le nubi si stiano diradando, mi arriva un mazzata dietro l'altra, così da mettere in crisi tutto, famiglia, lavoro, progetti tutto, come faccio a fidarmi? Oggi non è così.
Non ho l'età di quella ragazzina, non vivo in un film. Mi dicono che non dovrei scrivere queste mie lagne. Ma poi penso che io sono ANCHE questo. Fingere che vada tutto bene e poi esplodere quando proprio non si dovrebbe, credo sia peggio. Oggi vien così.
La vita mi sta mettendo a dura prova, la salute, l'umore, la visione di un futuro che mi spaventa. Poi mi attivo e la giornata mi pare più facile, con qualche soddisfazione, con la speranza che si riaccende. Speranza di giustizia, speranza di risorgere, sparanza di farcela, da soli.
La ragazzina che abbandonata dalla mamma, che non sa leggere, che si ritrova in un contesto terribile, di guerra e leggi razziali, che alla fine vive a lungo, vive in pace, con gli occhioni grandi, spalancati sul mondo. Quella ragazzina, ieri sera, quella storia terribile, che mi ha fatto spander lacrime, mi ha riacceso la speranza. Oggi sarà così.
Domani non lo so come sarà, nemmeno tra cinque minuti so come andrà. So solo che volgio le cose chiare, rispettose di ogni parte, ma anche una rivalsa sulle ingiustizie del pesce piccolo che vien mangiato dal pesce grosso.
Ieri ho vagato in auto, pensavo, piangevo, e pensavo. Non vedevo, e nemmeno ora a dire il vero, vedo una via di uscita rapida. Ma tenersi legati a un Titanic che affonda, è un suicidio. Tenere rami secchi su radici ben salde, anzichè potarli, farà morire anche le radici. La via di uscita penso di saperla, ci vuole coraggio. Ma non sono io a doverlo avere. Parlo di mio marito, dei miei famigliari. Io faccio il mio, ma la loro parte devono farla loro. Io sbaglio a caricarmi di tutto. E a ridurmi a piangere disperata e patetica.
Sono forte, lo so. Sono una gran persona, una super donna, lo so. Faccio cose fatte bene, le faccio con il cuore. Le faccio perchè amo farlo, perchè sono io così. Oggi sono così.
Lo sono sempre così.

lunedì 26 gennaio 2015

Ho appena utilizzato Shazam per scoprire I Hear You Call di Bliss. http://shz.am/t20147861

sabato 24 gennaio 2015

Ho parlato troppo presto

Ieri avevo scritto che andava meglio
Ho parlato troppo presto.
Poco dopo, arriva la telefonata che mi toglie il terreno sotto i piedi, che mi blocca il respito.
Svuoto la rabbia, la frustrazione, il mio estremo bisogno di certezze, in famiglia.
Non ce la faccio più.
Ogni volta che penso che va un pochino meglio, che mi pare di respirare, di vedere la luce in fondo al tunnel, arriva uan nuova mazzata.
Questa volta dura 72 mesi, ovvero 6 anni. Finiremo nel 2021.
Intanto tutto il resto sta femro. La casa, in particolare. Le situazioni lavorative. Il fatto che ho vestiti consunti, che mio marito non perde occasione di farmi notare, che hanno quattro anni. Il fatto che vorrei pagare la palestra e non sentirmi un verme, perchè penso alla mia salute.
L'ultima volta che ho pensato di essere forte, di petercela fare, di aver accumulato riposo abbastanza per affrontare tutto, mio figlio mi fa perdere vent'anni di vita
Non posso avere pensieri nemmeno vagamente positivi.
Io che ci sto a fare qui?
Scusate il momento di sconforto profondo, e ricorrente.
Non ce la faccio più.
Sempre a aspettare risposte che non arriveranno mai.
Ieri sera ho comprato un Gratta&vinci, sperando in un colpetto di fortuna. Ho buttato via i soldi, come sempre.
Mio marito che qunado accadono queste cose, invece di aiutarmi a trovare una soluzione, una speranza, una condivisione di vedute, mi dice " se non vado bene, cambia!"
Me lo ha detto a fine ottobre, mentre avevo la valigia in mano. " Vai". Mi dice.
Vado dove?
Da chi mi accusa di aver sbagliato tutto nella vita?
Oppure sotto un ponte?
Dove?
E il respiro diventa sempre più corto, la testa è un pallone, e il cuore batte forte, non veloce, ma forte. TUM TUM TUM. Pare voglia uscire dal petto.
Perchè non faccio un infarto? Me ne andrei in ospedale, lontanto da tutti. Mi obbligherebbero a pensare a me stessa, invece di risolvere i problemi degli altri.
Il fatto è che i problemi degli altri ricadono su di me.
Un insoluto di 35€ fatto al mio fornitore da quella maledetta azienda, che sta distruggendo la mia, la nostra vita.
Ma ci rendiamo conto? TRENTACINQUE EURO!
Ce li metto io! Porca miseria. Che figura meschina! Come sono caduti in basso, e in basso trascinano me e la mia famiglia.
E la mia fattura dello scorso anno che ho fatto per il mio lavoro, per cui ho pagato tasse e Iva, che non mi è stata saldata, e per la quale non ho ricevuto nessuna risposta.
Meschini, balordi, e assolutamente INDEGNI!
TUTTI!
Sì TUTTI!
E ora 72 rate da pagare, mentre a casa non arriva un soldo. Mentre ho il terrore di non potercela fare a tamponare le mancanze di chi dice sempre " Non so, vedremo" oppure "Domani chiedo" e ancora " Verifico e ti faccio sapere"
Vedremo
faremo
diremo
ecc
Questo è quello che sento dire da 23 anni. Potrei andarmene. Ma dove? e per cosa, poi?
Per dividere, anzi moltiplicare i problemi?
Intanto lui va a correre, va a tennis, va a sciare.
e io penso solo che vorrei farla finita. ad avere il coraggio


venerdì 23 gennaio 2015

Oggi va meglio

Oggi va meglio, intendo dire, rispetto ai mille doloretti e alla fiacchezza.
Oggi va meglio.
Forse è merito della neve di ieri, e del sole di oggi.
Ho voglia di cioccolata.
Poi penso che tra pochi giorni ho il controllo in ospedale.
Allora è meglio fare attenzione.
Ma per cosa, poi? Rinunciare e faticare, e non vedere risultati, duraturi, stabili, salutari.
Non parlo di cose pazzesche, ma di abitudini normali, di cucina tradizionale, di stile di vita. E zero risultati.
Ne ho ottenuti di più con ogni tipo di trasgressione.
In effetti, però, il mio fisico mi sta urlando da più e più parti che qualcosa va fatto. Mille doloretti, dicevo all'inizio, dalla punta dei capelli, al ditino più piccolo dei piedi. Uno sfioramento sulla guancia è come una scossa. Ecco di cosa parlo.
Un malessere continuo, estenuante. Che mi fa dormire male, che mi fa alzare di pessimo umore, e con l'umore più cupo afforntare ogni cosa. In alcuni momenti, il sospetto di avere qualcosa di peggio, è un cordone in
In mille mi hanno dato consigli. Mille volte ho provato, creduto, sperato.
Cosa si può fare?
Intanto oggi va meglio.
Sono tornata a cucinare, a immaginarmi un piatto di riso con quello che ho in frigo.
Perchè quando ho tutti quei mali, non c'è nulla che mi va di fare.
Niente
Oggi però va meglio

Sole a Monticolo. Foto ERIKA ZOMER

mercoledì 21 gennaio 2015

Piccole donne, crescono- autoreferenzialià

Eccoci
Siamo belle, felici e splendenti.
Sul nasino di ognuna brilla un Piercing

FOTO di ERIKA ZOMER
Felici e abbracciate
un pochino di orgoglio, un pochino di autoreferenzialità, un pochino di felicità!

Pizza con sorpresa finale.
Prima giro in città, piercing al nasino bello, e poi cena.
Alla fine una fetta di sacher, con candela brillantissima, e tanta tanta emozione.
Basta così poco

21.01.2015 la vita è una costellazione di compromessi.

"La vita è una costellazione di compromessi", dice Nadia. 
"Per questo vediamo spesso le stelle..." aggiunge Mauirizia.

Oggi Margherita compie 14 anni. Era freddo quel 21 gennaio, a Vipiteno.
Da un'ora o poco più nevica, sottile sottile, sullo sfondo grigio marrone dei boschi, sembra stonare quello sfarfallìo leggero.
Persino Miritlla appoggia il muso sulla maniglia della finestra, e guarda fuori, quasi annoiata. Chissà, se come me , spera che tutto diventi bianco, finalmente...


Ieri sera ho visto cose che ho vissuto in passato. Poi la vita mi ha messo davanti a scelte che non immaginavo, alle quali a chiacchiere dicevo " Mai, non accetterei mai, se accadesse a me!". Nulla di fuori dal normale, ma certi compromessi, certi tradimenti del destino, certi progetti che si infrangono sulle umane debolezze, che ti lasciano cicatrici invisibili, che ingrigiscono lo sguardo, aggiungono rughe al sorriso, accorciano il respiro. Ecco quello volevo dire ieri sera. Non serve dire e ricordare " Sei giovane, capirai" perchè quando sei giovane sei un illuso a prescindere, ce l'hai nel DNA, quella speranza di poter cambiare il mondo a tuo piacimento, con le più alte vette di idealismo. Poi la vita di presenta una costellazione dietro l'altra di stelle piene di compromessi. E capisci da sola quanto sei disposta a scendere a compromessi, per te stessa, per i figli, per i tuoi cari.
Oppure resti sola. Perchè è questo che ho potuto vedere. Chi non scende a compromessi, comunque si priva di qualcosa. Come chi scende a compromessi. La vita, oltre a essere una costellazione di compromessi pieni di stelle, è una continua perdita di qualcosa. Fisica: i capelli, per esempio. Metafisica: la spensieratezza della gioventù.
Alla fine perdi sempre.
Tra poco vado a dare l'ultimo saluto a Fulvio.
Poi devo e voglio trovare il giusto clima per festeggiare il compleanno di Margherita.
Cercherò di fargli un regalo speciale. Non parlo di qualcosa di tangibile, ma il ricordo di un paio d'ore con me, a divertirsi, a fare compere, a fare le donne e lo shopping.
Voglio regalarle un paio d'ore di quella spenseriatezza della giuventù, che perderà tanto presto. Voglio regalarle un paio d'ore con la sua mamma, concetrata su di lei e basta.
Voglio regalarle la sensazione di essere tanto speciale, anche se è nata in una famiglia normale, anche se è l'ultima di quattro creature, anche se ha quel caratterino che ogni tanto, accidenti a lei, le taglierei la lingua.
La vita è una costellazione di compromessi, ma oggi Margherita vedrà qualche stella.

con amore 
la tua mamma

domenica 18 gennaio 2015

Ciao Fulvio, buon viaggio

Appiano ha perso due gran persone in meno di due giorni.
Franco è andato da Laura il 15 gennaio e ieri sera alle 19.00, dopo il funerale di Franco, è spirato Fulvio. Sono passate poco meno di 24 ore. Io ero lì. Mi sono sentita un'intrusa, che coordinava le cose. Chiamare chi di dovere, sistemare il povero Fulvio, mentre la figlia e la moglie fratrornate, distrutte, piangenti, lo accarezzavano. Dopo una lunga e dura malattia ha finito di soffrire. Penso freddamente. Ripercorro i momenti passati insieme, quando insisteva per ballare il tango, o quando faceva il nonno vigile, o al matrimonio della figlia, mentre guardava Carmen con occhi di un ragazzino innamorato.

Fulvio e Stefania, la figlia, in un momento di gioia
Sia Franco che Fulvio erano malati. Te lo aspetti quando qualcuno è malato,no? Eppure mentre salutavamo per l'ultimo viaggio Franco, io pensavo agli occhi di Carmen, e alle sue parole: " ...vado a casa, Fulvio sta morendo". Ci continuavo a pensare, e alle 18.30 l'ho chiamata: " posso venire a salutarvi?" , alla sua risposta affermativa sono partita, a piedi, ho recuperato l'auto, e mi sono recata verso casa loro. Lentamente. Io pensavo solo che volevo salutarlo. Stavo parcheggiando, il telefono squilla. La mia amica Carmen, con un fil di voce, mi dice " E' appena morto" e io, balbettando " Oddio, sono qui, Carmen, sto salendo le scale, vuoi che vada via?" e lei, titubante: " No, no...vieni pure"
Sono entrata. La figlia lo accarezzava, mi pareva un film, " cosa ci faccio qui?" continuavo a ripetere. Ho visto Carmen, camminava avanti e indietro. Continuava a dire " Chi devo chiamare, la guardia medica?" Ho preso il telefono, ho fatto il 118 e gliel'ho passato. "Mio marito è morto, certo che sono sicura!" ha risposto con il suo tono secco, autorevole.
Sono arrivati, volevano rianimarlo, Stefania e Carmen hanno detto di lasciarlo stare. Uno strazio...io ero lì, cosa ci faveco lì in quel momento? Ho inviato SMS ad amici e conoscenti comuni. Ho preso Carmen, dopo che il medico le aveva fatto firmare il certificato di decesso, le ho detto di dirmi se potevo fare altro, e lei " Sono rimasta sola!". L'ho abbracciata: " Non sei sola! Hai un sacco di persone, qui : tua figlia, tuo genero, l'altra figlia con i quattro nipoti, e il marito da tenere a bada e poi ci sono io!". Quando gli operatori della Croce Bianca se ne sono andati, sono riuscita a salutare Fulvio, prendermi la giacca e andarmene, accompagnando alla fermata del bus il signor Giovanni, il badante che ha aiutato Fulvio in questi ultimi mesi, strazianti per tutti. Insomma, sto cercando di capire cosa ci facessi lì, in quel particolare momento, così intimo, così doloroso. Perchè mi sono sentita di troppo, ma non troppo.

Due grandi persone, amiche, che facevano parte della comunità, che se ne vanno enl giro di due giorni. Appiano è più vuota, ora. MOLTO più vuota. Franco e Fulvio sono fra quelli che il paese lo hanno fatto, ci sono venuti quarant'anni fa, ci hanno amdato i figli a scuola, li hanno mandati a fare sci, pattinaggio, calcio, pallavolo. Hanno contribuito a fare feste, eventi culturali. Hanno fatto comunità. Ora se ne sono andati. Chi ha la mia età non si immischia in niente. Per egoismo, per menefreghismo, per superficilità, chi è nato qui e ha quarant'anni, non si mette in gioco come hanno fatto loro.
Appiano ora è molto più vuota.



sabato 17 gennaio 2015

17 genniao 2014 / 17 gennaio 2015



Mentre c'è chi fa comparazioni di vendite dei primi quindici giorni dell'anno e si lamenta del calo, rispetto ai primi quindici giorni dello scorso anno, c'è anche chi vede una foto scattata un anno fa e parte con la nostalgia.

Un anno fa nevicava







Il giorno dopo





TROVA LE DIFFERENZE

17.01.2015
17.01.2014 
















Oggi piove che pare autunno, triste e mesto.
Non aggiungo altro.

giovedì 15 gennaio 2015

Ciao Franco, salutami Laura


Ecco... così ti voglio ricordare, perchè credo sia stato uno dei giorni più belli che ho potuto condividere con te, caro Franco.
Quel magnifico giorno di fine maggio, con tuo figlio e la mia adorata cognatina. Così ti ricorderò, e anche quando condividevamo il pasto, in giardino, durante l'estate. I tuoi sorrisi silenziosi, il tuo viso pacioso, le tue parole tranquille. Così sei e così sarai.

Enrico, e Franco, nel giorno del Matrimonio di Enrico e Lara


Oggi c'era un tramonto da favola, con il cielo colorato e allegro e ho pensato che è merito tuo. Ho pensato che tu e Laura vi siete riabbracciati. Per l'eternità.
Hai lasciato qui, accanto a chi ti ha conosciuto, il ricordo di una persona buona, che ha seminato molto bene, a giudicare i tuoi figli. Belli, bravi come poche altre persone.

Franco e i suoi tre figli, Paola, Enrico e Daniele
Grazie Franco. 
Grazie di avermi permesso di sorridere con te e tua moglie, in tutti questi anni. Grazie ...

Buon viaggio, Franco, salutami tanto Laura!

lunedì 12 gennaio 2015

non ho più le parole

Non ho più parole
per le notizie di questi giorni ( strage a Parigi e le stragi in Nigeria...terribile)
Ma anche per l'incidente di mio figlio, e le conseguenze che derivano per lui e per tutti noi. e poi arrivano le cose mie
Non starò a scrivere i dettagli, non ne vale la pena.
Affermo solo che piove sul bagnato.
Che al mondo non c'è giustizia vera. Il pesce grosso si ciba del pesce piccolo, e nonostante la mia stazza, io sono un rappresentate microscopico del krill.
C'è sempre un pesce grosso pronto a farmi la festa!
E vincono loro. Sempre.
Anche se tutti danno ragione al micro gamberetto. Arriva la balena, e GNAMMM , non c'è più niente da fare.
Sono scoraggiatissima
Sono senza speranza
Faccio ridere le amiche, perchè riesco a raccontarne di cotte e di crude, in modo ironico, soprattutto autoironico.
Se, talcolta, riesco a fare qualcosa a mio vantaggio, non riesco a goderne appieno, e GNAMMM arriva la balena, e non ci sono più storie!
ecco...
ora vado a letto
Cerco di dormire
e sperare che il buio passi, lasciando l'alba su un futuro migliore
altrimenti cosa ci resto a fare qui?
non lo so....


disperata, confusa, spaventata, e scoraggiata

mercoledì 7 gennaio 2015

PandaGialla addio

Prologo
Si ritorna al lavoro, lentamente. Senza affanno.
Durante il periodo natalizio ho riposato molto. Il divano, è staot il mio miglior amico, la tv una compagnia noiosetta, non ho nemmeno letto un pochino. Ma avevo proprio bisogno di ritmi calmi, lenti. Così l'anno è iniziato con i migliori auspici. MA...c'è sempre un MA... 
Ieri ho avuto una serie di colpi da infarto: la mia Pandagialla è andata distrutta. Chi la guidava è scivolato in curva e ha sbattuto. Nulla di grave, PER FORTUNA, all'autista e alle due occupanti.
Cast
Protagonisti: La MIA pandagialla
L'autista: Mio figlio
Passeggeri: mia figlia e la ragazza di mio figlio.
Comparse: Vigili Municipali, Ambulanza con medici e infermieri, Pronto soccorso con annessi e connessi
Location
Uscita sottopasso, in centro città, asfalto scivoloso da brina o umidità
Tempo
Primi attimi dell'alba.

Trama: serata da sballo, con conclusione catastrofica per il mezzo giallino e per la patente dell'incauto autista, che oltre alla vita propria ha rischiato sulla vita altrui, avendo bevuto alla grande, nonostante giuri su quanto ha più caro di avere smesso di bere parecchie ore prima di essersi messo alla guida, ma la'cooltest e l'odore potevano dare pochissimi dubbi. ( 'Sto imbecille...) Pochi segni per le passeggere, se non tanto tanto spavento. Rabbia e preoccupazione per le conseguenze dell'accadimento, da parte dei genitori, ovvero noi.

Genere:
Drammaticamente ridicolo

Morale: mai fidarsi ...

Un bel casino da risolvere, altri soldi... insomma...tutto il mio riposare, tutta la mia pace interiore accumulata in questi giorni, che se ne vanno.
Stanotte ho dormito si e no 4 ore. Ieri ho riavuto, a ben donde, un paio di attacchi di panico/ansia, sebbene mi fossi ritagliata una pausa pomeridiana per riposare.
Domani si va dall'avvocato, e poi si vedranno le varie cose da affrontare, le varie spese, le possibilità di scontare la colpa.
La speranza che l'anno nuovo potesse essere diverso da quello appena terminato si frantuma su un muro e una protezione di una pista ciclabile.
Il sole brilla, in questo strano inverno, dove il freddo non si sente, dove la neve non c'è, dove i fiori inziano a fiorire a Natale. Il sole, ovvero la vita, continua a fare quello che deve, quello per cui è stato programmato.
Ora sono spaventata, sono preoccupata, rientrare nei ritmi in cui tutto torna, come speravo, mi pare un'utopia.
Sperare che le cose possano cambiare e essere sostenibili, con questi accadimenti non è affatto facile.
Io ci provo, a denti stretti, sudando sette camice, a individuare un futuro sereno, alche inerpicandomi su per sentieri virtuali,  impervi ma conducano in alto, in cima, dove godere di viste magnifiche e appaganti.
Mi dicono che i problemi dei miei figli se li risolveranno loro, ma chi lo dice non ha figli o problemi economici.
E come madre, sale il senso di fallimento, forse ho sbagliato tutto: possibile che siano i miei figli a percorrere strade sbagliate, a complicarsi e complicarci la vita? Possibile che non abbiano ambizioni tali da cercare di crescere, di migliorare la propria vita, di crearsi un futuro?
E' mai possibile?

Scoraggiata, vi saluto e continuo la mia vita meschina

martedì 6 gennaio 2015

PROPOSITI PER IL 2015? Ma anche no! O forse....

Siamo rientrati ieri sera dopo tre giorni a Gottro (Co).
Sono dieci anni che la nonna di Max se ne è andata.
Il clima è diverso da quello che mi ricordavo, la sua mancanza si vede e si sente.
Ma la vita continua. Le zie di Max sempre ospitalissime e care, i cugini sempre simpatici e disponibili. Mangiato, come dei maialini, le specialità del luogo. Lo Zio, invece non sta affatto bene. La vecchiaia e i suoi acciacchi non perdonano.
Ma questo viaggio mi ha permesso di pensare, oltre che vedere luoghi magnifici.
Al ritorno abbiamo scelto di passare per la Svizzera, passo San Bernardino. Monti altissimi e magnifici, neve bianca contro il cielo blu, abbiamo visto persino la neve cadere, con dei colpi di vento da vera bufera. Luci di paeselli arroccati sui monti, luci di S. Moritz, la luna improvvisa che sale dietro il monte e allontana tutte le nuvole, illuminando il paesaggio con il bagliore argenteo, contro il cielo nero, riflettendosi sulle cime innevate.
Non posso e non voglio fare una lista di buoni propositi, voglio solo che la mia quotidianità e quella dei miei cari, sia scandita da cose buone, che ci uniscano nella lotta a venire fuori dai problemi che ci portiamo dietro da troppo tempo. Il 2015 sarà certamente un BUON ANNO! Questo lo so!



La prima sera e la Cena poco seria.


Lago Ceresio, oggero il più noto LAGO di LUGANO, a Porlezza (Co)

Lago Ceresio, oggero il più noto LAGO di LUGANO, a Porlezza (Co)
Lara che prepara la polenta al fuoco del camino


Ivano ch eprepara la Mortadella, salume tipico

Zia Elba con Lara e Enrico preparano la Polenta Uncia

Tutti a tavola!!!!

Max il fochista

Per non scordare la vista di Gottro sul Lago di Lugano


Rosa di Natale o Elleboro



 Il tramonto a Gottro






 Il sole invernale di Gottro
















 il saluto agli zii

LUGANO

Lugano

Le mucche svizzere ( non sono viola)
Verso il San BERNARDINO


Le case con il tetto in ardesia


 Un Castello arroccato fa la vedetta alla vallata


Cielo azzurro, Neve candida



Aggiungi didascalia

Sbuffi di neve alzata dalle raffiche di vento

E poi gli abeti innevati, vicino al passo, mentre la bufera di vento e neve ci aspettava al culmine


E poi GLorenza, allla luce della Luna piena, in un contesto fiabesco.