martedì 11 ottobre 2011

tristezza

Faccio fatica a descrivere la rabbia e la frustrazione provata oggi.
L'estremo saluto ad una persona di famiglia.
La famiglia che si stringe intorno alla bara.
Io faccio parte della famiglia. Ho sposato uno di loro.
Sono stata scelta da uno di loro, figlio di un' unione controversa:  tra un sudtirolese e un'italiana.
Quindi quello che mi ha scelta è già macchiato dal peggior peccato originale. Eva rubò la mela, ma era quasi perdonabile al confronto. 
Poi il figlio-peccatore ha scelto un'italiana , per giunta trentina!!!!!! Una che chiacchiera troppo, una che ride molto,una che viene dalla città, una che ha studiato( una donna diplomata è pericolosa!),  una che ha fatto troppi figli ancor più imbastarditi, una che si è inserita molto bene nella rete sociale del paesello,  una che parla solo italiano ( non per scelta, ma per mancanza di interesse diretto: non lavoro con i tedeschi, per esempio. Tutto quello che mi interessa è scritto in italiano e se così non fosse, trovo il modo di capirlo). Non c'è malizia in questo, non è una scelta politica, non c'è intenzione. E' così! Non mi vanto di questo, lo ritengo un mio difetto: vent'anni qui e non avere imparato nulla! In casa parliamo italiano, i ragazzi hanno sempre frequentato le scuole italiane. Ho sempre discusso con mio marito, perfettamente bilingue che, pigrissimo , non ha mai insegnato il tedesco ai nostri figli. Ma anche lui è italiano,  si sente italiano, è nato a Milano, ha frequentato le scuole italiane. Per lui non c'è differenza, ma gli viene più spontanea la lingua italiana. Tutto qui, anche in questo non c'è malizia o intenzionalità.
Ho sposato il primo nipote nato dal primogenito della persona per cui oggi è stato celebrato il funerale. Ho contribuito a dare i primi pronipoti, e per giunta l'unico maschio che porterà avanti il nome di famiglia, come spesso mi ricordava la defunta. Non ho mai legato molto, ho lasciato che fosse. Ho sempre guardato storto quelle persone che non sono nemmeno venute al nostro matrimonio, oppure a conoscere i nostri figli. Ho smesso ben presto di invitarli e li considero solo dei conoscenti.
Mi hanno esclusa, fin da subito e io ho fatto il loro gioco, lo so.
Le vite lentamente scorrono veloci. I figli crescono, il lavoro cambia e cresce. Gli anni passano. Ma quello provato oggi mi lascia triste e amareggiata.
Non sono esente da critiche, ma sentirsi esclusa al funerale della capostipite della famiglia, mi lascia molto confusa e crucciata.
Vero è che il fascismo ha fatto molti danni, come il nazismo. Entrambi hanno provocato grandi sofferenze e turbato la vita di molti. Ma sono passate tre generazioni! Qui si parla di convivenza da sempre. Non è una cosa facile da attuare, ma pensavo seriamente che il mondo avesse fatto dei passi avanti.
Invece ho visto espressioni inequivocabili, gesti chiarissimi atti a far intendere "TU NON SEI UNA DI NOI"!
Anni fa , aspettavo la mia terza bambina, proprio la persona deceduta mi accusò di essere venuta qui a rubare le terre, a usurpare le sue proprietà e che ero peggio di un'extracomunitaria. (chissà poi cosa vuol dire ESSER PEGGIO DI UN'EXTRACOMUNITARIA...?). Turbata e piangente, fui accolta da mio suocero che mi disse ( molto intelligentemente) di non badare a ciò che sua madre mi aveva detto perchè era anziana ! Quella frase però restò indelebile nel mio cuore. Ma ho dato retta a mio suocero e cercai di ignorare la provocazione.
Ma oggi, ho avuto la conferma che una buona parte della famiglia di mio suocero mi mal sopporta e vorrebbe ignorare la mia esistenza. 
Mio marito - intelligentemente o superficialmente, non riesco ancora a capire e decifrare il suo comportamento - non raccoglie e fa finta di niente. Sminuisce i gesti e i loro significati e le conseguenze che provocano. Io non ci riesco.
Non è facile credere, lavorare e agire convinta che la convivenza sia ARRICCHIMENTO per tutti e in ogni senso, e poi SCONTARSI - per giunta in famiglia- con questi gesti di puro e ignorante razzismo!
Mi vien da dire che la nonnina ha seminato odio e che noi raccogliamo i frutti amari.
La mia terra non è così bella se questi sono gli atteggiamenti che incontro. 
Per fortuna sono casi isolati, la tendenza è quella della convivenza e delle conoscenza. Trovi qualche anziano che con ignoranza di dice con forte accento tedesco " TORNA DA DOVE SEI VENUTA, WALSCHE PUTTANA E PORTA VIA I TUOI FIGLI BASTARDI!" ( successe in piazza, all'uscita della scuola materna italiana, anni fa. Io ero presente: un uomo noto un pò troppo alticcio si rivolse a noi mamme proprio queste queste parole). Succede che pochi giovani riempiti da slogan assurdi, vedano nell'altro un nemico e possano diventare pericolosi : sono i famigerati NAZISKIN.
Io non so fare relazioni sociologiche e psicologiche. Io so solo che il loro continuo ed estremo rifiuto mi lascia un senso di malessere e di insofferenza che non posso accettare. Non ho mai fatto del male a nessuno. Sono una persona e prima di tutto una donna, una madre, una sorella una figlia. Posso capire e sentire lo stesso dolore e disperazione per la perdita di una persona amata come chiunque parli in tedesco , in inglese , in malese, in francese, in spagnolo.... 
Mi sono documentata brevemente sulla storia famigerata del fascismo in Alto Adige. Ho capito molte cose che non raccontano nei libri di storia. Questa storia, la storia della mia terra è trascurata, è polverosa, è tabù! Ma a cent'anni di distanza si potrebbe crescere, capire, maturare e approfittare di ciò che siamo ora.
Io ho sbagliato a lasciare che sia, in tutti questi anni. Ora lo so. E oggi ho alzato le barriere, per non soffrire. Spero di riuscire ad abbassarle domani. A ricominciare a credere che si possa fare. Io, di più , non so se riesco a fare. Anche perchè il primo che alza le barriere è proprio quel figlio peccatore che ho sposato.
Da lui NON un cenno, NON una proposta, NON un tentativo. Lui tace, ignora, chiude gli occhi e le orecchie e non apre bocca.
Si difende così, ma questo non porta cose buone, ne sono certa.
L'altro giorno Francesca Melandri con EVA DORME, ci ha dato una grande lezione di storia, civiltà, e umanità: emozionate e intelligente, lungimirante e intrigante ha stregato un centinaio ( forse di più) di persone stipate nella biblioteca. Mi sono illusa che ci fossero anche i tedeschi. Ma credo piuttosto che i presenti fossero per lo più i famosi e famigerati MISTILINGUI. Quelli che hanno avuto la fortuna di vivere con qualcuno di diverso. Quelli che per cultura e per scelta sono avanti anni luce da questi altri chiusi nelle loro vite ignoranti.
Io non so che fare...so solo che sentirsi esclusi non aiuta a migliorare la situazione. So solo che mi è parso di avere sprecato moltissima energia. So solo che l'estremo saluto ad una persona è diventato il trampolino per spiccare il salto, ma non verso l'alto e le cose meravigliose che potrebbero essere con la buona volontà e l'intelligenza. Piuttosto è un volo in un pozzo nero e senza fondo. L'odio e l'ignoranza e la cecità e la sordità di certe persone è il peggior male che si possa incontrare. Ora chiudo, perchè il discorso non ha una fine, almeno, per ora. 

Domani andrà meglio. Ne sono certa....




5 commenti:

  1. Un abbraccio, tesoro... Io ho un sogno.. Che tutti quelli a cui fa schifo questa terra, che siano altoatesini, leghisti, minoranze etniche e via dicendo VADANO FUORI DALLE SCATOLE! Ma con il cuore! Davvero! Io non vorrei essere altro. Sono felice di essere italiano e glorios di essere trentino. Quando un mio amico rimane stupito perché non sono bilingue perché "sei trentino", mi viene da ridere... Ma adesso è ora di finirla. Siamo qui, dovremmo pensare in grande, dovremmo pensare di essere europei, ad esempio... E invece c'è ancora chi pensa con prametri geografici... Baciuzzo forte forte

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  2. ho provato quello che dici tu solo per sei mesi, quando sono stata in Erasmus a Vienna e mi rendo conto che non è semplice e piacevole subire determinati atteggiamento. Ti mando un bacio e un abbraccio!

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  3. Ho letto tutto d'un fiato, rimanendo stupita delle tue parole, su questo aspetto sconosciuto di quelle terre.

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  4. Anche se mi avevi già accennato la cosa un'altra volta e lo stesso può stupire che in Romagna abbia avuto certi trattamenti "simpatici". Peggio ancora se te la ritrovi in famiglia. La famiglia di fabrizio mi esclude per un discorso caratteriale ma anche un pò culturale. Ci si sta male, è vero, ma in fondo sono loro a perderci!

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  5. il discorso di famiglia è un discorso abbastanza comune, lo so. Non lo sminuisco e non lo ignoro, e lo vivo anche dalla parte "italiana". Ma quello lo so gestire, so cosa dire, so guardare oltre. SONO LORO A PERDERCI...
    Ma qui c'è il discorso più bieco di tutti: il razzismo!
    La cosa peggiore che ci sia, disumana e inutile.
    Quella per cui scoppiano le guerre.
    E la tristezza più grande è capire che faccio proprio fatica a ignorare, a far finta di niente...e questo porta solo brutte cose...
    Io che sono orgogliosa di essere italiana trentina altoatesina e donna....SONO INCAPACE DI ALLENTARE LA RABBIA E GUARDARE OLTRE.
    ci perdono loro, ma buttano benzina sul fuoco mantenendo i presupposti per tenere i muri ben alti e piantati per terra
    mi scopro piccola e ignorante e irascibile...questo mi fa malissimo, più del loro comportamento

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