sabato 2 agosto 2014

Io ricordo: 02.08.1980



Avevo 11 anni
il giorno prima ero salita alle Torri del Vajolet con i miei genitori e mio fratello.
Forse per il gran caldo, forse per la fatica, forse perchè avevo cercato di dissertarmi con la neve ghiacciata, presente in quota, nella notte mi era salita una gran febbre.
Avevo un piccolo televisore in bianco e nero in camera.
Era acceso, mia madre l'accendeva sempre, quando ero malata.
Io sentivo solo questa notizia, quel giorno, nei momenti di dormiveglia.
Vedevo quelle immagini, strazianti.
A poche settimane dalla strage di Ustica, quasi a far distrarre l'attenzione di quel fattaccio. Un missile che abbatte un aereo dell'Itavia con 81 persone a bordo, anziché abbattere un aereo con a bordo Gheddafi. Così ce la raccontano, oggi.
Me lo ricordo.
Non dimentico.

Come ricordo la strage dell'Italicus, del 1974,anche se avevo appena 5 anni. Ero dalla zia Gina, ad Ala. Su quel treno c'era suo figlio Ettore, il mio Cugino Biondo, di ritorno da Salerno, dove viveva la sua futura moglie. Ero piccola, ma ricordo esattamente il pianto liberatorio della zia Gina appena lui varcò l'uscio di casa, e come l'abbracciò. E lo sguardo profondo e perso di mio cugino. C'era passato accanto a quel treno, mi raccontarono.
Non dimentico. Non potrei.
Non dimentico, e non passo oltre.
La Giustizia prima o poi farà il suo corso. Quella divina, perlomeno.

Si parla di strategia del terrore, ancora oggi. Anni di piombo.
Di collusione tra frange estremiste di destra e stato.
Di Stato e mafia, per le stragi degli anni '90.

Tutte parole per descrivere un periodo storico travagliato e ricco di attentati, di sequestri di persona, di morti ammazzati. Io ero piccina, ma ho ricordi precisi dei momenti in cui percepivo che qualcosa di grave era accaduto.
Ora si commemorano i morti.  Ora si ricordano le cose e si possono ricostruire, in gran parte i fatti. Allora solo titoloni terroristici sui giornali e ai Tg.
Strategia del terrore: ci sono riusciti.
Ma io credo nelle istituzioni. Ci credo tanto!
Non smetto: sono le persone a essere deviate. Non lo Stato.

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