domenica 6 gennaio 2013

Solitudine

Oggi ho acceso la candela che ci è stata regalata per il nostro matrimonio. La luce che simboleggia la nostra unione, che ho acceso in altre occasioni. Ho la sensazione di essere sola contro tutto e tutti. Per questo l'ho accesa.
Questa candela in realtà erano due. Quando mi furono date e le vidi, nella loro scatola ho avuto un brivido.
Chi ci ha fatto il regalo non è venuto al nostro matrimonio, con una scusa stupida legata alla data e al fatto che stavano andando a trovare i genitori di lei. Ma era solo una scusa, si tratta di quelle persone che non sono mai entrati in casa mia, nonostante i numerosi inviti, e nonostante le nostra case distino poche decine di metri l'una dall'altra. Se vi sono periodi in cui tutto ciò non conta niente, altri sono purtroppo evidenti e in qualche modo sempre dolorosi e amari. Dicevo: aprii il pacchetto e la scatola che conteneva le due candele e la base in acciaio che le sostiene e ebbi un brivido. Due entità distinte, con due vite parallele che non si incontrano mai. Questo pensai con una fitta allo stomaco. Ho sempre lamentato che mio marito per impegni lavorativi non ha orari e questo impediva di avere almeno un momento al giorno in cui tutti noi ci riunissimo insieme. Vedere le DUE candele mi ha fatto pensare a questo. Due vite parallele. C'è stato un momento in cui io in preda a un grande dolore le accesi e feci colare la cera unendole, nella speranza che questo gesto allontanasse la prima intenzione. Forse non si nota dalla foto, ma sono unite alla bell'e meglio. In questi momenti bui, difficili in qui io crollo miseramente la cosa che sento di più è la solitudine. Nella mia stupida disperazione mi vengono in mente cose tra le più disparate. Come quando sola ( sempre con i miei 4 figli appresso) e sotto la pioggia mi ritrovai senza benzina in un tardo pomeriggio invernale. Lasciai i ragazzini al riparo in auto con le quattro frecce accese e mi diressi verso il benzinaio con i pochi spicci che avevo in tasca e tornai con la tanica da 10 lt percorrendo quello che poi scoprii essere circa un km per andare e altrettanto per tornare. Oppure quando lui mi disse che partiva per un week end a Roma dove avrebbe raggiunto suo padre (?) esattamente una mezz'ora prima di partire, lasciandomi a casa con 1 quattro pargoli in piena estate. Un altro evento tragicomico è stato quella volta della spesa: io con la piccola che piangeva stanca e capricciosa e gli altri come palle al piede e la mia amica mi ha raggiunse alla cassa perchè mi aveva visto dentro il supermercato, e a lei ( che non aveva nessuna borsa della spesa) un ometto pelato e grasso in fila dietro di me, nell'intento di fare cosa gradita le chiese con voce che voleva essere suadente invece era da vecchio bavoso, se la poteva aiutare con le borse. Io finii di riempire le mie borse, mi caricai sulle spalle la piccola frignante, diedi le chiavi dell'auto al grande ordinandogli di aprirla e mi diressi silenziosa e offesissima verso l'uscita. Caricata la spesa in auto, diedi fondo alla mia rabbia. La mia amica ( che mi aiutava) scoppiò a ridere. Ma io la invidiavo. A lei, anche nei momenti più bui, non è mai venuto a mancare il sostegno della sua famiglia  E via dicendo. Solitudine. Dicevo. In occasioni che vien da dire il ragionier Fantozzi chi è? Questo io provo, quando ci sono i problemi. Oltre al fatto di sentirmi "sbagliata". E le DUE candele mi hanno sentire questo. Io le ho unite e oggi le ho accese, dopo averle ripulite dalla polvere del cantiere con cui conviviamo da 9 mesi, ormai. Ho avuto paura che si consumassero e che anche questo potesse essere un cattivo auspicio. Ho paura. Ho paura di essere io quella che ora non ce la fa più a tenerle unite. Ho paura che tutto sia naufragato, come i nostri progetti. Questo è un altro periodo buio e la luce delle sue candele unite con forza, credo non sia sufficiente a prendere buone strade.
Qualcuno mi ha chiesto " se lui è consapevole di perdermi". Ho risposto " NON LO SO".
Ma la risposta è molto più complicata e articolata. Ho come l'impressione di aver forzato qualcosa che non è recuperabile. E torna ancora quel senso di solitudine e smarrimento a attanagliarmi il respiro e annebbiarmi la mente.

4 commenti:

  1. Cara amica,
    è difficile quando si è lontani, in tutti i sensi, dire parole che abbiano veramente un senso. Conosco ancora poco la tua vita ma attraverso i tuoi post incomincio a scoprirti come persona, ad apprezzare i tuoi slanci, a intravedere i tuoi sogni e le tue paure...non ci sono consigli da dare, ne perle di saggezza da distribuire. Mi siedo qui da te e ti ascolto, ti sorrido e ti abbraccio quando ne hai bisogno.
    Mìgola

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  2. cara dolce Erika io sono la persona meno indicata in questo momento a darti consigli che abbiano un senso. Il turbinio dei sentimenti purtroppo crea disequilibrio e difficoltà nel distinguere ciò che è reale, ciò che è
    pura fantasia, ciò che è quello che noi vogliamo che sia.Posso solo abbracciarti virtualmente sperando di poterlo fare prima o poi anche fisicamente. Tieni duro un bacio Lucilla

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