domenica 10 marzo 2013

Tutta colpa di Mìgola

Tutta colpa di Mìgola che mi ha inviato un messaggio con il link e io ho avuto l'input e l'impulso di scrivere. Da due settimane siamo rientrati nella NOSTRA casa, dopo nove mesi di  convivenza con mia suocera e suoi tra cani in una situazione piuttosto difficile ( noi 6 e la nonna + 3 cani+ 2 gatti+ 3 GATTI NOSTRI in una cucina, un bagno e due stanze all'interno di un cantiere). Ho toccato il fondo più volte urlando, o meglio, SCRIVENDO la mia frustrazione, costrizione, rabbia, rancori che risalgono dal DNA fino ad arrivare alla membrana di ogni cellula e per osmosi dilagano in ogni dove putrefacendo tutto. Ho incrinato i miei legami famigliari. Ho certamente rasentato, almeno con i pensieri, atti ignobili. Ma da due settimane siamo in CASA NOSTRA e mi vedo come ogni animale, appropriarmi del MIO spazio, annusando, osservando, toccando, strusciandomi come i gatti su ogni angolo. E se, negli ultimi tre mesi mi pare che ogni cosa sia sbagliata, cattiva e dolorosa, in tutto ciò ho ricominciato a cucinare. E, udite udite, MI  RIESCE DAVVERO BENE! Ho cucinato per il compleanno di mia suocera il vitello tonnellato ( un giorno racconterò il perchè di questa storpiatura). SQUISITO! Poi ho fatto piatti semplici come un piatto si pasta al sugo e un insalatina mista, torta di mele, verdure al vapore( con il FORNO AL VAPORE, che per ora so usare solo per le verdure, ma ho intenzione di approcciarmi con altri esperimenti e tentativi al più presto) una ( o meglio una più il bis) CROSTATA DI NUTELLA che il Paradiso pareva sceso in casa mia. In questo provare e ricordare e riordinare , perchè solo vivendola la cucina sai dove mettere gli arnesi e il pentolame e tutte le cose che ti servono. E l'altra sera ho cucinato l'AGNELLO al FORNO , con contorno di PATATE al FORNO che ho ricevuto talmente tanti complimenti che sul serio, ho persino pensato si aprire un ristorantino....( che presuntuosa...) Ma in tutto ciò, che è solo la premessa, anche se lunga, c'è quel percorso, soprattutto interiore, ma anche esteriore  di riconoscimento, di riappropriazione degli intenti e dei sogni. LA MIA CASA, il mio sogno: l'ho desiderata, l'ho pensata, l'ho immaginata, ho cambiato idea e progettazione in corso d'opera, l'ho adattata a me stessa. Ho creato e me ne sto appropriando gli spazi per il mio lavoro ( sono una specie di agente di commercio nel settore chimico-anche questo settore della mia vita l'ho creato a mia immagine e somiglianza), per la mia parte di donna creativa ( ERIKA's FASHION, per esempio ), per la parte di me stessa che mi rappresenta e completa ( madre e moglie, la seconda molto in crisi, attualmente ) quando cucino e mi occupo della casa. Ho vissuto in una casa, che mai ho sentito veramente mia, per vent'anni, per un pò ho fatto l'ospite indesiderabile, e ora voglio solo riaprire quel cassetto ( quel garage o magazzino che è diventato) e tirare fuori i miei sogni, uno a uno. Quei sogni, piccoli e modesti, quelli che sono più progetti che sogni veri e propri e che per una serie di agenti esterni( maledette banche) e sfortune varie ( tamponamenti, incomprensioni, silenzi, taciti consensi e cosucce ordinarie e straordinarie) ho rinchiuso dolorosamente in quel cassetto che nel corso del tempo è diventato un garage e poi un magazzino. Pieno di scatole, scatoloni, borse e borsoni. Pieno di cose, polverose e magari obsolete, di cui non ricordo nemmeno l'esistenza, ma che a vederle subito ti ricordi il perchè, il come, il quando.
Bene, ora mi sto riappropriando degli spazi, dei modi e dei tempi che sono miei e miei restano.
Dopo, quando sarò stabile e in forza emotiva e fisica, nonostante le vie tortuose e dure che dovrò percorrere, io aprirò uno a uno quei contenitori, e riprenderò ogni cosa, scarterò quei sogni che per qualche ragione non mi appartengono più, non mi somigliano più, ma ogni cosa avrà di nuovo un suo perchè, un come e un quando.

E io, finalmente sarò di nuovo io.

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