giovedì 29 dicembre 2011

DUE VITE CONGELATE

Ieri ho incontrato dopo anni che non la vedevo una ragazza che frequentavamo moltissimo, una vita fa.
Ci si perde di vista, quando le vite da ragazzi prendono la via dell'adultità: si diventa genitori, si lavora, si comprano case... Direi fisiologico, se non fosse che talvolta, mi vien nostalgia e mi pongo domande molto sciocche ( del tipo " peccato, ma perchè non ci si vede più?) E' la vita....Non ci sono altre risposte.
Comunque, Lei è sempre bellissima, ha una decina d'anni meno di me. Grandi occhi azzurri, capelli corvini, carnagione di porcellana. Ma la sua vita un anno e mezzo fa è stata scossa da una cosa tremenda. Sposata con un ragazzo che conoscevo da quando è nato, con il quale hanno costruito la normale vita di coppia, se pur giovanissimi. Due figli, un'attività, l'acquisto di un appartamento. Anni in cui i sacrifici che fan tutti, contribuiscono a maturare le persone che possiamo essere. Dicevo, il 16 agosto 2010 , appena tornati dalla prima vera vacanza insieme, lui le dice che va a fare una corsetta. Sono tipi "sani", loro: attenti alla salute, all'alimentazione, fanno sport per mantenersi in forma. Quello che viene consigliato a chiunque da qualunque medico. Doveva tornare di lì a un paio d'ore. Lei l'ha aspettato tanto. Fino a quando una telefonata dall'ospedale le svelerà il gravissimo motivo di quel ritardo.
A 38 anni è stato colpito da infarto, il cuore non ha pompato più il sangue al cervello per un lasso di tempo indeterminato, forse 15-20 minuti. VIVO, ma nessuno sa in che condizioni è, le dicono. Da allora le loro vite sono CONGELATE.  LUI è immobilizzato in un corpo che non funziona più. Ma è lucido, riconosce chi gli sta davanti, e vorrebbe parlare. LEI vive una vita allo specchio, un mondo parallelo.
LUI PARLAVA TANTO E RIDEVA TANTISSIMO. Ora riesce solo a piangere e a sorridere. Senza sintomi e segnali di alcun tipo, pare che un virus si sia annidato nel suo cuore, facendolo scoppiare. Lei mi ha detto il termine esatto, io nella mia commozione l'ho cancellato dalla mia memoria. Aveva il motore di una vecchia 500 e lo faceva viaggiare come se avesse una Ferrari nuova fiammante. Lei, mi racconta tutto questo con un'espressione saggia di chi ha elaborato tutto al meglio che si può! Non si piange addosso e alterna momenti seri a momenti di ilarità, come quando mi dice che abbracciandolo Lui l'ha morsa. Lui non la può toccare, non la può abbracciare, le sue braccia sono inutili, le sue mani non sono più mani. In un momento di gioia per essere riuscito a mangiare bene, Lei lo abbraccia, e Lui le dimostra la propria gioia con un morsetto e le sorride ... Io mi commuovo e cerco di trattenermi. 
I loro figli, come spesso accade, hanno reagito in un modo eccellente aiutando la mamma che si è trovata tutto addosso. Il lavoro, la famiglia, il mutuo e l'amato marito che ormai è un vegetale. All'inizio era contenta che si fosse salvato, perchè , dice, si poteva riprendere. LA SPERANZA ...NON MUORE MAI. 
Ora dice il contrario, purtroppo. Sa che non ci sarà ripresa. Si rammarica del fatto che Lui non può nemmeno usare le mani, per scrivere al computer per comunicare. Lei è bellissima, e giovanissima...Lui era stupendo...Avevano una vita davanti, Lei ora dice, se tornassi indietro non direi mai più DOMANI o NO ORA NO... Eppure quella bella giovane donna, si  è rimboccata le maniche e va da suo marito ogni giorno per dargli la cena perchè solo Lei, per motivi legali, può imboccarlo. Lei che ora vive alla giornata. Vive la sua vita congelata accanto a un marito che è solo l'idea, il ricordo, il rimpianto di quello che era. Tutto come fosse un lutto, ma Lei non può superarlo quel lutto. Lei è congelata in un mondo che se non fosse vero, si potrebbe dire che è la trama di un filmetto tristissimo. Lei non può "andare avanti". Lei deve barcamenarsi ogni giorno, in una semiesistenza. Lei lo sa e lo fa con un'energia, con una determinazione incredibili. Facile dire ogni tipo di cosa e di luogo comune vedendo certe situazioni . Ma chi vive quella determinata situazione non può fare altro. Peggio di una prigione a vita...
E la penso, la immagino a far quadrare le cose, a far la mamma e da papà, a far la padrona di casa e andare alle assemblee di condominio , la penso mentre cerca di festeggiare il Natale cercando di dare un senso a ogni cosa. E l'ammiro... e penso alle migliaia di donne che nel corso dei secoli, hanno fatto tutto ciò che era il loro potere per dare un senso alle cose. Perchè sarebbe più facile lasciarsi andare, cadere nella disperazione. Invece ci svegliamo ogni giorno, ci vestiamo,  ci trucchiamo, e usciamo  prendendo per le corna questa vita cattiva e cerchiamo di farla andare al meglio che possiamo.
CHE FORTI CHE SIAMO!!!!! 
Faccio parte, indegnamente, della categoria FEMMINE. E a partire dalla quotidianità , passando per la maternità e il parto, e poi tutto il resto, dimostriamo una forza immensa, una determinazione incredibile, un potere indicibile.
Cara AMICA, ti lodo  e ti ammiro, ti benedico, sei un esempio  per tutti noi. Spero e ti auguro che ogni cosa si sistemi e che tu possa scongelarti e vivere la vita in modo pieno e soddisfacente. PER TE E PER LUI ...



5 commenti:

  1. la vita sa essere davvero crudele, non faccio che ripeterlo. è strano poi come in certe situazioni si tiri fuori una forza d'animo inaspettata. ma resta il fatto che non è vita lo stesso.

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  2. già... non ci sono perchè e non ci sono risposte... solo tanta tanta tristezza e voglia di riscatto

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  3. Erika...che emozione leggere questo tuo post...ho la pelle d'oca...ma com'è strana la vita...questo ci fa capire che non bisogna mai dare nulla per scontato e che bisogna vivere ogni santo giorno che ci è concesso nella pienezza di ogni attimo.
    Ti abbraccio e grazie per avere scritto questo post.

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  4. che storia triste ma di grande forza! buon anno!

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